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Nervi molto tesi e un vetro rotto

ARGENTA. Davide Marchini, allenatore dell’Argentana, è ancora in silenzio stampa, così è il presidente Eugenio Bruschi a commentare il match appena finito: «Era fondamentale ottenere i tre punti,...

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ARGENTA. Davide Marchini, allenatore dell’Argentana, è ancora in silenzio stampa, così è il presidente Eugenio Bruschi a commentare il match appena finito: «Era fondamentale ottenere i tre punti, aldilà del gioco e della prestazione. Nel primo tempo non abbiamo certo giocato male, poi, a quanto pare, ci piace complicarci la vita. Sul 2-0 e con l'uomo in più, potevamo sicuramente gestirla meglio. Loro attaccavano per recuperare il risultato e noi ci siamo fatti trovare impreparati in occasione del fallo di mano in area, soffrendo un po' nei minuti successivi al rigore. Comunque va bene così, l'importante era vincere».

L'Argentana, nel primo tempo, ha concretizzato le poche occasioni create, un cinismo smarrito nella ripresa, con tante palle gol sprecate: «Devo ammettere che, nella prima frazione, siamo stati anche abbastanza fortunati - confessa Bruschi -, mentre abbiamo sbagliato tanto nel finale quando potevamo tranquillamente fare il terzo goal».

C'è spazio anche per una battuta, al termine di una gara dove non sono mancati alcuni colpi proibiti, anche nello spogliatoio, dove è stato rotto il vetro di una porta: «Con il San Lazzaro si va spesso oltre le righe. Il nostro capitano dice che il vetro era brutto e così ora lo cambiamo - ride il patron granata -, ma comunque l'arbitro ha visto tutto e verranno presi provvedimenti. Noi pensiamo al campo, perché è vero che abbiamo agganciato proprio il San Lazzaro e il Progresso, ma manca ancora l'ultimo tassello per la salvezza». (dan.car.)

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