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Furia Imola: esplose le bollicine Bondi

di Marco Nagliati
Furia Imola: esplose le bollicine Bondi

Desolante prova dei biancazzurri dominati sotto ogni voce

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FERRARA. Una furia si abbatte sull’euforia. E al Pala Hilton Pharma va in scena una desolante prestazione della Bondi. Le bollicine di champagne figlie di brindisi ubriacanti per aver battuto le big Mantova e Virtus Bologna, vanno definitivamente sepolte in cantina. Contro la proletaria Andrea Costa Imola, i biancazzurri subiscono una lezione severa. Nel punteggio (finisce “-23” ma al 35’ estensi sotto di 31 punti) e nell’atteggiamento. I romagnoli sono fuoco inarrestabile, la Bondi si è fatta trovare totalmente impreparata. È stata travolta, sballottata, umiliata. In ogni zona, sotto ogni voce dello scout. E la battaglia salvezza, che si sarebbe potuta dimenticare in un cassetto, si riapre in tutta la sua pericolosità. Imola attacca con mano fatata, difende come se non avesse un domani. E, in effetti, avesse perso forse coach Ticchi sarebbe saltato.

Il derby dura meno di 10’. Attacchi frizzanti, cesti di qua e di là. Difese allegrotte in principio. Roderick appare “bello” pimpante, persino reattivo dietro. Moreno ha la faccia giusta. Imola però sempre avanti (9-14 al 5’, poi 17-25 al 10’). Ed ecco che la gara si trasforma. Nel senso che l’Andrea Costa alza l’intensità: temeva la fisicità estense, finisce invece per travolgere. Ranuzzi è strepitoso su Bowers: anticipa tutte le linee di passaggio, regge fisicamente. Lo scrolla dentro l’area. Lo bracca. Furlani ordina giochi per coinvolgere Laurence, non funziona. L’energia degli ospiti e tripla, quella ferrarese si è spersa chissà dove: al 15’ il “-15” (20-35). Il piccoletto Travis Cohn produce un “uno contro uno” molto interessante e pungente. Insacca 13 punti all’intervallo e rappresenta la prima spina per Furlani. In realtà non c’è un giocatore Bondi che vinca un singolo duello individuale.

Certo, Imola è “on fire” e gli entra tutto, ma questo accade quando si gioca con energia. Ferrara non tiene quasi nulla in retroguardia (a rimbalzo è una via crucis) e perderà 18 palloni in attacco. Con percentuali di basso profilo: 40% dal campo. Succede se hai le spalle scoperte. Certe uscite difensive dei lunghi a metà strada sono state imbarazzanti. Imola ha pasteggiato in penetrazione trovando praterie, gasata dalla museruola messa ai punteros di casa ha anche insaccato con sfrontatezza dalla lunga. Sul “-17” dell’intervallo (30-47) c’è stata una piccola reazione di nervi dei biancazzurri. Un timido tentativo di guerriglia, di rispondere da trincea a trincea. Parzialino di 9-3 che è bastato alla curva (plaudente pure alla fine nonostante il pesante rovescio) per cantare e spingere. Non è durata che 4’. Le mani fatate imolesi hanno spento in fretta il fuocherello. Cohn ancora folletto a colpire ogni varco: Furlani ha provato a fermarlo con Moreno, poi Cortese e infine Roderick. Niente da fare. Non c’è stata storia. Pellegrino e Soloperto svagati e impalpabili, Bowers girovago per conto suo e sempre schiacciato dalla forza di volontà di Ranuzzi. Cortese nervoso e servito maluccio. Roderick - quando in attacco non va - ha velocemente tirato i remi in barca in fase difensiva. Un controbreak di 4-18 ha definitivamente chiuso la contesa: 43-68 al 30’.

Nell’ultimo quarto la Bondi è affogata anche sotto di 31 punti (47-78) poi è stato spazio per seconde linee e giovani. Una serataccia, che conferma l’indecifrabilità di questo gruppo estense: passa con disinvoltura da una prova eroica e gagliarda ad una inguardabile. La cosa peggiore è che, ieri, Ferrara s’è fatta sorprendere indifesa all’assalto rivale. E cosa si aspettava da un’Imola con l’acqua alla gola?

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