La Bondi e quell’ascendente Fortitudo
Basket A2. Gli ex della Effe che ora vestono il biancazzurro decisivi nella vittoria estense contro l’eterna rivale Virtus
FERRARA. E poi succede quella cosa lì. L’ascendente fortitudino che scompagina la logica, gettando un pizzico di sana follia nel raziocinio da taccuino. Sulla carta Virtus Bologna capolista imbattibile, per una Bondi in convalescenza. E mattocchia il giusto. È il bello dello sport rivoluzionare con il vento della sorpresa i valori scritti su carta. È il fascino del basket regalare emozioni talmente imprevedibili da diventare indimenticabili. Martedì sera, nel salotto Virtus chiamato Unipol Arena, è accaduta quella cosa lì. Riccardo Cortese, cresciuto nella Fortitudo (fiera rivale delle Vu nere), aveva sbagliato il “jump” della vittoria proprio contro la Effe al Pala Hilton Pharma. L’altra sera ha insaccato la tripla vincente che ha steso la Virtus. Una catarsi totale per un giocatore completo ed un vero uomo. L’anima totale di questa Bondi. Una freccia scoccata a tempo scaduto di qualche decimo, un colpo che l’ambiente Virtus ha assorbito con estrema signorilità: «Gli errori fanno parte del gioco e vanno accettati, anche quegli degli arbitri - dirà in sala stampa coach Ramagli -; l’ultimo tiro non era buono ma Ferrara ha condotto per 40’ ed ha vinto con merito».
L’ascendente fortitudino di Cortese, certo. Ma pure quello del coach estense Furlani che a fine gara era tutto un sorriso e lo ricordava: «Sono ferrarese, ascendente fortitudino (ha allenato le giovanili dell’Aquila; ndr), a maggior ragione la soddisfazione è doppia per me». E di scuola Fortitudo è anche Martino Mastellari, che un contributo l’ha pure dato contro la Segafredo. Insomma, la Bondi è in festa e si gode questo strameritato successo. Ha pescato un jolly, come ripete Furlani. Perché i punti contro le big sono un “gratta e vinci”, mentre sarà la partita di domenica al Pala Hilton Pharma con Imola a sancire la definitiva guarigione o meno. Quella sì una “win for life”. Superare Mantova e Virtus sono balsamo per il morale, proiettano alle stelle l’orgoglio dei tifosi. Poi però giungono i confronti diretti e saranno quelli a incidere sulla classifica come un bisturi. Solo piegando l’Andrea Costa, i biancazzurri trarranno beneficio concreto dalle due vittorie messe in fila dall’arrivo di Furlani.
E qui, un paio di riflessioni vanno fatte. La Bondi è stata a tratti strepitosa contro una Segafredo certo in difficoltà atletiche e stanca, ma pur sempre gagliarda e tosta. Sempre avanti gli estensi, persino imperiosi nel loro incedere. Però Ferrara non ha piazzato il colpo del ko. Sovente avanti in doppia cifra, sono emersi difetti atavici. Superficialità, voglia di inutile showtime, gigioneggiamenti vari. Intensità difensiva intermittente. Scatti verso gli arbitri e liti con avversari: tecnico a Roderick, tecnico a Bowers. Quest’ultimo, con la sanzione buscata a 17” dalla sirena sull’84-85 Bondi, poteva diventare devastante. Non è accaduto perché la buona sorte era dalla parte estense, epperò non ci si può affidare ad abbondanti dosi di fortuna per portare a casa una gara quasi sempre in mano. «Abbiamo problemi strutturali e mentali» confida Furlani. I secondi sono appunto questa tendenza ad essere cicala ed è un peccato. I primi risiedono in una panchina corta. I cambi sono sostanzialmente tre: Ibarra che però non ha il passo per questa A2. Quando sul parquet c’è fisicità, Matias sta in panca. Era così con Trullo, la storia non muta con Furlani. Dopo l’intervallo, a Bologna, alternativa in regia a Moreno sono stati Mastellari (si sacrifica in un ruolo non suo) e Roderick (che giocoforza giunge stremato alla fine). Detto di Mastellari, l’unico giovane che può tenere il campo, dalla panca il terzo a far rifiatare i titolari è Soloperto che è altalenante nelle sue prestazioni. Una volta bene, un’altra buona sponda silente e a volte evanescente. Per uscire dalle sabbie mobili di bassa classifica può bastare, altro al momento non si può chiedere alla Bondi. Salita in cielo dopo Mantova e Virtus, domenica Ferrara è attesa dalla prova di maturità più severa. È più forte di Imola, la pressione sulle sue spalle sale. Speriamo la luna rimanga propizia. Testa sulle spalle, guys, che pure questo è derby molto atteso.
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