Spal contro l'Ascoli per "vedere" la serie A/LA DIRETTA
Gara difficilissima al Mazza. La vittoria può significare parecchio
FERRARA. Finalmente si torna a giocare. Spazio solo al campo. Chiuso, dimenticato, lo stillicidio invernale delle trattative di mercato. Sessione esageratamente lunga. Un assurdo.
La Spal è a posto. Oggi (sabato 4 febbraio) alle 15 ospita l’Ascoli in un “Paolo Mazza” gremito. Squadre leggermente modificate dal mercato, appunto. Ma la scadenza di martedì scorso non ha modificato l’organico biancazzurro, se non per la partenza di Picchi (centrocampista peraltro passato come una meteora). Non è arrivato Lodi? E chissenefrega, per dirla tutta, sia pure con rispetto. La Spal ci ha provato, ha usato la strategia giusta, ma se l’esperto regista udinese ha cercato fino all’ultimo la buonuscita dal suo club ed ha preferito andare incontro a sei mesi di inattività (nel senso: fuori rosa, escluso dai piani friulani) anzichè venire a lottare per una storica promozione in A, allora sono affaracci suoi: la Spal ci ha perso nulla.
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Il gruppo di mister Semplici è terzo in classifica e ci è arrivato con le forze di inizio stagione e quelle aggregate a gennaio (Floccari, 2 gol in 2 gare; Costa, debuttante a Vicenza; Poluzzi, appena inserito). Dunque, se questi uomini ed il loro condottiero si sono arrampicati fin qui, non si vede perchè sempre loro non possano proseguire la corsa e alimentare il sogno di una città, di tutto un popolo, della nazione biancazzurra.
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Si riparte da oggi, appunto. C’è l’Ascoli. Che pensiamo? Gara difficile. Anzi: difficilissima. Più delle prossime, consecutive, trasferte di Chiavari e Verona. Perchè conta l’immediato. Perché ogni gara è una trappola. Perché il campionato insegna a diffidare. Perchè i marchigiani in trasferta viaggiano assai bene (4 vittorie, 4 pareggi, 16 punti sui 28 totali) ed hanno un allenatore - Alfredo Aglietti - che sa creare problemi. In più c’è il talento Orsolini, fresco di passaggio alla Juve che l’ha lasciato in bianconero (quello marchigiano...) fino a giugno.
La Spal metterà in campo i suoi argomenti. Continuità (11 risultati utili nelle ultime 12 partite), identità, precisa filosofia di gioco, mentalità, entusiasmo, alternative tattiche, simbiosi con il pubblico, fattore campo, forza offensiva. Nessun obbligo, nessun confronto decisivo (non ora). Ma non c’è dubbio che una vittoria oggi significherebbe parecchio, peserebbe assai nella lotta per la promozione in serie A, per il secondo posto (leggi eventuale sorpasso sul Frosinone), per il consolidamento nelle zone altissime dei play off. E sarebbe ottimo viatico in vista dei due, citati, prossimi scontri diretti esterni. Semplici come la giocherà? Con il solito 5-3-2 di partenza. Con la giusta accortezza tattica, per non esporsi al contropiede dei tre fantasisti-trequartisti-esterni ospiti. Con Antenucci e Floccari - coppia da categoria superiore - sul fronte offensivo. Con il probabilissimo rientro dall’inizio di Cremonesi al posto dello squalificato capitan Giani. I dubbi, almeno per noi (perchè Semplici ha già tutto chiaro e magari - rispetto a tali previsioni - proporrà anche qualcuna delle sue abituali novità) sono tre: il portiere, il laterale sinistro, il terzo centrocampista.
Meret, dopo l’infortunio settimanale, ha ripreso giovedì e ieri è stato inserito tra i convocati, ma ciò (visti alcuni precedenti stagionali per questo o quel biancazzurro) non è garanzia di recupero, tantomeno di impiego. Per questo potrebbe toccare a Marchegiani, eventualmente con Poluzzi in panca.
Come terzino sinistro Del Grosso o Costa? Stante la squalifica di Giani e la necessità di avere un occhio attento su Orsolini, diremmo Del Grosso (salvo essere smentiti...).
Infine, il centrocampo. Schiattarella è sicuro, Mora probabile, restano Castagnetti e Arini. Giocando in casa, necessitando di palleggio e avendo Pontisso out per infortunio, possibile la conferma iniziale di Castagnetti. Chissà che ne pensa Semplici...
Parola al campo. Con i tre punti la storia si farebbe sempre più interessante. E la Spal è decisa a scriverla.
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