Spal, fase cruciale 5 gare in 25 giorni
di Paolo Negri
Calendario intenso e difficile. C’è il big match col Frosinone
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FERRARA. Di decisivo c’è tutto e niente. Ma sul fatto che la fase sia cruciale, non ci sono dubbi. Il campionato può essere orientato nei prossimi giorni: 25, per la precisione. Quelli che vanno dall’11 marzo al 4 aprile. Un lasso di tempo con 5 turni, 1 partita ogni 5 giorni. Vinca chi può.
Cammino e prospettive
La Spal è in corsa per la promozione diretta in serie A, per i primi due posti. È attesa da tre gare interne (Cesena, il big match con il Frosinone e la sfida al Novara) intervallate dalle trasferte di Carpi e Avellino. Calendario sulla carta difficilissimo. Le sfide sono di alto livello, contro squadre di valore stranamente impelagate nella lotta salvezza (il Cesena) o in corsa per i play off (il Carpi che cerca di riagganciare il carro, il Novara in grande ascesa). O su un campo torrido al cospetto di un avversario (l’Avellino) che combatte contro i fantasmi di una penalizzazione potenzialmente devastante (chiesto il -7) e che cercherà di riprendersi dallo 0-5 col Perugia per tornare a fare punti per ammortizzare gli effetti dell’eventuale prossimo handicap. Non bastasse tutto ciò, il clou col Frosinone. Non la partita più importante del lotto, contrariamente a quanto si potrebbe supporre, ma quella che potrebbe rappresentare una discriminante psicologica oltre che - ovvio - avere il suo impatto sulla classifica. Ma servirebbe a nulla battere i ciociari se negli altri incontri si dovesse toppare. Preoccupazioni? Crediamo che la Spal non ne abbia e non ne debba avere, a dispetto di una fase che si annuncia più complicata (sulla carta) di quella che attende le concorrenti. Ma tutto è relativo. Con 13 giornate complessive al termine della stagione regolare, dopo le prossime 5 ne resteranno 8. Potrebbero anche ribaltare la situazione, però la sensazione è che siano i prossimi 25 giorni a fare chiarezza. Non a caso il presidente spallino Mattioli ha invitato gli interlocutori ad attendere fine marzo, quando dirà dove potrà effettivamente arrivare la Spal. Ecco, magari aspettiamo il 4 aprile dopo il match con il Novara ma cambia poco, la sostanza è quella: fase clou.
Antenucci fondamentale
Cosa potrà fare la differenza? La continuità di rendimento, la freschezza (mentale e fisica), l’identità di gioco, le individualità. La Spal ha la fortuna, il merito, le capacità di abbinare collettivo a valore dei singoli. Antenucci in tal senso appare come elemento determinante. Giocatore fortissimo, di altra categoria, fino all’arrivo di Floccari era l’uomo di maggior nome dello scacchiere biancazzurro. Il fatto, ora, di avere al fianco l’ex Bologna (calatosi con umiltà e impatto di rilievo nella realtà spallina) deve essere un vantaggio per tutti, per le due punte e per la squadra. C’è maggior pressione sugli avversari, più soluzioni, ed anche responsabilità da dividere e condividere, il peso non è tutto su uno solo. Il Verona ha Pazzini, il Benevento conta su Ceravolo, il Frosinone ha sì Ciofani e Dionisi, però... Dionisi, il Bari ha Floro Flores.
Ma Antenucci e Floccari insieme non li ha nessuno (e nemmeno due alternative di lusso quali Zigoni e Finotto). Antenucci è dotato di classe, senso del gioco e del gol, ha vissuto una breve fase di appannamento fisico conseguenza della sindrome influenzale pre-Chiavari ma è indiscusso e indiscutibile e quando lo si vede segnare un gol come quello al Pisa ci si può solo alzare ed applaudire. Recuperato alla miglior condizione potrà recitare un ruolo di primissimo piano nelle prossime cinque gare come in quelle successive. La Spal ha tanti argomenti. La promozione diretta è un obbligo per Frosinone e Verona, per i biancazzurri è soprattutto un’occasione, un’opportunità. Anche questo aspetto potrà pesare. Adesso, sotto con il Cesena. Poi si ragionerà sugli sviluppi della classifica e delle prospettive: ci si aggiorna di volta in volta.
