Il Cinghiale di Ponte Rodoni vive di Spal
L'anno scorso l'inaugurazione ufficiale del club. Passione, orgoglio e un pensiero a Verri: «Ti aspettiamo»
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PONTE RODONI. A Ponte Rodoni è fortissimo l'amore per la Spal. Lo Spal club “Il cinghiale” è fra quelli più attivi della provincia. Arrivi in sede e ad accoglierti c'è grande passione: si parla solamente dei colori biancazzurri. «Lo Spal club “Il cinghiale” Ponte Rodoni è stato fondato da Roberto Rubini, Luca Bergamaschi e dal sottoscritto nell'aprile 2016 - spiega il segretario del club Angelo Valastro -, assieme ad altri amici e membri del direttivo. L'inaugurazione ufficiale è avvenuta il 14 dicembre 2016 in collaborazione con il centro coordinamento Spal club di Ferrara: all’evento erano presenti Valentina Ferozzi, Alessandro Andreini e Daniele Gasparetto».
Con quali obiettivi è nato il club?
«Siamo partiti con l'obiettivo di realizzare il punto di ritrovo di tutti i tifosi biancazzurri di Bondeno e dell’Alto Ferrarese».
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Perché “Il cinghiale”?
«Il nome trova le radici nella storica sagra del cinghiale di Ponte Rodoni, fino a diventare il simbolo stesso della contrada».
Qualche numero?
«All'attivo abbiamo 80 iscritti - ha continuato Valastro -, con età che variano dal ragazzino in età scolare al pensionato che si presenta il sabato al bar con la sciarpa e si gode la partita insieme agli amici. Siamo stati e siamo un punto di riferimento a Bondeno per gli abbonamenti, tessera del tifoso e organizzazione delle trasferte: tutto in collaborazione con il Centro di coordinamento di Ferrara. Ogni sabato facciamo due-tre macchine per andare alla Spal e ad oggi abbiamo all'attivo molte trasferte: da Vicenza a Trapani; poi Cittadella, Cesena, Ascoli e Verona».
«Un tesserato al nostro Spal club è prima di tutto un amico e facciamo di tutto per portarlo allo stadio e divertirci insieme. Per noi - ha chiuso Valastro - lo Spal club è la casa di ogni spallino».
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Il club è presieduto da Roberto Rubini, mentre Veronica Zanella è la vice presidente. «Il club è nato dopo la promozione dell'anno passato - dice Rubini -, fino ad ora siamo soddisfatti del campionato che stanno facendo i biancazzurri: non mi aspettavo una stagione come questa, adesso l'augurio è che vada avanti così. Iniziative particolari? A fine stagione faremo una cena con la squadra: una bella grigliata fuori dal bar».
La prima volta al Mazza?
« Quando la Spal è andata in B, nel 1992 - dice Rubini -. Di quel campionato sono andato a vedere Spal-Bologna, mi ricordo che diluviava ma mi piacque comunque. Tutti i nostri soci vanno alle gare casalinghe, fuori casa vanno sempre una ventina. C'è un seguito abbastanza importante e devo dire che abbiamo sempre gente nuova che si vuole iscrivere. Non pensavo di raggiungere un numero così alto di iscritti».
E ora si intravede la serie A...
«Vedo bene la squadra, anche se il campionato è ancora lungo. È già bellissimo salvarsi così facilmente. La società è seria, mister Semplici non si discute - ha chiuso Rubini -; dei giocatori mi piacciono Lazzari, Bonifazi, Mora e Finotto». Giancarlo Paltrinieri e Luca Bergamaschi sono fra i tifosi più 'sfegatati'... «Il ricordo più bello è stato la serie B con Fabbri - dicono -, anche l'anno passato con Semplici non è stato male. Il ricordo più brutto? La C1 con Donigaglia, quando siamo retrocessi dalla B. Anche con Butelli le cose promesse non sono state mantenute. Abbiamo un grande mister ed una grande società: è tutto perfetto. La Spal può andare in A».
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Il pensiero a Verri
A nome del club, Angelo Valastro ha voluto mandare un messaggio a Pietro Verri, il tifosissimo biancazzurro caduto dagli spalti del Bentegodi di Verona lunedì sera: «Attaccamento alla maglia, mentalità e vecchie maniere, questi sono gli ideali che trasmette un buon capo ultrà, gli stessi che Pietro Verri trasmette ai tifosi di nuova generazione. Auguri di buona guarigione, ti aspettiamo sui gradoni. Forza Pietro!».
Lorenzo Montanari
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