Un ritmo pazzesco La Spal è irresistibile
13 risultati utili nelle ultime 14 gare. Continuità determinante
FERRARA. Il segreto della Spal? La continuità. Il rendimento dei biancazzurri non necessita commenti, viene fotografato dalle cifre.
Come evidenziato dalla tabella in alto, la squadra di mister Semplici nelle ultime 14 partite ha collezionato ben 13 risultati utili. Non consecutivi, perchè “in mezzo” c’è la sconfitta di Vercelli, unico inciampo dal 29 ottobre (inizio della serie che prendiamo in considerazione, dopo il ko di Frosinone) a oggi.
Il passo è incredibile. Il ritmo, pazzesco. Basti considerare che le vittorie sono 8, i punti totali 29, la media è di 2.071 punti a gara: altissima. Tutto ciò spiega l’escalation biancazzurra, il terzo posto in classifica, il fatto che le prime due posizioni (-3 dal Frosinone, -1 dal Verona) siano a portata di mano. Con presupposti del genere, come si fa a non pensare alla serie A?
È evidente che gli obiettivi da inizio stagione sono cambiati. Se in principio si parlava di salvezza il più agevole possibile, di quota 50 punti, adesso - con la Spal a 44 - è lecito, ovvio, naturale, pensare alla promozione. La classifica, il cammino, il rendimento, la qualità del calcio proposto, i risultati: tutto, ma proprio tutto, dice che i biancazzurri sono pretendenti più che seri ed attendibili al salto di categoria. È lotta per la promozione diretta, non solo per i play off. Se parliamo degli spareggi post stagione regolare, la Spal attualmente ha un margine di 10 punti sul Bari, primo escluso dalla griglia dei play off. Un vantaggio non trascurabile, pur se in un campionato del genere si può dare nulla per scontato, anche perchè i pugliesi dopo il mercato di gennaio si sono ulteriormente rafforzati. Ma l’equilibrio generale porta e porterà anche le concorrenti a sottrarsi punti a vicenda. Spezia e Perugia, che nei play off ci sono, stanno salendo, sono in crescita, si sono a loro volta potenziate. Ma Cittadella e Entella qualche battuta la stanno perdendo.
Le prime quattro (Frosinone 47, Verona 45, Spal 44, Benevento 43) hanno creato un mini break ed ora come ora sono loro a contendersi le prime due piazze. Duello appassionante. Il Benevento ha messo dentro pezzi importanti come Eramo e Viola, e tiene botta. Il Frosinone ha cambiato molto ed ha trovato nuovo slancio. Il Verona, non da oggi, sta passando attraverso alti e bassi. In un torneo del genere è la continuità a pagare, e non bisogna storcere il naso davanti a qualche pareggio. Quelli con Trapani e Latina, recentemente con l’Ascoli, per la Spal sono stati punti che hanno comunque “fatto” classifica, e che andavano letti alla luce delle circostanze, del momento, delle indicazioni di questa o quella gara. Particolare quella con il Latina, per vari motivi. Ottima quella con l’Ascoli, al di là dell’1-1 finale. Infatti a Chiavari la Spal ha dato seguito alla prova offerta con i marchigiani. Almeno in un certo senso.
Perchè ciò che ha colpito in Liguria è stato l’approccio. È stata la personalità. È stato l’avvio. È stata la voglia di vincere. È stato il salto di qualità esterno raccogliendo immediatamente la richiesta di mister Semplici. Pronti via e all’attacco. Tre corner di fila. Tiri, occasioni, gol. Spal agevolata dal rigore e dall’espulsione di Baraye? Ovvio. Ma il rigore è stato conquistato ed era solare. L’espulsione logica. Che significa: dopo quattro minuti non si può dare un penalty ed anche espellere il difensore? Il regolamento è regolamento... Se azzoppo uno dopo trenta secondi non devo essere sanzionato? Che sia il 1’ o il 95’ le infrazioni, chiare, vanno punite. E poi la Spal non stava facendo uscire l’Entella dai propri sedici metri. È stata quella la chiave vincente. I liguri si aspettavano una Spal attendista, invece sono stati aggrediti. I biancazzurri hanno espresso qualità di manovra. Da Bonifazi al magnifico Floccari, passando attraverso il condottiero Mora e l’arrembante Costa, la Spal ha sviluppato trame di altissimo livello, il secondo e terzo gol - con super Lazzari protagonista - sono stati bellissimi. E quel Cremonesi centravanti aggiunto nei cinque minuti iniziali è apparso come l’emblema della volontà di vincere espressa dalla Spal. Già la settimana scorsa, in sede di analisi della gara con l’Ascoli, abbiamo esposto la convinzione che la squadra di mister Semplici verrà promossa in serie A. Magari sbagliamo. Magari sbaglieremo. Ma è un’opinione fondata sui fatti, sul gioco, sulla mentalità. Sulla precisa identità di gioco dei biancazzurri. Sul livello raggiunto dal collettivo. Sull’affidabilità dell’organico. Sull’intelligenza delle operazioni di mercato condotte dal digì Vagnati. Floccari, che non necessita di presentazioni, sta dimostrando perchè ha giocato una vita in serie A, perchè è arrivato in Nazionale. Le sue qualità, la sua intelligenza, il suo altruismo dispensano ogni commento. Ma c’è una cosa che colpisce di lui: l’umiltà. Non parla, non urla, non gesticola, rincorre gli avversari, fa la corsa per il compagno.
Quanto a Costa, confessiamo: ci siamo detti, al suo arrivo, che non aveva mai giocato, a parte la parentesi pisana in Lega Pro. Lezione da serbare: vedere, prima di giudicare. Vagnati aveva ed ha visto giusto.
Misceliamo con un po’ (tanto...) di Semplici ed il cocktail spallino è servito. Andrà come andrà, ma la serie A non è utopia.
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