Corsa alla A, la Spal fa paura
di Paolo Negri
Frosinone, Hellas e biancazzurri in vetta a 52. Laziali in campo stasera: «Gufiamo le rivali»
3 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. La Spal ormai fa paura. A tutte le avversarie. Pasquale Marino, allenatore del Frosinone, ieri nella conferenza stampa di presentazione del posticipo di stasera alle 20.30 tra i ciociari e il Cittadella, ha dichiarato alla stampa locale: «Le frenate di Spal e Bari? Noi dobbiamo pensare a noi stessi, ma fa piacere poter guardare in casa altrui prima di giocare. Qualche gufata in casa d'altri si fa sempre...».
Se ricorre alle gufate, significa che certezze non ne ha. Ovvio, è un campionato equilibratissimo e difficilissimo. È dura, per chiunque. Il Bari cade a Chiavari, il Benevento - contro una Salernitana in dieci per più di un tempo - pareggia su rigore quasi al 90’, il Verona stenta e si impone con un solo tiro in porta contro un Brescia in crisi e contestatissimo. Per questo non bisogna filosofeggiare troppo sul pareggio interno di sabato della Spal contro il Pisa. Chiaro che c’è rammarico per come è stato regalato il rigore che ha consentito ai toscani di impattare il match, ma parliamo di una squadra - quella biancazzurra - che ha fatto risultato in 17 della ultime 18 gare, in 21 delle ultime 23. E ci lamentiamo? Di cosa?
La corsa per la serie A diretta è apertissima. Spal, Verona e Frosinone sono sottobraccio in vetta, a quota 52 punti. Tecnicamente, considerando gli scontri diretti (una sconfitta ed un pareggio con l’Hellas, ed il ko al “Matusa”), la squadra di mister Semplici va considerata terza indipendentemente dal risultato di questa sera dei gialloblu laziali. Se vince, il Frosinone va a +3 su Spal e Verona: un mini break, ma nulla di decisivo. Se pareggia non trae chissà quale beneficio, al di là del primato solitario. E se perde avrà di che dubitare. La lotta rimane e rimarrà incerta. Inutile fare tabelle, qui si tratta davvero di ragionare partita per partita.
Alla Spal cosa si può chiedere? Di non fare calcoli, di non sentirsi obbligata a conquistare un traguardo storico ma di giocare per raggiungerlo, quel traguardo: c’è una sottile differenza. La pressione è una cosa, la determinazione un’altra. Fin qui è stato compiuto un capolavoro, l’obiettivo è completare il lavoro per cogliere una chance forse più unica che rara. Si sfrutti l’onda, si cavalchi l’entusiasmo del gruppo e quello popolare. Il solco è tracciato, l’identità di gioco forte, ribadita - pur tra le difficoltà - anche col Pisa. Magari va recuperata un po’ di freschezza, nelle ultime partite (Verona, Perugia, Salernitana, Pisa), nonostante il turn over di Semplici, la stanchezza alla lunga si è notata. Adesso per fortuna c’è tutta una settimana per preparare la partita con il Cesena. Altro impegno difficilissimo, perchè i romagnoli hanno bisogno di punti salvezza e perchè possiedono una caratura individuale e collettiva non certo aderente a quanto dice la classifica. Al contrario, il Cesena era squadra potenzialmente da promozione. Servirà quindi la miglior Spal per venirne a capo. Una Spal che dovrà migliorare nel palleggio, visto che in casa nelle ultimissime uscite è stato perso qualche pallone di troppo che ha compromesso manovre potenzialmente pericolose e che ha consentito agli avversari di ripartire. Tornando alla pressione. Quella ce l’ha addosso soprattutto il Verona. Che centra la promozione diretta o ha fallito. Per i primi due posti è discorso a tre, però mettiamoci pure anche il Benevento che è a -5 dal terzetto di testa. Le altre crediamo siano fuori: il Novara, il Perugia (entrambe in ascesa, e ciò valorizza la recente vittoria spallina sugli umbri) e il Bari sono a -9: distacco non incolmabile in assoluto, ma con l’equilibrio globale e gli scontri diretti diventa dura agganciare le primissime piazze. La Spal ha ottime carte, basta che sfrutti serenità e filosofia di gioco.
