«Anche a Ravenna la Bondi giocherà contro se stessa»
Basket A2. Coach Furlani fra infortuni e continuità «E poi dobbiamo qualcosa ai nostri tifosi»
FERRARA. A Ravenna, domani pomeriggio, la Bondi vuole confermarsi l’ammazza grandi del girone Est: dopo aver battuto due volte Mantova e Virtus Bologna e una volta Treviso, capitan Riccardo Cortese e compagni vogliono vincere in Romagna.
Coach Adriano Furlani analizza così il derby contro l'OraSì: «Al di là del loro valore intrinseco - dice il tecnico della Bondi -, dal canto nostro dobbiamo sempre combattere prima di tutto contro noi stessi. Sappiamo benissimo che il nostro limite è quello di dare continuità alle cose che facciamo. In second’ordine, non è per piangerci addosso, ma abbiamo avuto una settimana un po’ travagliata sotto il profilo della preparazione: non ci sono stati allenamenti di qualità, di conseguenza la gara contro Ravenna per noi è una grande incognita. Vedremo se riusciremo a superare queste due situazioni, la ricerca della continuità e cercare di limitare al minimo il discorso infortuni e precarietà durante gli allenamenti».
In questi giorni diversi acciacchi hanno colpito Moreno, Mastellari e Pellegrino: «Non dobbiamo fasciarci la testa prima di essercela rotta, non sono uno che va a cercare alibi e giustificazioni su chi c'è e chi non c'è. Dico semplicemente che per fare una buona pallacanestro bisogna lavorare duramente durante la settimana. Ci era già successo dopo il match a Casalecchio, mi auguro che quella lezione sia servita. Vediamo di trovare un’altra squadra che scenda in campo, a differenza di quella mancata prestazione contro Imola».
Poi, c’è Ravenna: «Loro sono l’opposto rispetto a noi. Hanno fatto della continuità l’arma principale, è una squadra che ha una rotazione abbastanza ampia, una fisicità non indifferente, forse il miglior centro, Smith, del campionato, con Chiumenti bravo a fare da spalla e un quattro tiratore come Masciadri, che può aprire il campo. Ravenna è equilibrata, gioca una pallacanestro molto fisica, con la consacrazione di Tambone, bravo a raggiungere la piena gestione della squadra. Il tutto condito dall’esperienza di Raschi. Ha un ottimo assetto, un buon equilibrio e gioca una pallacanestro di grande sostanza».
Ecco, allora, la chiave tattica: «Per un problema di gestione settimanale, abbiamo fatto fatica a provare certe cose. Devo basarmi su quello che sono loro, cioè una squadra che ha alte percentuali nel gioco interno, con Sabatini e Tambone ama correre in contropiede. Ravenna è poliedrica, così devi fare bene molte cose».
Come sempre, anche a Ravenna non mancheranno i tifosi a spingere la Bondi: «L’unico aspetto che ha continuità è il pubblico, che non ha mai mancato di essere presente, nel bene e nel male. Se noi sapessimo raccogliere un briciolo di continuità che i nostri tifosi stanno dimostrando, beh, non saremmo qua a parlare di lotta salvezza. Sappiamo che siamo ancora in debito nei confronti della nostra gente, anche se nelle ultime gare ci siamo fatti più amare. Vediamo se a Ravenna riusciremo a raccogliere la spinta emotiva che ci darà la nostra gente, per offrire loro un’ulteriore soddisfazione. Sappiamo che è un’impresa e per le imprese occorre essere preparati e rodati: ci dev’essere una sinergia fra chi è sul campo e chi è fuori. La nostra gente ha ancora bisogno di avere un briciolo di soddisfazione rispetto a quello che ha dimostrato nei nostri confronti».
Lorenzo Montanari
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