Spal, primato a prova di Verona
di Paolo Negri
Serie B. Stasera l’Hellas al massimo può agganciare i biancazzurri. Che vedono la A
3 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. Spal capolista. Da sola. Due notti (quella tra sabato e domenica, e quella appena trascorsa) isolata in cima alla classifica. Poi vedremo che accadrà stasera. Biancazzurri ancora lassù se il Verona - al “Bentegodi” - perde o pareggia nel posticipo delle 20.30 contro l’Ascoli. Nella peggiore delle ipotesi, per la Spal, se l’Hellas vince aggancia la squadra di mister Semplici. Così le due (Verona primo, Spal seconda: conseguenza degli scontri diretti) si troverebbero appaiate al comando, a +2 sul Frosinone. Chiaro che se il Verona non s’impone è meglio, ma qualsiasi scenario si profili, a queste latitudini non ci sarebbe di che lagnarsi.
Cifre stratosferiche
«La Spal sta scrivendo la favola dell’anno», ha vergato ieri Nicola Binda sulla Rosea. Se è una favola, che abbia il lieto fine, come si conviene per ogni fiaba che si rispetti. Di certo il primato biancazzurro non è fantasia, ma frutto di solida realtà.
La Spal è in testa. Da sola. Al netto dell’impegno di stasera del Verona, vanta il maggior numero di vittorie (15), il minor numero di sconfitte (5), il più alto numero di successi casalinghi (10), il maggior numero di gol segnati in casa (32), il miglior attacco del campionato (48 gol segnati) e la miglior differenza reti (+20). Serve altro? Che serva o non serva, lo aggiungiamo. E allora: nelle ultime 24 gare la Spal ha colto 22 risultati positivi (14 vittorie e 8 pareggi a fronte di 2 sole sconfitte), per un totale di 50 punti ed una media di 2,08 punti a partita. Non è tutto: i biancazzurri sono in serie utile con 11 partite di fila (record stagionale del campionato) nel corso delle quali il bilancio è di 6 vittorie, 5 pareggi, 21 punti e una media addirittura di 2,09 punti a incontro. Siamo a livelli stratosferici, al cui cospetto ci si inchina e si applaude. Per questo abbiamo sostenuto e ribadiamo che certi pareggi (Latina, di recente Ascoli e Pisa) vanno letti, interpretati, capiti, accettati.
Carattere e concretezza
È il capolavoro di Semplici e della squadra. La serie A è obiettivo concreto, possibile. Attraverso la promozione diretta, intendiamo. Perchè la Spal sta correndo per quella. Da qui a dire che verrà centrata... Le variabili sono infinite. Mancano ancora 12 giornate, alle porte ci sono due gare difficilissime contro Carpi e proprio Frosinone, da affrontare con molteplici assenze. E aprile si annuncia micidiale, con ben 7 partite. Serviranno grandi energie fisiche, mentali, psicologiche. Risorse di ogni tipo. La Spal sta dimostrando, o ribadendo, di avere cuore, carattere, voglia. Contro il Perugia e sabato col Cesena ha vinto pur non esprimendo il calcio brillante dei giorni migliori. Si è imposta con la determinazione, la compattezza del gruppo, la capacità e la voglia di soffrire, sormontando - contro i romagnoli - la doppia inferiorità numerica (espulsioni di Mora e Costa) che avrebbe potuto favorire l’assalto bianconero e che invece, di fatto, ha visto gli uomini di Semplici non patire particolarmente, di sicuro non rischiare. È il segnale, chiaro, del compimento di un ulteriore passo in avanti. Alla qualità di manovra, all’identità tattica, all’affidabilità dell’organico, alla capacità di strategia e di gestione del proprio comandante, alle qualità dei singoli, la Spal ha aggiunto la consapevolezza che la chance è unica e che ha i mezzi per coglierla. Per questo cerca, difende e coglie la(e) vittoria(e) anche con concretezza, senza fronzoli. Le grandi si impongono (spesso) anche così.
La serie A diretta sarebbe un capolavoro assoluto. I play off non andrebbero colti come una delusione ma come un traguardo comunque eccezionale. Di sicuro, adesso la Spal corre per stare tra le prime due.
Cifre stratosferiche
«La Spal sta scrivendo la favola dell’anno», ha vergato ieri Nicola Binda sulla Rosea. Se è una favola, che abbia il lieto fine, come si conviene per ogni fiaba che si rispetti. Di certo il primato biancazzurro non è fantasia, ma frutto di solida realtà.
La Spal è in testa. Da sola. Al netto dell’impegno di stasera del Verona, vanta il maggior numero di vittorie (15), il minor numero di sconfitte (5), il più alto numero di successi casalinghi (10), il maggior numero di gol segnati in casa (32), il miglior attacco del campionato (48 gol segnati) e la miglior differenza reti (+20). Serve altro? Che serva o non serva, lo aggiungiamo. E allora: nelle ultime 24 gare la Spal ha colto 22 risultati positivi (14 vittorie e 8 pareggi a fronte di 2 sole sconfitte), per un totale di 50 punti ed una media di 2,08 punti a partita. Non è tutto: i biancazzurri sono in serie utile con 11 partite di fila (record stagionale del campionato) nel corso delle quali il bilancio è di 6 vittorie, 5 pareggi, 21 punti e una media addirittura di 2,09 punti a incontro. Siamo a livelli stratosferici, al cui cospetto ci si inchina e si applaude. Per questo abbiamo sostenuto e ribadiamo che certi pareggi (Latina, di recente Ascoli e Pisa) vanno letti, interpretati, capiti, accettati.
Carattere e concretezza
È il capolavoro di Semplici e della squadra. La serie A è obiettivo concreto, possibile. Attraverso la promozione diretta, intendiamo. Perchè la Spal sta correndo per quella. Da qui a dire che verrà centrata... Le variabili sono infinite. Mancano ancora 12 giornate, alle porte ci sono due gare difficilissime contro Carpi e proprio Frosinone, da affrontare con molteplici assenze. E aprile si annuncia micidiale, con ben 7 partite. Serviranno grandi energie fisiche, mentali, psicologiche. Risorse di ogni tipo. La Spal sta dimostrando, o ribadendo, di avere cuore, carattere, voglia. Contro il Perugia e sabato col Cesena ha vinto pur non esprimendo il calcio brillante dei giorni migliori. Si è imposta con la determinazione, la compattezza del gruppo, la capacità e la voglia di soffrire, sormontando - contro i romagnoli - la doppia inferiorità numerica (espulsioni di Mora e Costa) che avrebbe potuto favorire l’assalto bianconero e che invece, di fatto, ha visto gli uomini di Semplici non patire particolarmente, di sicuro non rischiare. È il segnale, chiaro, del compimento di un ulteriore passo in avanti. Alla qualità di manovra, all’identità tattica, all’affidabilità dell’organico, alla capacità di strategia e di gestione del proprio comandante, alle qualità dei singoli, la Spal ha aggiunto la consapevolezza che la chance è unica e che ha i mezzi per coglierla. Per questo cerca, difende e coglie la(e) vittoria(e) anche con concretezza, senza fronzoli. Le grandi si impongono (spesso) anche così.
La serie A diretta sarebbe un capolavoro assoluto. I play off non andrebbero colti come una delusione ma come un traguardo comunque eccezionale. Di sicuro, adesso la Spal corre per stare tra le prime due.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
