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Per Fiorini una vita dedicata al calcio Dietro la scrivania 

di Davide Bonesi
Per Fiorini una vita dedicata al calcio Dietro la scrivania 

Il segretario della Portuense ha coronato 60 anni di carriera «Amo questo sport e continuo perché mi sento ancora utile»

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PORTOMAGGIORE. Sono ormai oltre 60 anni ininterrotti di attività dirigenziale nel calcio, eppure non li sente. Anzi, se avete un qualsiasi dubbio di carattere burocratico dovete per forza passare da lui, come fanno ormai da decenni tutti i dirigenti di società della nostra provincia (e non solo). Gianfranco Fiorini è un’istituzione del calcio dilettantistico, quasi una specie da proteggere, che ha coronato lo scorso settembre una lunga carriera dietro la scrivania ricevendo la “Stella di bronzo Coni al valore atletico” al Nuovo di Ferrara.
«Sia chiaro che non si fanno queste cose per la medaglia - spiega il dirigente tuttora alla Portuense -, ma quella premiazione resta una soddisfazione enorme per me e la mia famiglia, che in tutti questi anni mi ha visto spesso fuori di casa per il calcio. E, credo, che se il calcio ferrarese in passato ha avuto una crescita in parte è anche merito mio. Poi, sia chiaro, a me sarebbe bastata la citazione, invece quella sera si sono fatte le cose in grande, una serata indimenticabile».
Premio o no, il suo impegno al momento è totale.
«Fino al 30 giugno la mia collaborazione con la Portuense e l’Etrusca andrà avanti, poi necessariamente rallenterò un pochino, ma continuerò a rispondere a chi chiama. Questa attività mi tiene impegnato, mi sento ancora utile e mi piace ancora stare in mezzo alla gente nel calcio».
Come mai regolamenti e carte federali fanno ‘paura’?
«C’è poca voglia di imparare, poco interesse. Capisco non siano argomenti che fanno gola, ma alla fine sono conoscenze decisive, in società dev’esserci sempre una persona preparata, non si può sempre contattare dirigenti di altre società. Conoscere i regolamenti significa evitare multe, evitare errori che possono costare punti in classifica, magari anche risparmiare soldi».
Come è iniziata la sua passione per le carte federali?
«Grazie a Primo Bignami, primo segretario della Portuense. Era una persona riservata, sono stato uno dei pochi a entrare nelle sue grazie, mi ha dato utili consigli e con lui c’è sempre stato dialogo. La passione per le carte federali è iniziata da lì e lo ammetto, quando qualcuno mi chiede informazioni sono contento».
A proposito di Portuense, ne ha incrociati di grandi personaggi in questi anni...
«Beh, il calcio è sempre stata la mia passione e se dico Portuense penso a una cosa che conosco dalla nascita, forse sono l’unico rimasto a conoscere tutta la storia. Dal primo presidente Giuseppe Santi a Paolo Mazza, poi storico presidente della Spal, fino a Savino Bellini a cui è stato intitolato il nuovo stadio. Poi ho avuto buoni rapporti in anni successivi con i vari Alberani, Larocca e Giacometti, ma così come collaboro bene con le dirigenze delle ultime stagioni della Portuense, che hanno fatto tornare la squadra a livello importanti».
E se chiediamo il suo calciatore rossonero preferito?
« Gravina su tutti, veniva dal Lecco e a Portomaggiore disputò un paio di campionati a livello nazionale; purtroppo è morto presto, aveva enormi qualità. Poi Stefano Pasti, a sua volta molto qualitativo, era destinato al Padova, peccato non sia riuscito a sfondare».
E il periodo da presidente della Figc di Ferrara?
«Sono stati sette anni bellissimi, mai avuto rapporti burrascosi con alcun dirigente e ho sempre dato il mio parere sulle cose e sulle domande poste in Comitato. Credo di aver lasciato un buon ricordo».
Come è cambiato il calcio?
«Molto, prima di tutto per il calo del volontariato, poi con la crisi economica sono spariti gli sponsor e con il calo delle nascite nei paesi è sempre più difficile fare sport. Poi è vero che i giovani si impegnano allo stesso modo, ma tutti ragionano in termini di denaro, invece dev’essere una passione».
Il sogno di Fiorini, se ne ha ancora uno?
«Sono largamente appagato, per famiglia, lavoro e calcio. Mi manca solo la premiazione della Figc per gli anni di calcio - chiude - , sarà l’ultimo riconoscimento di una vita che mi ha reso contento».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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