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Spal, per la serie A è una corsa a quattro

di Paolo Negri
Spal, per la serie A è una corsa a quattro

Frosinone, Benevento, Verona e i biancazzurri in 3 punti. Sabato tre sfide incrociate. Meret e Bonifazi da ieri in Nazionale

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FERRARA. Un girone dopo. Differenza abissale. Un altro Verona. Un’altra Spal. La partitissima di lunedì sera al “Bentegodi” non è stata bella (al contrario...) ma ha evidenziato-confermato quanto grande sia stata - nel corso del campionato - la crescita dei biancazzurri. Lassù non per caso: 14 risultati utili (7 di fila) nelle ultime 15 gare.

Solidità, identità, qualità

La Spal a Verona ha ribadito solidità, organizzazione, identità, oltre a sprazzi della sua qualità. Ha tenuto bene il campo, ha sofferto quanto era fisiologico patire contro un’Hellas sì in difficoltà psicologica e di gioco ma pur sempre ricco di individualità e di un ambiente a doppio taglio epperò facile all’incendiarsi, a trascinare. Se una squadra meritava di vincere, quella era la Spal. Tre nitide palle-gol. Tre a una (sventata dal prodigio di Meret). Per due volte Nicolas ha detto no, prima a Floccari poi a Zigoni. Nell’ultima circostanza, è stata la traversa a negare a Vicari la rete del successo. Insomma, Spal non scintillante ma tosta, robusta, capace di uscire non solo indenne - ma anche con qualche rimpianto - dalla tana della superfavorita alla promozione diretta.

Nei? A essere pignoli, due. Il numero di passaggi sbagliati (anche alcuni all’apparenza molto semplici), di appoggi in campo aperto. Con maggior precisione, almeno due o tre volte si “andava dentro”.

E poi, quella che da fuori abbiamo interpretato come eccessiva timidezza: con un pizzico di maggior sfrontatezza, la Spal avrebbe potuto fare il colpaccio. Lo avrebbe fatto. Il Verona aveva paura, è stato contestato a intervalli regolari, fischiato al minimo tocco errato. Affondando i colpi, i biancazzurri sarebbero arrivati a violare il campo avversario. Detto ciò, intendiamoci bene: il punto è positivo, va benone, fa classifica, dà continuità, è stato conquistato in casa di una corazzata, nonchè diretta avversaria nella corsa alla serie A.

Turno cruciale

Ecco, la promozione. Quella diretta. Quattro squadre per due posti. Quattro squadre in appena tre punti: Frosinone 48, Benevento e Verona 46, Spal 45. Giochi apertissimi. Il discorso ormai riguarda solo queste formazioni? Può essere. Ma occhio al possibile rientro del Perugia, sabato in visita proprio a Ferrara. Turno cruciale per capire meglio, per capire di più: Benevento-Bari, Frosinone-Verona, Spal-Perugia. Se vince, la squadra di Semplici mette a segno qualcosa di notevole. Ma ora vanno evitate le pressioni. Si può sognare, si può credere, si può fare. I margini ci sono tutti. Certo. Ma non si può pretendere la serie A diretta. Tutto va analizzato con freddezza e lucidità. A iniziare dal prossimo match. Difficilissimo, per più di una ragione. La Spal avrà oltre due giorni di riposo in meno rispetto agli umbri. Non potrà contare su Mora (squalificato). Ieri e oggi Meret e Bonifazi non erano e non saranno con i compagni (causa Nazionale). Al potenziale biancazzurro si opporrà quello del Perugia, la squadra che - dopo quella di Semplici - gioca il miglior calcio del campionato e che a sua volta è uscita rafforzata dal mercato di gennaio. Insomma, sarà l’ennesimo test ma ormai si dice sempre così, ogni settimana pare ci sia un nuovo esame: l’Entella, il Verona, il Perugia... Di certo c’è che nelle due consecutive trasferte di Chiavari e Verona la Spal ha conquistato 4 punti, non ha incassato reti ed è lì, sempre lì, a giocarsi un posto per salire nella massima categoria. Due cose da evitare: un eccesso di esaltazione se le cose sabato andranno bene; un contraccolpo altrettanto forte, permeato della vecchia negatività ferrarese, se ci sarà una frenata. Il campionato resta una maratona, il Pescara l’anno scorso è stato promosso (via play off) dopo essere incappato in cinque sconfitte consecutive.

Azzurri biancazzurri

Intanto, a coronare il momento - la stagione - della Spal, ecco l’approdo in Nazionale di Alex Meret e Kevin Bonifazi. La Nazionale del c.t. Ventura, non l’Under o la Rappresentativa di Lega. Si dirà: è una sperimentale, è la convocazione dei giovani di prospettiva. Sì, e allora? Ma il raduno di ieri e oggi a Coverciano è diretto da Ventura in persona, con vista Mosca 2018. La Spal può avere il cruccio che Meret e Bonifazi non sono di proprietà, ma ha il merito di averli lanciati e valorizzati. E, per quanto riguarda Bonifazi, di averne colto il potenziale prima di chiunque altro, di averci creduto e puntato, di averlo messo in squadra al momento giusto facendone non solo una pedina fondamentale ma anche un elemento da Nazionale. Pure a Verona ha giocato con la sigaretta in bocca. Impressionante. Lui e Vicari sono il presente della Spal ed il futuro della Nazionale. Sarebbe bello se lo fossero non solo degli azzurri ma anche dei... biancazzurri.

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