Juventus-Inter, torna la sfida tra colossi
Bianconeri in odore di scudetto, nerazzurri lanciati verso la zona Champions. Allegri cauto: «Temo il loro attacco»
TORINO. È quasi un ritorno al passato, quando il “Derby d'Italia” valeva un pezzo di scudetto. Allo Stadium scenderanno in campo le due squadre più in forma del campionato: la capolista, 27 vittorie consecutive in casa, contro i nerazzurri di Pioli, reduci da 8 vittorie consecutive ma anche dalla delusione in Coppa Italia dalla quale sono usciti per mano della Lazio. Gli ingredienti ci sono tutti per assistere a una sfida ricca di emozioni di fronte al pubblico delle grandi occasioni, con i sindaci di Torino e Milano, Chiara Appendino e Giuseppe Sala, annunciati in tribuna. È comprensibile, quindi, che Massimiliano Allegri, cerchi di allentare la pressione: «Con l'Inter non sarà una rivincita, ma solo una partita di calcio con tre punti importanti in palio, che valgono quanto quelli con il Crotone», è il punto di vista del tecnico bianconero, ancora scottato dal ko rimediato all’andata, il primo in campionato per i bianconeri. «Fu una partita strana, dove facemmo due disattenzioni sui due gol - è il rammarico di Allegri - però sappiamo quale è il valore dell’avversaria, con un grande potenziale offensivo ma anche perché è stata costruita per lottare per il titolo: abbiamo una partita veramente bella da giocare, importante, sia per noi che per loro».
L'Inter è nel pieno di un periodo d'oro, in cui sotto la guida di Pioli sta raccogliendo ottimi risultati, rimettendo in piedi una stagione che dopo le prime giornate sembrava compromessa: «Noi siamo in testa, loro in ritardo, fortunatamente per noi sono partiti male, ma nelle ultime 10 partite su 30 punti l'Inter ne ha conquistati 25». La Juve che ha dato un calcio alle tendenze conservatrici, come spiega Allegri, aver trovato un nuovo metodo d'espressione nel modulo offensivo varato nella sfida con la Lazio, ma che domenica creerà il primo problema di abbondanza in casa bianconera: Marchisio dovrebbe partire dalla panchina, lasciando il posto a Pjanic e Khedira, favoriti per una maglia da titolare. «Marchisio è disponibile, sta meglio, mentre Barzagli ieri aveva la febbre, oggi sicuramente non si allena, vedremo se stasera lo porterò in ritiro o no». Sarebbe un guaio per il tecnico essere costretto a rinunciare all'arma tattica scelta per azzerare la pericolosità di Perisic sulla fascia: Barzagli comunque è tra i convocati, ma è pronto Lichtsteiner, fresco di rinnovo, oggetto del desiderio nerazzurro in estate. In casa Inter invece c’è grande serenità. La squadra gira e nonostante l’uscita di scena in Coppa Italia è viva e vegeta: «Chi toglierei alla Juventus? Punto sui miei e non credo che basti togliere un solo giocatore ai bianconeri: ne ha tanti di giocatori bravi ma ne abbiamo anche noi di giocatori bravi». lo dice l'allenatore Stefano Pioli. È fiducioso, sia per una vittoria sia per il futuro dell'Inter. Crede nelle qualità della squadra nerazzurra anche perchè ha alle spalle una proprietà forte. «Ci sono valori che ci fanno pensare ad un buon presente - dice - ma c'è anche una proprietà alla guida del club che ci supporta e ha voglia di far tornare l'Inter grande. Credo che possiamo fare in modo che si giochi per tornare a vincere qualcosa». Magari a partire da stasera, perché gira che ti gira Juve-Inter è sempre Juve-Inter.
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