La Nuova Ferrara

Sport

La rabbia di Furlani «Manca amor proprio E serve molta umiltà»

La rabbia di Furlani «Manca amor proprio E serve molta umiltà»

In sala stampa il coach va giù duro con i giocatori Ho visto un atteggiamento da fenomeni: sono ferito

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Le ha provate tutte durante la partita: alternato quintetti, cercato di scuotere i suoi sia durante la gara che nei time out, ma la Bondi non ha reagito e non è mai riuscita ad entrare in una partita che, in molti frangenti, ha visto solo una squadra in campo. Certo che, dal basket champagne visto contro Mantova e la Virtus Bologna alla deludente prova di ieri, il divario è enorme. Ma soprattutto risulta estremamente difficile trovare e dare spiegazioni. Ci ha provato Adriano Furlani in sala stampa. «Ho toccato con mano per la prima volta una realtà che non avevo mai visto. Anche se certi segnali erano arrivati in settimana. Ma non pensavo che arrivassimo a una prestazione come quella fatta vedere contro Imola. Amaramente ho preso atto che siamo una squadra “tafaziana”. Anzi, posso dire che siamo una squadra senza amor proprio, senza professionalità. Siamo professionisti, ma lo siamo solo quando dobbiamo prendere lo stipendio e non quando dobbiamo scendere in campo e giocare una gara con il coltello tra i denti. Ci esaltiamo solo in certe occasioni, nelle vittorie, e poi perdiamo di vista la realtà».

E dire che la gara con Imola era evidente che fosse fondamentale nella lotta salvezza. «L’ho detto a più riprese che era la partita che valeva un campionato - ha commentato il coach -. Se questo è il nostro approccio a partite così importanti, bisogna preoccuparsi. Del resto lo dicono anche i numeri: 10 falli in 40’ la dicono lunga. Dopo i primi 8 tiri di Imola, qualsiasi giocatore che ci tiene avrebbe difeso con maggiore aggressività. Invece il nostro atteggiamento è stato completamente diverso. Quello dei fenomeni. Ma in certe occasioni bisogna vestire panni di umiltà».

Una piccola luce s’è vista nel terzo periodo, ma poi più nulla. «Un parziale di 7-0 e poi Imola ha chiamato time out e noi ci siamo di nuovo spenti. Ma ciò che colpisce è l’approccio alla gara. Questo mi ferisce e umilia. Una prestazione così non l’ho mai vissuta e spero di non riviverla mai più. Il segnale dato dalla squadra è molto negativo. E’ chiaro che non sono riuscito a trasferire alla squadra ciò che volevo. Ma passare da due gare giocate con intensità, a essere supini contro Imola è un bel balzo indietro».

«La lotta salvezza si complica - ha concluso Furlani - e si complica maggiormente se dimostriamo di non saper soffrire e lavorare duro sia in settimana che la domenica. In campo non basta il talento individuale, che non ci manca, ma serve agonismo e intensità. Spero sia stata solo un’occasione sprecata e che cambiamo registro in fretta».

Mauro Cavina

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google