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Bondi, un po’ di luce dopo un periodo nero

di Marco Nagliati
Bondi, un po’ di luce dopo un periodo nero

Basket A2. Il ritorno di Furlani è coinciso con il bel successo su Mantova Il tecnico: «Bene agonismo e approccio ma non ho visto la partita perfetta»

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FERRARA. «Si rivede un po’ di luce». La Bondi batte Mantova nel big match di domenica, che segna il ritorno di Furlani sulla panchina biancazzurra, ed accende una fiaccola che illumina il cammino. Dopo un periodo oscuro, le prime avvisaglie della reazione. Ma ci si ferma qui con il sorriso, perché la squadra estense di fiammate ne ha prodotte parecchie nel girone di andata: il difetto è sempre stato la continuità. «Non avevamo nulla da perdere - precisa coach Furlani -: nessuna pressione. Nè con Mantova e neppure nella prossima con la Virtus. La nostra deadline, se vogliamo, è la partita interna con Imola. Di certo vincere non fa male per la testa dei giocatori. E non è male per la società ed il pubblico. Abbiamo avuto la meglio su un Mantova di alta classifica, ambizioso... Il successo è giunto dopo un periodo sofferto».

«Alla vigilia ero curioso di vedere quale sarebbe stata la reazione della squadra dopo il mio arrivo - aggiunge Furlani -: nulla da dire sull’approccio che hanno avuto i giocatori. Certo, non abbiamo giocato la partita perfetta però le annotazioni positive ci sono. Soprattutto, se qualcosa in più c’è stato, va annotato alla voce “aspetto agonistico”. I giocatori hanno messo molta fisicità». Sul 51-51 del 26’, la Bondi era in rottura prolungata: break di 2-12. In quel momento il gruppo ha retto: controbreak di 15-2 e vantaggio 66-53. «A detta di molti questa squadra si sfaldava. Domenica siamo sì stati un po’ Penelope, facendo e disfacendo, ma non ci siamo disuniti. La partita è stata vinta, tentato di perderla, rivinta e poi abbiamo ancora tentato di riperderla. Insomma, ci abbiamo messo del nostro però globalmente la prestazione è stata buona e va a merito dei ragazzi. Contro Mantova, la Bondi ha messo intelligenza e cuore e non era scontato avvenisse».

Al Pala Hilton Pharma si sono visti sprazzi di cavalleria arrembante stile Trullo, momenti di lucida lettura offensiva stile Furlani. Vedi il coinvolgimento di Pellegrino spalle a canestro. Il tutto non può però prescindere da una robusta tenuta in retroguardia. Furlani sospira: «Ci serve sicuramente coesione difensiva per liberare energia da contropiede». Due aspetti da analizzare magari alla ripresa degli allenamenti: Pellegrino, fondamentale per la Bondi, che deve riuscire a gestirsi meglio con i falli e Roderick - che pur all’interno di una prestazione sostanzialmente solida - nel finale ha rischiato di farsi cacciare un’altra volta. «Pellegrino ha pagato un eccesso di generosità - spiega Furlani - ma è sicuro che dovrà amministrare meglio certe situazioni. Quanto a Roderick... A caldo non è bene affrontare certe situazioni, lasciamole decantare. Poi, al ritorno al lavoro, ci sarà modo di parlare. Un cosa è comunque sicura: si stanno avvicinando le partite decisive della nostra stagione e non possiamo assolutamente scendere in campo privi di alcuni giocatori». Il primo passo è stato compiuto, la macchina è avviata. Cosa ha intravisto di suo Furlani nella prima uscita? «Non sta a me dirlo, in verità. Preferisco rimanere un passo dietro agli altri».

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