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Una squadra che si muove in branco Polvere o stelle

U. na volta tanto non si è potuto biasimare né guardare con occhio torvo chi aveva fatto fuga prima della sirena. C'era più una sensazione di sgomento e di muta frustrazione, piuttosto che voglia di...

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U. na volta tanto non si è potuto biasimare né guardare con occhio torvo chi aveva fatto fuga prima della sirena. C'era più una sensazione di sgomento e di muta frustrazione, piuttosto che voglia di fischiare, tra i tifosi della Bondi rimasti fino al termine della partita. O meglio “Boh... ndi”, come ci vien voglia di chiamarla, stante l'imperscrutabile e cangiante volto, al limite del patologico, offerto in pasto al pubblico a giornate alterne. Perché chi ci capisce è bravo, e anche molto.

A questa squadra servirebbe più un buon psicologo che un allenatore: dubitiamo peraltro che nel caso riesca a sciogliere la prognosi in tempi brevi. Come sia possibile passare nel giro di appena cinque giorni dalla sfavillante prestazione di Bologna allo zero assoluto contro Imola, resta insondabile. Forse in campo c'erano i gemelli svuotati e svogliati, vatti a fidare. Nemmeno capaci stavolta di farsi dare un tecnico o un antisportivo: qui si arriva a rimpiangere persino i momenti di follia, che nel male segnalano comunque un soffio di vita. Invece niente: in quaranta minuti appena dieci falli commessi (quattro dei quali commessi in attacco, come ha fatto notare uno sconsolato Furlani) e concedendo in questo modo all'Andrea Costa un solo viaggio in lunetta, sintomo rovesciato di una mancanza di aggressività imperdonabile, nel contesto di un incontro che correttamente si era definito come chiave in ottica salvezza.

Fare nomi dei singoli si potrebbe, eppure la verità è che questo gruppo si muove in branco, o tutti nella polvere (più frequentemente, come recita senza appello la classifica) o tutti alle stelle. Intanto dietro Recanati e Chieti vincono, mentre è la Forlì di Valli a rimanere attardata. Per evitare retrocessione diretta e playout bisognerà giocarsela fino alla fine, inutile illudersi, ormai quest'anno siamo vaccinati. Domenica arriva Treviso, che attraversa uno stato di forma tutt'altro che brillante. Quale Bondi vedremo? Boh.

Fabio Terminali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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