L’Italia stecca e resuscita l’Argentina
Tennis, Coppa Davis: gli azzurri Fognini e Bolelli ko a sorpresa nel doppio, oggi i singolari decidono l’accesso ai quarti
La partita più semplice s’è trasformata prima in una specie di cattivo sogno, poi è diventata un’illusione con lieto fine, e poi nell’incubo peggiore. Il match di doppio, che avrebbe dovuto consegnare all’Italia il passaggio ai quarti di finale, ha invece rimesso l’Argentina nella sfida, che ora sogna un’altra incredibile rimonta, più o meno come quella che le è riuscita a fine novembre in Croazia quando, con Del Potro&Delbonis, è riuscita a conquistare la sua storia prima Coppa Davis.
Come sappiamo gli eroi di Zagabria non ci sono, al Parque Sarmiento di Buenos Aires ad affrontare l’Italia, che infatti ne ha beneficiato nella giornata di venerdì (Lorenzi e Seppi hanno battuto Pella e Berlocq). E ieri tutti immaginavano di vedere gli azzurri passeggiare sui resti dei sudamericani, invece l’inizio è stato diametralmente opposto: i due azzurri, in passato vincitori di uno Slam (Australian Open 2015), sono stati sorpresi dal duo Berlocq/Mayer, che il ct argentino Orsanic ha preferito a Guido Pella. Mayer, sostenuto dalla intensità ‘fisica’ di Berlocq, ha saputo tenere alto il proprio livello di gioco, mentre i due azzurri non riuscivano a prendere le misure ai sudamericani. Il risultato è stato un duplice 6-3 (identico tempo per entrambi i set: 42 minuti), con Fognini - guarito dal problema intestinale – ma in realtà incapace di giocare secondo i suoi standard e con Bolelli - al ritorno agonistico dopo l’intervento al ginocchio – impotente nel provare a ridestare l’amico/compagno.
Ma la Coppa Davis è strana, e bella, per questo: nel momento dell’esaltazione argentina ecco che gli azzurri si sono ridestati. Senza fare niente di eccezionale, semplicemente smettendo di regalare punti, commettere errori. E la maggiore attenzione è stata sufficiente all’Italia per tornare nel match, puntellare l’adrenalinico Berlocq e indurre al dubbio Mayer. Incassato (6-4) il terzo set, gli argentini hanno patito psicologicamente la rimonta azzurra, cedendo malamente (6-2) la quarta frazione puntando a tenere le energie per il set decisivo. E per una volta la pura cronaca merita la lettura: l’Italia cede il servizio ma lo recupera immediatamente. E la partita continua in perfetto equilibrio, fino al 6-5 Argentina, che si procura un match-point, il primo che Bolelli e Fognini annullano. Si va al tie-break, e sono ancora gli argentini ad avere l’approccio migliore: Leonardo Mayer inventa un dritto incredibile e salva il suo servizio, Berlocq addirittura due aces. Gli azzurri appaiono confusi, l’Argentina s’invola e va sul 6-2. Altri quattro match-point. Sembra finita, ma non bisogna mai dirlo in Davis: Bolelli trova un primo passante, poi tiene il suo (doppio) turno di servizio: 6-5 Argentina. L’orologio dice che la partita è iniziata 4 ore prima, giusto mentre il doppio italiano strozza ancora l’urlo degli appassionati di Buenos Aires: 6-6, e gli azzurri si prendo ancora una chance per vincere. Ma qui Fognini viene tradito dal rimbalzo della palla e stecca clamorosamente. Altri otto minuti di lotta sportiva, e sudamericani alzano le braccia, con Berlocq che fa l’Hulk strappandosi la maglietta, mentre Leonardo Mayer va a prendersi in braccio la sua bimba neonata. «L’Italia sta giocando meglio di noi, ma noi abbiamo tanto orgoglio e vediamo che succede con gli ultimi due singolari» dice a fine partita Orsanic.
Oggi alle 15 si ricomincia (diretta tv su Supertennis): si sfideranno prima i numeri uno, cioè Lorenzi-Berlocq, e poi – teoricamente - Seppi-Pella. Su quest’ultimo match, su un possibile 2-2, è previsto qualche sorpresa, da una parte e dall’altra. Ma Barazzutti spera che Lorenzi non gli ponga il problema.
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