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Tutta Italia fa il tifo per Pietro Verri

Tutta Italia fa il tifo per Pietro Verri

La vicinanza delle Curve all’ultrà spallino precipitato allo stadio Bentegodi

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FERRARA. Condizioni gravi ma stabili, la prognosi rimane riservata. Pietro Verri, 52 anni, è sempre ricoverato, in coma farmacologico, nel reparto di rianimazione dell’ospedale Borgo Trento a Verona, dov’è stato trasportato dopo la caduta dal secondo anello dello stadio Bentegodi, lunedì sera durante Verona-Spal. A stargli vicino, la compagna Paola Coletta, i parenti e gli amici più stretti. È ricoverato in una struttura di prim’ordine e questo è di conforto, alimenta fiducia e speranza che si possa riprendere.

Ed è questo l’augurio che da ogni parte d’Italia è arrivato a Pietro. Non solo Ferrara, non solo i tifosi biancazzurri, oltre agli amici, hanno fatto sentire la loro vicinanza all’ultrà Pietro Verri, una vita in Curva Ovest a tifare Spal, membro storico dell’Astra Alcool. Sul suo profilo Facebook gli auguri arrivano da ogni dove, al di là della fede calcistica: da Brescia a Siracusa, passando per la stessa Verona, poi Bologna, fino a Benevento, dove la Curva Sud gli ha dedicato uno striscione. Insomma, le tifoserie di mezza Italia, gli ultras, non hanno certo guardato ai colori, ma all’uomo, al tifoso come loro e hanno fatto arrivare la loro solidarietà.

Solidarietà che è arrivata anche in ambito lavorativo: «Lunedì sera il nostro caro amico e collega Pietro Verri - ha scritto Federico Soffritti - ha avuto un incidente. Purtroppo, per noi commercianti, le spese previdenziali non si fermano neppure di fronte a queste sfortune. Noi colleghi e amici faremo una raccolta fondi per aiutare Pietro. Nei momenti di difficoltà, la famiglia prima di tutto. Noi siamo una famiglia. A breve saranno dettate le direttive. Anticipatamente un grazie a tutti».

Anche il direttore generale spallino Davide Vagnati ieri ha parlato di Pietro Verri: «Purtroppo nel secondo tempo della partita di Verona è successo questo fatto, confesso che da quel frangente è stato impossibile seguire la partita normalmente, perchè eravamo tutti intenti a capire quello che stava succedendo. Non è stata una bella esperienza, Pietro non è in pericolo di vita e questa è già una cosa non di poco conto visto il tipo di caduta. Ora serve tranquillità e rispetto e speriamo che tutto possa andare per il meglio».

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