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Una Krifi in maschera vince senza eccellere con il piccolo Avesani

Volley B/M. Partita a senso unico chiusa da un “rosso” Ferrara fa turnover e cede un set agli avversari

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FERRARA. È andata più o meno come ci aspettavamo, non è vero? La domanda è indirizzata ai non troppi affezionati che ieri sera hanno supportato la Krifi nella sua vittoria contro l’Avesani Isola della Scala. Quelli che non si erano fatti influenzare dall’annunciato pronostico nello scontro testa-coda tra i ferraresi e i veronesi e avevano deciso di venire a passare l’ora di cena al Pala Hilton Pharma. Che avevano fatto passare due set a chiedersi se una partita di pallavolo poteva essere così povera di contenuti e se una squadra, pur ultima in classifica, poteva essere così rassegnata. Non è finita 3-0. Niente di clamoroso, ma qualche botto sì.

La pallavolo ci ha riservato la sorpresa, tipica comunque di partite in cui la scommessa non ha ragione: sul finale di terzo set, l’Avesani ha girato il risultato, in particolare il suo opposto Magalini, con una serie di battute insidiose (oltre all’ace del 23 pari). Con la Krifi rea di non aver dato il colpo da ko. Il 3-1 si è poi concretizzato con un quarto set che, nonostante si sia concluso in modo scontato, ha riservato un fuoco d’artificio: il punto finale decretato dal signor Miceli, primo arbitro, con un cartellino rosso al capitano veneto Bissoli, reo di essersi tolto la maglia subito dopo una sostituzione (che era avvenuta sul 24-17 Krifi e quindi praticamente una sanzione alla resa dichiarata dal centrale).

Nello slalom di queste poche emozioni, c'è da direi che coach Martinelli ha dato spazio a chi ha giocato meno: dentro Bragatto per Masiero fin dall’inizio, Zambelli per Govoni (ma decisione che era nell’aria, visti gli stati di forma di entrambi) e poi dal terzo set Spiga per Bernard, Ballerio per Bortolato e anche Trimurti per Fontana.

Primi due set in fotocopia, con Krifi determinata e Avesani vittima predestinata (“body language” inequivocabile). Quarto set su questa falsariga: peccato per la mezzora persa per il terzo set, giocato con meno convinzione e deciso dal ribaltamento di fronte nel finale. Un po’ di sale e pepe non fa mai male, fa salire la tensione: non diamo mai nulla per scontato.

Raffaele Ziosi

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