Se ricorre alle gufate, significa che certezze non ne ha. Ovvio, è un campionato equilibratissimo e difficilissimo. È dura, per chiunque. Il Bari cade a Chiavari, il Benevento - contro una Salernitana in dieci per più di un tempo - pareggia su rigore quasi al 90’, il Verona stenta e si impone con un solo tiro in porta contro un Brescia in crisi e contestatissimo. Per questo non bisogna filosofeggiare troppo sul pareggio interno di sabato della Spal contro il Pisa. Chiaro che c’è rammarico per come è stato regalato il rigore che ha consentito ai toscani di impattare il match, ma parliamo di una squadra - quella biancazzurra - che ha fatto risultato in 17 della ultime 18 gare, in 21 delle ultime 23. E ci lamentiamo? Di cosa?
La corsa per la serie A diretta è apertissima. Spal, Verona e Frosinone sono sottobraccio in vetta, a quota 52 punti. Tecnicamente, considerando gli scontri diretti (una sconfitta ed un pareggio con l’Hellas, ed il ko al “Matusa”), la squadra di mister Semplici va considerata terza indipendentemente dal risultato di questa sera dei gialloblu laziali. Se vince, il Frosinone va a +3 su Spal e Verona: un mini break, ma nulla di decisivo. Se pareggia non trae chissà quale beneficio, al di là del primato solitario. E se perde avrà di che dubitare. La lotta rimane e rimarrà incerta. Inutile fare tabelle, qui si tratta davvero di ragionare partita per partita.
Alla Spal cosa si può chiedere? Di non fare calcoli, di non sentirsi obbligata a conquistare un traguardo storico ma di giocare per raggiungerlo, quel traguardo: c’è una sottile differenza. La pressione è una cosa, la determinazione un’altra. Fin qui è stato compiuto un capolavoro, l’obiettivo è completare il lavoro per cogliere una chance forse più unica che rara. Si sfrutti l’onda, si cavalchi l’entusiasmo del gruppo e quello popolare. Il solco è tracciato, l’identità di gioco forte, ribadita - pur tra le difficoltà - anche col Pisa. Magari va recuperata un po’ di freschezza, nelle ultime partite (Verona, Perugia, Salernitana, Pisa), nonostante il turn over di Semplici, la stanchezza alla lunga si è notata. Adesso per fortuna c’è tutta una settimana per preparare la partita con il Cesena. Altro impegno difficilissimo, perchè i romagnoli hanno bisogno di punti salvezza e perchè possiedono una caratura individuale e collettiva non certo aderente a quanto dice la classifica. Al contrario, il Cesena era squadra potenzialmente da promozione. Servirà quindi la miglior Spal per venirne a capo. Una Spal che dovrà migliorare nel palleggio, visto che in casa nelle ultimissime uscite è stato perso qualche pallone di troppo che ha compromesso manovre potenzialmente pericolose e che ha consentito agli avversari di ripartire. Tornando alla pressione. Quella ce l’ha addosso soprattutto il Verona. Che centra la promozione diretta o ha fallito. Per i primi due posti è discorso a tre, però mettiamoci pure anche il Benevento che è a -5 dal terzetto di testa. Le altre crediamo siano fuori: il Novara, il Perugia (entrambe in ascesa, e ciò valorizza la recente vittoria spallina sugli umbri) e il Bari sono a -9: distacco non incolmabile in assoluto, ma con l’equilibrio globale e gli scontri diretti diventa dura agganciare le primissime piazze. La Spal ha ottime carte, basta che sfrutti serenità e filosofia di gioco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
