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La Spal ha ali per volare verso la serie A

di Paolo Negri
La Spal ha ali per volare verso la serie A

Dopo Napoli e Atalanta la miglior qualità di gioco in Italia è quella dei biancazzurri. E sulle corsie laterali c’è grande spinta

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FERRARA. Le analisi devono andare oltre i risultati. Per questo eravamo e restiamo convinti di un’evidenza: la Spal sabato contro l’Ascoli ha disputato una grande partita, giocando e producendo come non mai, o quasi.

L’ha rimarcato anche l’Arrigo, uno che non è mai tenero nei giudizi, ancorato ai propri vecchi standard: la Spal ha condotto la gara, lo ha impressionato. Parola di Sacchi.

Per dirla tutta: chi gioca bene in Italia? Chi esprime il miglior football? Ora come ora: il Napoli e l’Atalanta. Poi c’è la Spal. Quelle due in A. I biancazzurri, dal canto loro, sono in corsa per la massima categoria. Giochi tanto difficili quanto aperti, ma le possibilità di farcela ci sono tutte. L’attuale terzo posto dice -4 dal Verona, -3 dal Frosinone. Questo il divario dalle due posizioni che danno diritto al salto senza l’appendice dai play off. Che, dal canto loro, vedono i biancazzurri a +8 sulle prime escluse dalla griglia. Tutto ciò significa che la squadra di mister Semplici è pienamente in lizza. Il campionato è una maratona ma la Spal c’è. La partita contro l’Ascoli ha detto che il mercato di gennaio è stato metabolizzato nel migliore dei modi, le partenze (una, Beghetto, di sostanza; le altre, di contorno) non hanno lasciato segno, gli inserimenti sono risultati azzeccati. Floccari in tre partite (due intere) ha segnato due gol e sabato solo un paio di grandi parate di Lanni e la traversa gli hanno negato la terza rete. Inoltre, la condizione, la tenuta e l’intesa con Antenucci sono lievitate in maniera evidente. Quanto a Costa, il giovane terzino clivense - dopo l’ingresso a Vicenza - ha fatto il suo debutto dall’inizio ed ha convinto. Avvio timido e con qualche imprecisione, poi una crescita costante, netta, produttiva. Molte iniziative, molta corsa, qualche ottimo inserimento, buoni palloni messi dentro. Per quanto intuito, Costa - andando a regime - può diventare plausibile sostituto di Beghetto. Ha anche buona cultura difensiva, l’unico spunto del temuto (e temibile) Orsolini si è registrato quando l’ala ascolana ha avuto un’iniziativa in posizione accentrata, nel primo tempo, e non come dirimpettaio di Costa.

Con l’irrefrenabile Lazzari a destra ed il citato Costa a sinistra, la Spal ha le... ali per volare. Verso la serie A, of course. Ali, in senso metaforico, di cui la Spal è dotata. Capacità tattiche, identità, qualità del gioco, alternative (palleggio, palla a terra, gioco corto, gioco lungo, cambi campo, spinta in fascia, inserimenti, movimenti e scambi tra le punte, capacità di creare palle-gol in maniera pulita, soluzioni sulle palle inattive, rosa equilibrata e doppiamente coperta in ogni ruolo). Nulla manca a questa squadra, dopo un girone e spiccioli non vediamo traccia di un’avversaria che sia superiore. Il Verona dell’andata aveva il vento in poppa, e la Spal quella sera stava ancora vivendo il proprio adattamento alla categoria. Certo, ora c’è la variabile mercato, Bari, Perugia, lo stesso Frosinone hanno speso assai e messo dentro pezzi importanti. Chiunque può vincere o perdere contro chiunque. Detto ciò, la Spal ha una cifra complessiva che non teme confronti, soprattutto - lo ribadiamo - per espressione di gioco. Basterà per coronare il sogno? Nutriamo il convincimento che sia una Spal meritevole - per quanto fatto, e per quanto saprà e potrà fare da qui alla fine - del salto. A patto di non smarrire la strada. Potrà esserci una frenata, non una rottura prolungata.

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