Cammino e prospettive
La Spal è in corsa per la promozione diretta in serie A, per i primi due posti. È attesa da tre gare interne (Cesena, il big match con il Frosinone e la sfida al Novara) intervallate dalle trasferte di Carpi e Avellino. Calendario sulla carta difficilissimo. Le sfide sono di alto livello, contro squadre di valore stranamente impelagate nella lotta salvezza (il Cesena) o in corsa per i play off (il Carpi che cerca di riagganciare il carro, il Novara in grande ascesa). O su un campo torrido al cospetto di un avversario (l’Avellino) che combatte contro i fantasmi di una penalizzazione potenzialmente devastante (chiesto il -7) e che cercherà di riprendersi dallo 0-5 col Perugia per tornare a fare punti per ammortizzare gli effetti dell’eventuale prossimo handicap. Non bastasse tutto ciò, il clou col Frosinone. Non la partita più importante del lotto, contrariamente a quanto si potrebbe supporre, ma quella che potrebbe rappresentare una discriminante psicologica oltre che - ovvio - avere il suo impatto sulla classifica. Ma servirebbe a nulla battere i ciociari se negli altri incontri si dovesse toppare. Preoccupazioni? Crediamo che la Spal non ne abbia e non ne debba avere, a dispetto di una fase che si annuncia più complicata (sulla carta) di quella che attende le concorrenti. Ma tutto è relativo. Con 13 giornate complessive al termine della stagione regolare, dopo le prossime 5 ne resteranno 8. Potrebbero anche ribaltare la situazione, però la sensazione è che siano i prossimi 25 giorni a fare chiarezza. Non a caso il presidente spallino Mattioli ha invitato gli interlocutori ad attendere fine marzo, quando dirà dove potrà effettivamente arrivare la Spal. Ecco, magari aspettiamo il 4 aprile dopo il match con il Novara ma cambia poco, la sostanza è quella: fase clou.
Antenucci fondamentale
Cosa potrà fare la differenza? La continuità di rendimento, la freschezza (mentale e fisica), l’identità di gioco, le individualità. La Spal ha la fortuna, il merito, le capacità di abbinare collettivo a valore dei singoli. Antenucci in tal senso appare come elemento determinante. Giocatore fortissimo, di altra categoria, fino all’arrivo di Floccari era l’uomo di maggior nome dello scacchiere biancazzurro. Il fatto, ora, di avere al fianco l’ex Bologna (calatosi con umiltà e impatto di rilievo nella realtà spallina) deve essere un vantaggio per tutti, per le due punte e per la squadra. C’è maggior pressione sugli avversari, più soluzioni, ed anche responsabilità da dividere e condividere, il peso non è tutto su uno solo. Il Verona ha Pazzini, il Benevento conta su Ceravolo, il Frosinone ha sì Ciofani e Dionisi, però... Dionisi, il Bari ha Floro Flores.
Ma Antenucci e Floccari insieme non li ha nessuno (e nemmeno due alternative di lusso quali Zigoni e Finotto). Antenucci è dotato di classe, senso del gioco e del gol, ha vissuto una breve fase di appannamento fisico conseguenza della sindrome influenzale pre-Chiavari ma è indiscusso e indiscutibile e quando lo si vede segnare un gol come quello al Pisa ci si può solo alzare ed applaudire. Recuperato alla miglior condizione potrà recitare un ruolo di primissimo piano nelle prossime cinque gare come in quelle successive. La Spal ha tanti argomenti. La promozione diretta è un obbligo per Frosinone e Verona, per i biancazzurri è soprattutto un’occasione, un’opportunità. Anche questo aspetto potrà pesare. Adesso, sotto con il Cesena. Poi si ragionerà sugli sviluppi della classifica e delle prospettive: ci si aggiorna di volta in volta.
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