«La Spal ci proverà fino all’ultimo»
di Paolo Negri
Il dg Vagnati: faremo il massimo, il mese decisivo sarà aprile
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FERRARA. Si pensa ma non si dice: evviva il Cittadella, che nel posticipo di lunedì sera ha imposto il pari al Frosinone, andato così solo a +1 su Spal e Verona. Lotta a tre per la serie A diretta.
Direttore Vagnati, questo è anche il suo pensiero?
«No. È troppo presto per dire che la lotta per i primi due posti riguarda solo Frosinone, noi e il Verona. Il Benevento è pienamente in gioco, e il Bari se sabato batte proprio il Frosinone va a -7 dalla capolista e con il potenziale che ha sarebbe totalmente in gioco».
Però lo ammetta: lunedì ha fatto un tifo sgefatato per il Cittadella.
«Ho visto la partita: bella, aperta, alla pari. Ma non facciamo affidamento sui risultati delle rivali. Mancano ancora tredici giornate, è un campionato lungo e durissimo e tutte le partite ora varranno di più, ogni squadra darà il massimo andando alla ricerca dei propri obiettivi. Per farcela serviranno tante energie: mentali, non solo fisiche. E la morale è una: pareggiano anche le avversarie, non solo noi».
Ritiene che a fine mese si potrà avere un quadro chiaro?
«Ritengo di no. Il mese decisivo sarà aprile, con ben sette gare in programma: 21 punti in palio in un mese determineranno il campionato. C’è ancora tanto da soffrire».
Com’è il polso della Spal?
«Positivo. Si coglie la voglia di provare a fare il massimo, di non accontentarsi, di puntare ogni volta al risultato pieno. Ma serve equilibrio, all’esterno, per capire che non sempre si può giocare la gara perfetta, ci sono gli avversari e anche le condizioni fisiche che non possono essere costantemente al top. È capitato, capita e capiterà che non si vinca. Certo ci giochiamo qualcosa d’importante e ci proveremo fino in fondo».
La Spal ha colto 21 risultati utili nelle ultime 23 gare...
«I numeri ci danno ragione, ma non per questo rialziamo la testa dal manubrio, bisogna continuare a pedalare forte. I ragazzi non meriterebbero di veder compromesso quanto di meraviglioso stanno facendo. E sarebbe stupido non credere nell’impresa».
Sabato arriva il Cesena...
«Bellissima partita, contro una squadra dai valori assoluti, pari a quelli delle prime in classifica. Un avversario molto difficile, per fare risultato servirà una prestazione all’altezza delle migliori».
Una settimana di allenamenti, senza partite ravvicinate, può aiutare nella preparazione.
«Certo, ma niente alibi, altrimenti ad aprile cosa facciamo? Con sette gare in un mese decidiamo di non viaggiare nemmeno? Il mister è stato un grande nel gestire il turn over, e abbiamo una rosa all’altezza. Ma ora pensiamo solo al Cesena».
Uno sguardo poco più in avanti: e se col Frosinone a fine mese non ci fossero Meret e Bonifazi in odore di Under 21?
«Lo sapevamo da inizio stagione, ma sarebbe un grosso handicap. E un’ingiustizia, non esiste che una società che punta sui giovani venga privata di pedine base in gare di campionato, oltretutto come questa. Serve una riforma».
Dove arriverà la Spal?
«Nessuno può saperlo. Ma siamo fiduciosi...».
Direttore Vagnati, questo è anche il suo pensiero?
«No. È troppo presto per dire che la lotta per i primi due posti riguarda solo Frosinone, noi e il Verona. Il Benevento è pienamente in gioco, e il Bari se sabato batte proprio il Frosinone va a -7 dalla capolista e con il potenziale che ha sarebbe totalmente in gioco».
Però lo ammetta: lunedì ha fatto un tifo sgefatato per il Cittadella.
«Ho visto la partita: bella, aperta, alla pari. Ma non facciamo affidamento sui risultati delle rivali. Mancano ancora tredici giornate, è un campionato lungo e durissimo e tutte le partite ora varranno di più, ogni squadra darà il massimo andando alla ricerca dei propri obiettivi. Per farcela serviranno tante energie: mentali, non solo fisiche. E la morale è una: pareggiano anche le avversarie, non solo noi».
Ritiene che a fine mese si potrà avere un quadro chiaro?
«Ritengo di no. Il mese decisivo sarà aprile, con ben sette gare in programma: 21 punti in palio in un mese determineranno il campionato. C’è ancora tanto da soffrire».
Com’è il polso della Spal?
«Positivo. Si coglie la voglia di provare a fare il massimo, di non accontentarsi, di puntare ogni volta al risultato pieno. Ma serve equilibrio, all’esterno, per capire che non sempre si può giocare la gara perfetta, ci sono gli avversari e anche le condizioni fisiche che non possono essere costantemente al top. È capitato, capita e capiterà che non si vinca. Certo ci giochiamo qualcosa d’importante e ci proveremo fino in fondo».
La Spal ha colto 21 risultati utili nelle ultime 23 gare...
«I numeri ci danno ragione, ma non per questo rialziamo la testa dal manubrio, bisogna continuare a pedalare forte. I ragazzi non meriterebbero di veder compromesso quanto di meraviglioso stanno facendo. E sarebbe stupido non credere nell’impresa».
Sabato arriva il Cesena...
«Bellissima partita, contro una squadra dai valori assoluti, pari a quelli delle prime in classifica. Un avversario molto difficile, per fare risultato servirà una prestazione all’altezza delle migliori».
Una settimana di allenamenti, senza partite ravvicinate, può aiutare nella preparazione.
«Certo, ma niente alibi, altrimenti ad aprile cosa facciamo? Con sette gare in un mese decidiamo di non viaggiare nemmeno? Il mister è stato un grande nel gestire il turn over, e abbiamo una rosa all’altezza. Ma ora pensiamo solo al Cesena».
Uno sguardo poco più in avanti: e se col Frosinone a fine mese non ci fossero Meret e Bonifazi in odore di Under 21?
«Lo sapevamo da inizio stagione, ma sarebbe un grosso handicap. E un’ingiustizia, non esiste che una società che punta sui giovani venga privata di pedine base in gare di campionato, oltretutto come questa. Serve una riforma».
Dove arriverà la Spal?
«Nessuno può saperlo. Ma siamo fiduciosi...».
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