"Il Centro Coordinamento dà più forza al club"
Da 17 anni Valentina Ferozzi guida il tifo biancazzurro organizzato. "Momenti duri e grandi soddisfazioni: ora siamo apprezzati a livello nazionale"
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FERRARA. Gagliardetti, foto, maglie e molto altro. A fortissime tinte biancazzurre della Spal. È tutto questo, il Centro di coordinamento Spal club, per il 17º anno presieduto da Valentina Ferozzi e sotto il quale vivono nove club e 500 iscritti. In corso Isonzo ogni giorno si lavora per il bene della Spal: si organizzano trasferte, ma non solo quelle, anche e soprattutto grazie all’aiuto di molti volontari, tutti a dare una mano a Valentina Ferozzi, che ieri ci ha aperto le porte della sede.
Signora Ferozzi, quali sono le origini del vostro Centro?
«Il Centro di coordinamento nasce prima come comitato biancazzurro - spiega la presidente -, alla fine degli anni di Donigaglia eravamo quattro club e nelle riunioni si cominciava a parlare del Centro di coordinamento, in modo che non ci fossero più quelle rivalità fra club, che erano distruttive e non costruttive. Dal canto nostro, volevamo costruire qualcosa d’ importante, anche se il momento non era fra i più importanti. Abbiamo discusso e approntato le elezioni. Il primo presidente è stato quello del Club Oscar Massei, che non era molto presente, così l’abbiamo detronizzato. Abbiamo fatto nuove elezioni e sono stata eletta io: questo è il diciassettesimo anno di mia presidenza».
Quanti club aderiscono al Coordinamento?
«Quest’anno abbiamo inaugurato molti club, al momento sono nove, ma stiamo trattando per crearne un decimo a Mezzogoro. È una grande soddisfazione per noi. Il club più numeroso è il Galo Guercio con 170 iscritti, gli altri hanno una cinquantina di iscritti: in tutto ne abbiamo 500. Le iscrizioni sono chiuse fino a giugno, anche perché non ci sembra giusto far pagare una tessera intera per pochi mesi, a luglio le riapriremo. Siamo un Centro di coordinamento importante nel panorama nazionale, ci siamo aggregati alla Fissc (Federazione italiana sostenitori squadre calcio) e da tre anni ne sono consigliere; quest’anno abbiamo organizzato e svolto proprio a Ferrara una bellissima assemblea di tutti i centri di coordinamento, dalla serie A alla serie D, con la presenza del presidente di Lega B, Andrea Abodi: è stato per tutti un notevole successo. Anche a livello nazionale ci riteniamo un Centro di coordinamento abbastanza importante».
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Veniamo alla stretta attualità: ci racconta come avete preparato la trasferta a Vicenza?
«Le nostre settimane sono sempre completamente piene, il lunedì è un giorno importante per la biglietteria: i nostri club ci telefonano e noi andiamo a fare i biglietti per loro. La trasferta di Vicenza? È stata un’apoteosi: abbiamo lavorato 10 ore al giorno, dovevamo controllare le liste dei 7 pullman e non è stata una cosa molto facile. La grande paura è stata quando l’Osservatorio non dava il nullaosta per la trasferta, ma alla fine le cose sono andate bene e di questo non posso che essere molto contenta, però abbiamo vissuto dei momenti di grande tensione».
Qualche aneddoto?
«Cominciamo dai momenti brutti…».
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Prego.
«Quando non riuscivamo a decollare come coordinamento, non venivamo neanche riconosciuti. Stavamo lavorando molto, ma le società che si sono susseguite in questi 17 anni non riconoscevano quello che stavamo facendo. Quest’anno abbiamo firmato una convenzione con la Spal, con cui si è aperta una collaborazione che speriamo possa andare avanti con reciproca soddisfazione».
I momenti belli?
«Il riconoscimento di quello che abbiamo fatto: ecco la più grossa soddisfazione, per me e per chi ha lavorato assieme a me. Da sola non sarei mai riuscita a portare avanti un carrozzone come questo, c’è molto da fare, anche cose che i più non vedono».
Parlando di campo, si aspettava un campionato come questo?
«Non mi aspettavo un campionato così. Avrei voluto un campionato tranquillo, adesso l’appetito c’è. Finora la famiglia Colombarini è la migliore proprietà passata a Ferrara negli ultimi anni: i Colombarini sanno fare i proprietari, come del resto Mattioli sa fare il presidente. Nessuno prevarica l’altro, l’ordine è importante».
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Come vede il futuro?
«Luminoso, almeno se le cose andranno avanti così. C’è pure il fattore fortuna, mai avuta negli anni passati. In questo gruppo non ci sono prime donne, tutti sono al servizio degli altri e non c’è egoismo fra i giocatori».
Se le diciamo serie A, cosa risponde?
«Ho paura, mi viene un po’ di tachicardia. Avevo 12 anni la prima volta che sono andata alla Spal, allora era in serie A. Ora posso chiedermi se la rivedrò ancora in quella categoria: rispetto agli anni passati, siamo molto più speranzosi».
Lorenzo Montanari
(1 - continua)
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