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IL CAMMINO

Quattro gare in diciotto giorni Tre trasferte, tre scontri diretti

FERRARA. Espresso quanto detto sulla squadra, un’evidenza: la Spal, nel breve periodo, è attesa da un cammino durissimo, ad alto tasso di difficoltà. I biancazzurri da sabato prossimo a fine mese...

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FERRARA. Espresso quanto detto sulla squadra, un’evidenza: la Spal, nel breve periodo, è attesa da un cammino durissimo, ad alto tasso di difficoltà.

I biancazzurri da sabato prossimo a fine mese saranno attesi da 4 partite in 18 giorni. Da 3 trasferte. Da 3 scontri diretti. Prima il viaggio a Chiavari contro l’Entella (ora 7ª in classifica a -7 dalla Spal), quindi il posticipo di lunedì 20 a Verona (capolista, + 4 sui biancazzurri), poi - sabato 25 - il confronto interno con il Perugia (6º a -6 dalla squadra di Semplici), infine (martedì 28 alle 20.30) ancora una trasferta, a Salerno.

È evidente che il compito sarà di quelli assai tosti. Potrebbe essere una fase cruciale della stagione. In teoria, la gara con l’Ascoli poteva essere più problematica di quelle di Chiavari e soprattutto Verona, contro formazioni che giocano e lasciano giocare, che possiedono solidi argomenti ma che on speculano sull’avversario.

La Spal adesso è conosciuta e temuta. Gli accorgimenti, per affrontarla, si sprecano. Solo tre esempi: la Pro Vercelli e, nelle ultime due gare, Vicenza e Ascoli hanno mutato la propria disposizione tattica, il proprio gioco, quando si è trattato di vedersela con i biancazzurri. Pro e Vicenza, al di là dei moduli diversi, hanno interpretato i confronti allo stesso modo: pressione delle punte sul regista spallino, ripartenze centrali, impatto fisico. L’Ascoli si è disposto in maniera speculare alla Spal, infarcendo il tutto con falletti, falli, fallacci ed ostruzionismi continui che avrebbero dovuto portare a ben più dei tre miseri minuti di recupero accordati dal pessimo arbitro Baroni (ed il mister vicentino Bisoli ha avuto il coraggio di lamentarsi per i sacrosanti 6+1 dati il sabato precedente? L’altro giorno, al “Mazza” cosa avrebbe detto se fosse stato nei panni spallini?). Da qui alla fine le difficoltà saranno spesso queste, a ciò bisognerà trovare le contromisure. Contro l’Ascoli la Spal sul piano del gioco lo ha fatto alla grande. Poi, ciò che un pizzico di fortuna ti ha dato a Vicenza, un pizzico di fortuna può averti tolto contro i marchigiani. Ci sta, la sostanza è un’altra: la Spal c’è, eccome se c’è. Le cifre: minor numero di sconfitte complessive (5, come Verona e Benevento e Perugia), maggior numero di gol segnati in casa (27, come il Verona), secondo miglior attacco in generale (38 reti segnate, contro le 44 del Verona), solo 3 rigori a favore (un’inezia per una squadra che entra molto in area avversaria; il Verona ne ha avuti 6, lo Spezia 5, il Benevento 4) ma 4 contro (come il Frosinone; solo 1 il Verona, 2 il Benevento). Sarà dura, ma la Spal di suo ha tutto per farcela.

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