La Bondi si potenzia È arrivato Molinaro «Voglio il riscatto»
Basket A2. Preso il lungo ex Agropoli: domenica il debutto Soloperto fuori rosa (piace alla 4 Torri). Basile in stand-by
FERRARA. Modi gentili, fare educato, di poche parole. Sarà la sua origine friulana, sarà la voglia di scappare in campo per iniziare la sua nuova avventura, ma certamente Lorenzo Molinaro preferisce esprimersi come sa fare meglio. Ovvero sul terreno di gioco. Che è quello che conta per uno che di mestiere fa il giocatore di basket. Da ieri l’ala forte è sbarcata sul pianeta Bondi. E’ partito da Agropoli, in Campania, dov’era tornato dopo la prima esperienza del 2015 culminata con la vittoria dei playoff. Ora, nel girone Ovest dell’A2, le cose non stanno andando troppo bene per i campani, che si trovano all’ultimo posto in classifica. «Voglio gettarmi alle spalle mesi difficili e cambiare volto a una stagione dove nulla ha girato per il verso giusto» ha detto il giocatore in cerca di riscatto prima di entrare nello spogliatoio e incontrare i suoi nuovi compagni di squadra e di avventura.
Dopo le visite mediche e le firme di rito, Molinaro è subito arrivato al Pala Hilton Pharma. Ad attenderlo, davanti a tutti, coach Adriano Furlani. «Volevamo dare un segnale, cercare di cambiare qualcosa per non lasciare nulla di intentato - ha sottolineato il tecnico della Bondi -. Con l’arrivo di Molinaro avremo maggiore verticalità e versatilità sotto canestro. Per le sue caratteristiche, avremo la possibilità di farlo giocare sia assieme a Pellegrino che a Bowers. Pur nella ristrettezza delle nostre possibilità, sicuramente possiamo avere un nuovo assetto, più movimento, maggiore atleticità e maggiore verticalità. Servirà un po’ di tempo per inserirlo, ma l’idea è quella di avere maggiore possibilità tattiche».
Ala forte, 25 anni, due metri e quattro centimetri di altezza, Molinaro arriva a Ferrara dopo aver girato in lungo e in largo la penisola. Cresciuto a Udine è passato a Treviglio per due stagione in Dna. Poi eccolo a Trento, nell’anno della promozione in serie A. Passa ad Agropoli, in serie B, dove segna quasi 11 punti di media a partita e cattura 8 rimbalzi. Con i campani vince i playoff e la coppa Italia per poi passare a Varese, dove gioca in serie A ed Eurocup. Prima di tornare ad Agropoli, veste per alcuni mesi la casacca di Ravenna in A2.
Molinaro prenderà il posto di Mattia Soloperto, che per ora sarà messo fuori squadra in attesa di una destinazione. In queste ore si è parlato di una possibile cessione alla 4 Torri (serie C Gold) che, nel frattempo, ha tesserato Antoine Maria Cariat, ala forte di 22 anni e 202 centimetri di nazionalità belga. «Noi saremo molto felici dell’arrivo di Soloperto - ha detto il presidente Luigi Moretti -, ma è una decisione che deve prendere lo stesso giocatore. Noi lo accoglieremmo a braccia aperte e con il suo arrivo avremmo buonissime chance di vincere il campionato».
Il nuovo acquisto della Bondi esordirà domenica nella sfida contro la De’ Longhi Treviso. Non proprio una gara facile per la Bondi, che dovrà mostrare almeno una reazione dopo la pessima prova di domenica scorsa contro Imola. Dovrebbe essere l’unica novità perché l’altra trattativa che il direttore sportivo Pasi sta portando avanti per il momento sembra essere in stand by. La Bondi sta infatti pensando anche di sostituire Matias Ibarra. Tra le ipotesi c’è quella di ingaggiare Nicolò Basile, giovane playmaker in uscita da Verona. «Stiamo valutando le sue condizioni fisiche e la possibilità che possa essere utile alle nostre necessità - ha detto sempre Furlani -; mi auguro che Basile possa rimanere con noi, ma ci serve ancora tempo».
Con l’uscita dalle rotazioni di Soloperto, la Bondi dovrà trovare anche nuovo capitano. «Deciderà lo spogliatoio – è il commento di Furlani -, ma per me il leader tecnico, anche se silenzioso, è Cortese; per ciò che ha fatto e per ciò che può fare. Siamo un gruppo variegato e serve qualcuno che abbia ascendente su tutta la squadra e abbia anche il rispetto degli americani. Ritengo che possa essere un salto di qualità anche per lui stesso».
Mauro Cavina
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