Tutto sta nella maschera che indossano i biancazzurri
L'. imprevedibilità della Bondi ormai non fa più notizia e al palasport ci si va ben foderati di santa pazienza, pronti sia al peggio che al meglio. Sarà stato per l'atmosfera carnevalesca, fatto sta...
L'. imprevedibilità della Bondi ormai non fa più notizia e al palasport ci si va ben foderati di santa pazienza, pronti sia al peggio che al meglio. Sarà stato per l'atmosfera carnevalesca, fatto sta che una volta di più domenica c'era da decidere quale maschera mettersi (peraltro una decisione più leggera rispetto a quella su quale cervello indossare). Si veniva da una partita, strapersa contro Imola, letteralmente da mani nei capelli e quindi per la legge dell'alternanza, che quest'anno dalle nostre parti è più o meno scientifica come le leggi della termodinamica, c'era da attendersi una Ferrara coi fiocchi. Nei primi due quarti in effetti il disegno si stava compiendo: gioco scintillante e mira a canestro davvero prodigiosa, con il neocapitano Cortese e Roderick sugli scudi in particolare. Tra i tifosi, sempre da ammirare, il segreto consiste nel non illudersi troppo e prepararsi in ogni momento al rovescio, pur tra i necessari scongiuri. Di fronte poi c'era Treviso, mica pizza e fichi, gran squadra di carattere e quadratura invidiabile: difficile non aspettarsi un rientro, anche se dalla vetta del +28 al tornare sotto, l'effetto stordimento è assicurato. Stavolta la Bondi per fortuna non si è afflosciata e, complici gli avversari che tante energie avevano dovuto spendere per riprendere i padroni di casa, ha saputo condurre nel suo porto i due punti.
Per Furlani il bilancio parziale è presto fatto: tre vinte su quattro, un ruolino di marcia di tutto rispetto. L'aggiunta di Molinaro sotto canestro, capace subito di portare alla causa atletismo e lavoro di gomito, in attesa poi di un playmaker di complemento all'orizzonte, può servire eccome per raddrizzare i conti. Adesso due trasferte, prima a Ravenna e dopo la sosta per la Coppa a Bologna contro la Fortitudo. Due formazioni come noto molto competitive e ciò potrebbe essere un buon segno: si ricordi che Ferrara ha battuto due volte la Virtus e una, appunto, Treviso. Ma tutto sta nella maschera che si vorrà indossare.
Fabio Terminali
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