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Per il Sant’Agostino troppi pareggi e tante assenze

Per il Sant’Agostino troppi pareggi e tante assenze

SANT’AGOSTINO. I numeri parlano chiaro: nessuno nel girone B di Eccellenza ha fatto tanti pareggi quanto il Sant'Agostino. Ben 12 in 27 partite, un'enormità che colloca i ramarri appena sopra la zona...

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SANT’AGOSTINO. I numeri parlano chiaro: nessuno nel girone B di Eccellenza ha fatto tanti pareggi quanto il Sant'Agostino. Ben 12 in 27 partite, un'enormità che colloca i ramarri appena sopra la zona playout. «Così non va bene - esordisce mister Riccardo Ghedini -: spesso usciamo tra i complimenti di spettatori e avversari, ma la partita finisce in pareggio e a volte si perde pure». Difficile capire il male del Sant'Agostino per cui non sembra esserci alcuna cura. «C'è un problema di rosa alla base. Siamo ridotti all'osso, tra infortunati e giocatori che per impegni personali non ci sono: non siamo mai al completo. Stiamo cercando di fare quello che riusciamo, anche se in giro sento tutti dire che con una squadra come la nostra non c'è da lamentarsi. Ma se qualcuno riuscisse a vedere i miei allenamneti vedrebbe che dobbiamo sempre inserire 3-4 juniores. Al di là di questo, non voglio alibi, non mi lamento, si dovrebbe fare meglio e lo sappiamo».

La squadra è pronta per domenica in casa contro quel Faenza che naviga a metà classifica. «Domenica contro il Faenza mi mancheranno un bel po' di giocatori. Anzittutto la punta Gilli, ma all'elenco si aggiungono Merighi fermo ormai da 20 giorni, Protti fermo da un mese, Bevilacqua out per pubalgia, e Molossi che è andato a fare l'Erasmus (progetto di studi all'estero per l'Università; ndr) in Spagna, mentre Iazzetta speriamo di riaverlo entro domenica». Facendo un passo indietro, domenica scorsa è arrivato comunque un bel punto contro una squadra in grande forma. «Col Castrocaro non era facile. Veniva da cinque vittorie di fila, poteva anche andarci bene un pareggio, ma per quello che si è visto in campo ci tocca parlare ancora di due punti persi per strada. Loro pur essendo una buona squadra, non hanno prodotto alcun tipo di situazione pericolosa; senza contare altre due o tre parate del loro portiere importanti, ma d'altronde è il suo compito. Siamo venuti a casa con un punto, buono, ma a bene vedere potevano essere tre».

E siamo ancora lì a parlare di numeri, impietosi, ma sacrosanti contro i quali non c'è opinione che tenga. Problemi in avanti? Forse, ma anche in questo caso si contano 35 gol fatti, l'ottavo attacco del campionato. E allora per capire meglio occorre guardare a quei 37 gol subiti, appena meglio delle squadre che stanno in zona playout. Un dato ancor più significativo è la differenza reti col saldo in negativo che la dice lunga sul problema di rendimento difensivo dei ramarri. Allora il male occulto che attanaglia i biancoverdi è generalizzato, un problema di squadra che però non sembra irreversibile e che può ancora essere curato.

Corrado Magnoni

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