La Nuova Ferrara

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«Quanto credo nella A? Da uno a dieci.... undici»

di Paolo Negri

Il digì: però adesso non si dica che dobbiamo arrivare per forza nelle prime due «Non è vero che a Verona avremo nulla da perdere. Anzi, c’è molto da perdere»

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FERRARA. Direttore Vagnati, se alla vigilia del campionato avesse e avessimo detto che dopo 25 giornate la Spal, togliendo lo scontro diretto, avrebbe avuto più punti del Verona...

«Ci rinchiudevano! Ma è così, escludendo il confronto dell’andata stiamo marciando più forte dell’Hellas, una squadra di valore assoluto e costruita con grande dispendio economico».

Ciò che significa?

«Che stiamo facendo qualcosa di straordinario. E che siamo ormai a pochi punti dal nostro principale obiettivo iniziale, la salvezza».

Suvvia, non si nasconda: mica si può parlare ancora di salvezza...

«Infatti, sarebbe da stupidi dire che il traguardo è appena quello. Voglio solo sottolineare che non ci aspettavamo di recitare un ruolo così importante in una categoria in cui la Spal mancava da tanti anni, e con molti giocatori all’esordio in B. Siamo veramente soddisfatti, però adesso non sarebbe nemmeno giusto affermare che dobbiamo arrivare per forza tra le prime due. Il campionato è lungo, presenta tante insidie: dobbiamo vivere sul quotidiano e giocarci gara per gara puntando sulle nostre qualità».

Ha fiducia?

«Assisto a tutti gli allenamenti e vedo come lo staff insiste per migliorare ogni piccolo dettaglio».

Lunedì prossimo, il big match di Verona. Paradossalmente la si può definire una partita più “facile” rispetto a quelle con Ascoli ed Entella?

«Vediamo... Intanto perchè il nostro approccio non cambia, l’impegno è sempre lo stesso. Poi perchè ormai ogni avversario quando ci affronta muta quello che era il proprio atteggiamento. Infine, perchè non sono minimamente d’accordo quando sento dire che non abbiamo alcunchè da perdere. Ce l’abbiamo sì, invece, e anche tanto. Se siamo lassù è perchè ce lo siamo meritato, nessuno ci ha regalato qualcosa, e adesso ci giochiamo tutto quanto abbiamo da giocarci. Inoltre, avremo 3.000 tifosi al seguito e sarebbe mancare di rispetto nei loro confronti se pensassimo che abbiamo nulla da perdere».

La Spal sta viaggiando a mille, 13 risultati utili in 14 gare...

«I punti sono tutti sacrosanti, i ragazzi meritano questa classifica, la squadra ha una sua identità e un grandissimo allenatore».

Ecco, lei ha paura di perdere questo... grandissimo allenatore?

«L’unica paura è perdere i Colombarini e il pubblico. Per il resto, ds, allenatori e giocatori vanno e vengono. Ma faremo di tutto affinchè Semplici rimanga, e credo che anche lui intenda restare».

Ne avete già discusso?

«Simone Colombarini è stato all’estero per due settimane. A breve ne parleremo».

Con Floccari e Costa lei ha messo a segno due grandi colpi invernali.

«Floccari è straordinario, ed anche umanamente è perfetto per equilibri come i nostri. Come lui se ne incontrano pochi. Costa? Lo conoscevo da tanti anni. Ha ancora ampi margini di miglioramento, ci darà parecchio».

Da uno a dieci, lei quanto ci crede?

«A cosa?».

Lo sa benissimo...

«Undici!!! Bisogna crederci. Credo in ciò che vedo tutti i giorni in allenamento, credo nella società che siamo, credo nell’alchimia creatasi tra città, tifosi e squadra. Poi il risultato finale dipende da tante cose. Ma ci credo, sì».

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