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Fognini batte Pella L’Italia si guadagna l’accesso ai quarti

di Paolo Rossi
Fognini batte Pella L’Italia si guadagna l’accesso ai quarti

Tennis, Coppa Davis. Argentina battuta dopo una maratona In aprile un’altra trasferta insidiosa contro il temibile Belgio

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Tutto è bene quel che finisce bene, no? Dopo quattro giorni e una sceneggiatura da film l’Italia di tennis approda ai quarti di finale della Coppa Davis. Gli azzurri hanno vinto la sfida 3-2 e hanno conquistato un’altra trasferta, quella di aprile in Belgio dove in palio ci sarà la semifinale. Era il quarto confronto tra sudamericani e italiani, ed è stato confermato che vince chi gioca in trasferta. Ma i ragazzi di capitan Barazzutti ce l’hanno fatta in extremis, quando tutto sembrava perduto. Ma ricapitoliamo: parlavamo di sceneggiatura, e spieghiamo perché: venerdì l’Italia conduceva 2-0, grazie al successo facile di Lorenzi su Pella e a quello di Seppi su Berlocq. La sfida sembrava chiusa, semplicemente perché il punto più sicuro – alla vigilia – era quello del doppio. Invece sabato Bolelli e Fognini si fanno sorprendere da Berlocq e Mayer e si va agli ultimi due singolari con gli argentini che instillano qualche dubbio nei nostri. Ma la domenica non è giorno di festa, nel senso che piove nella capitale argentina, e questo aiuta Berlocq nel suo gioco contro Lorenzi.

Tutto rinviato a ieri: Barazzutti sceglie Fognini, Orsanic conferma Pella. In teoria l’azzurro è favorito, ma il campo non dice la stessa cosa. Pella ha resettato la figuraccia del primo singolare, sembra un altro. Il primo set è regalato (6-2), e Pella non cala, anzi: reagisce ad un ritorno di Fognini (1-3), recupera il break e a sua volta si riporta avanti, chiudendo a favore anche la seconda frazione: 6-4. Sembra materializzarsi l’incubo peggiore. Certo, il campo reso una sorta di palude, pieno di bozzi e di irregolarità nel rimbalzo, ma è una situazione che vale per tutti. Barazzutti chiede a Fognini di non mollare, di avere più pazienza. Di allungare lo scambio, perché poi Pella non è Nadal, o Del Potro. L’azzurro ascolta il capitano, ne accetta il consiglio e rinuncia ad arrabbiarsi, come ha fatto nei primi due set. Comincia a spostare sui lati l’avversario, che ora è meno incisivo nelle accelerazioni di dritto. La tattica paga, Fognini incassa il terzo set: 6-3. Ma l’inerzia del match è ora nelle sue mani, Pella sembra pagare la fatica e non riesce a servire più come nelle due ore precedenti di gioco. Fognini gestisce gli scambi, peccato sbagli ancora molto. Ma è dentro il match, e si prende anche il quarto set, 6-4. Che decide le sorti, psicologicamente. Il sudamericano lotta, ma non fa più male: sa che è disarmato, non riesce più a mettere in difficoltà l’azzurro. C’è Maradona che ancora incita a squarciagola, il pubblico di Baires è anche commovente ma Fognini non si fa imbrigliare e vince 6-2 dopo quattro ore e quindici minuti di partita.

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