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Bondi, colpo sfiorato: l’OraSì ha più fortuna

Bondi, colpo sfiorato: l’OraSì ha più fortuna

Il derby è battaglia e Ferrara non molla mai Nel finale poca lucidità e tutto gira storto

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RAVENNA. C’era quasi riuscita a fare il colpaccio la Bondi. Ma la poca lucidità, un paio di episodi discutibili e le forze che sono venute meno proprio nel momento decisivo, le hanno tolto una vittoria che era lì, solo da cogliere, come un fiore profumato nascosto in mezzo all’erba, ma che Ferrara era stata brava a scovare. Nel momento decisivo, però, dopo aver lavorato tanto per strappare due punti su un campo dove ci sono riusciti solo Piacenza e Fortitudo Bologna, la Bondi s’è inceppata, è sparita dal campo, regalando a Ravenna un supplementare inatteso. Perché poi, quando era il momento di vincerla davvero, in campo c’era solo una squadra, e non era Ferrara. Nell’over time, la maggior profondità della panchina e la benzina rimasta nel serbatoio ha dato modo a Ravenna di lasciare ben poco agli avversari.

Un peccato, perché la Bondi aveva fatto quasi tutto bene, superando retaggi del passato, andando anche oltre ai propri limiti in certi frangenti, tenendo a lungo in scacco l’OraSì. Ma in tre minuti Ferrara ha buttato all’aria una vittoria che si stava guadagnando, nonostante avesse davanti un avversario capace di giocare un basket di alto livello tecnico e fisico. A tre giri di lancetta dal termine del tempo regolamentare, avanti di cinque punti (72-77), i biancazzurri non hanno più retto. Hanno perso il controllo della gara sia dal punto di vista tecnico che mentale. Perché dopo il fallo su Marks, Cortese ha perso le staffe e s’è fatto fischiare fallo tecnico, che era anche il quinto personale. L’americano di Ravenna ha insaccato l’aggiuntivo e fatto uno su due nel possesso successivo. Ci ha dovuto pensare Smith, con due viaggi in lunetta, a conquistare la parità a sei secondi dal termine. In mezzo, solo errori da una parte e dall’altra. E tanta aggressività difensiva di Ravenna (spesso anche eccessiva) che è arrivata nei secondi finali con un solo fallo contro i quattro di Ferrara. Fatto decisamente singolare, anche perché oltre alle “cinturate” ripetute su Roderick, grida ancora vendetta un fallo non fischiato su Bowers al tiro sotto canestro che poteva risultare decisivo. Tanto per dire che nel far west finale, s’è trovata decisamente meglio l’OraSì che ha potuto fare il bello e cattivo tempo, in primo luogo perché gli è stato permesso e poi anche perché aveva più energia mentale rispetto a una Bondi ormai sulle ginocchia. La poca lucidità dei giocatori in campo non ha permesso alla Bondi di crearsi buone occasioni per fare canestro, mentre Ravenna è riuscita nell’intento di trascinare la gara all’over time.

Arrivati al supplementare è bastato leggere il linguaggio del corpo dei giocatori in campo per capire come sarebbero andate le cose. Oltre a questo, la tripla e il canestro da due punti di Sabatini sono serviti per mettere la partita nelle mani di Ravenna. La Bondi ci ha provato con Roderick, che prima ha segnato e poi s’è visto sputare dal ferro una tripla che sembrava ridare un briciolo di speranza. Ma poi il canestro di Marks e il due su due dalla lunetta ancora di Sabatini hanno dato un vantaggio di cinque punti all’OraSì a un minuto dalla sirena, che è stato sufficiente per chiudere i conti.

E dire che prima Ferrara aveva davvero fatto le cose per bene. Furlani aveva disegnato il giusto piano partita, alternando soluzioni interne a giocate fuori dall’area e già al primo gong la Bondi era avanti di 8 punti. La fuga è arrivata grazie ai cesti da sotto al 12’ (20-31) per un sostanzioso +11. Ravenna è rientrata, poi ha persino reagito nel terzo periodo andando avanti di 6 punti (62-56 al 28’). Ma la Bondi è tornata a fare la gara, tornando avanti anche di 8 punti al 35’. Ma eccoci ai momenti decisivi, che hanno premiato Ravenna.

Mauro Cavina

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