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Bondi a Ravenna C’è da piegare un’altra big

Bondi a Ravenna C’è da piegare un’altra big

Derby spettacolo al Pala De André. Estensi non al top, ma temuti dai romagnoli

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FERRARA. Stando al trend degli ultimi tempi, la Bondi oggi dovrebbe sfoderare una prestazione di alto livello. Almeno così è successo tutte le volte che ha sfidato una big. E l’OraSì Ravenna lo è una delle squadre da battere del torneo, visto il quarto posto in classifica e un rendimento decisamente da top team, soprattutto nelle gare interne. Al Pala De André i romagnoli hanno vinto nove volte in undici gare. Ad espugnare l’impianto che oggi ospiterà la sfida a partire dalle 18, sono state Piacenza e, di recente, la Kontatto Bologna. Un bel ruolino che contribuisce a far pendere dalla parte dei padroni di casa il pronostico. Però è vero che Ferrara s’è rivelata una “ammazzagrandi”, salvo poi steccare (vedi Imola) nelle gare contro dirette avversarie. Sarà il blasone, sarà la classifica, ma quando la Pallacanestro Ferrara sfida le prime delle classe riesce a sfoderare il meglio del proprio repertorio. Gioco in velocità, precisione nel tiro da fuori e quel minimo di pressione difensiva che le consente di mettere a segno break significativi.

E’ ovvio, però, che non basta il passato per leggere la gara di oggi che, tra l’altro, è pure un derby. La rivalità tra Ravenna e Ferrara sul campo da basket negli anni è sempre cresciuta. Quindi è anche per questo che la Bondi sarà seguita da molti tifosi (oltre duecento) che la supporteranno. Ma sarà in campo che Cortese e compagni dovranno dimostrare di tenerci davvero e provare a mettere in difficoltà l’OraSì. Sarà una prova davvero impegnativa anche alla luce delle condizioni fisiche della squadra. La settimana di lavoro non si può certo rubricare come una delle più intense. Per via delle cattive condizioni fisiche di alcuni giocatori, coach Furlani non ha mai potuto contare sulla squadra al completo. Se Molinaro, l’ultimo arrivato, avrà alle spalle giorni di lavoro in più, Pellegrino è ancora alle prese con i problemi alla caviglia e Bowers non è al cento per cento.

Dall’altra parte squadra in salute e molto motivata. «Ci aspetta una partita molto difficile - ha detto alla vigilia Martino, il coach di Ravenna - contro una squadra dotata di un talento incredibile e che, con l’arrivo del nuovo allenatore, ha trovato più regolarità. Sarà importante soprattutto limitare il loro attacco fatto di tanto campo aperto e di tiri veloci. Al di là però delle caratteristiche dell'avversario noi dovremo essere concentrati sulle nostre cose, e sappiamo perfettamente di cosa abbiamo bisogno sia in attacco che in difesa per cercare di vincere una partita molto sentita dai nostri tifosi, che negli ultimi anni ha regalato sempre molte emozioni».

La chiave di volta nella squadra romagnola è senza dubbio il play Tambone, che sta disputando una stagione ad alto livello. Ovviamente buona parte della forza offensiva è ripartita tra i due Usa, la guardia Marks (16 punti a partita) e il pivot Smith (14 punti e quasi 10 rimbalzi di medi), ma è la collaborazione tra i vari reparti che rende Ravenna un avversario davvero temibile. Chiumenti, Masciadri, Sabatini e Raschi sono tutti giocatori che in categoria possono dire la loro. Per Ferrara sarà importante entrare subito nella partita e restarci il più a lungo possibile, senza distrazioni. L’approccio e la continuità sono infatti due fattori chiave. Certamente l’innesto di Molinaro, che tra l’altro è un ex, visto che ha giocato a Ravenna metà della stagione scorsa, darà modo a Furlani di avere rotazioni più ampie. Ma è la collaborazione tra tutti gli elementi l’elemento imprescindibile dal quale la Bondi dovrà partire.

Mauro Cavina

 

 

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