Il Reno è tornato in lizza per i playoff «Ma è ancora lunga»
Promozione. Mister Dirani e il derby con la Portuense «Partita perfetta e anche giovani alla ribalta»
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RENO CENTESE. Il continuo sali-scendi di queste settimane fa sembrare la classifica del torneo di Promozione una specie di “montagne russe”. Il Reno Centese, tuttavia, sembra non avere smarrito la via che porta ai playoff, nonostante i due recenti ko nelle trasferte a Medicina e Sesto. Con la Portuense, la gara degli uomini di mister Dirani è stata «difensivamente perfetta - afferma il tecnico bluazzurro -, visto che non abbiamo concesso azioni vere ai nostri avversari».
Dirani ha chiesto un grosso lavoro di sacrificio e cucitura a Matteo Matteuzzi, al rientro, e a Buganza, chiamato a «schermare sulle loro punte». Tatticamente, dopo avere sperimentato nelle scorse settimane anche la difesa a cinque, il Reno è tornato a un più classico 4-2-4, variabile a seconda dei momenti: «Con Quaquarelli su Braiati. Alla fine, è stata una grande partita di tutti: dal portiere ’99, Ferioli, a Pignatti, Bunda Balu e gli altri, che non hanno sbagliato nulla».
Come sempre, dal cilindro della Juniores arrivano giocatori che sanno inserirsi subito in prima squadra, come Ferioli, «che si è comportato molto bene. La Juniores, peraltro - tiene a precisare Dirani - è arrivata seconda nel suo campionato, qualificandosi anche quest’anno per le finali». Una soddisfazione in più per il Reno, insomma. Anche se i tifosi si chiedono quando si potrà rivedere all’opera il tandem Colino-Righini, avvicendatisi domenica: «Con loro due in campo insieme - chiarisce Dirani - il trequartista non è più chi imbastisce il gioco, ma un giocatore che “rompe” il gioco avversario e sfrutta gli spazi. Quando i due hanno giocato insieme, uno tornava sul “play” avversario, l’altro sul loro centrale. Il meccanismo funziona come un elastico. Credo che Quaquarelli sia più portato a fare questo e, tutto sommato, anche Malagoli».
L’idea di scompaginare l’attacco è passata per la mente di Dirani, che già a Vado aveva provato uno schieramento simile. Ora, però, inizia un ciclo terribile: «Per questo ho tolto Colino nel finale, perché ci servirà tantissimo nelle restanti 6 partite».
Intanto, due trasferte: a Mesola (che ha bisogno di punti) e Santa Maria Codifiume; prima della capolista Sanpaimola e della trasferta di Casalecchio: «Dall’inizio ho detto che il campionato si sarebbe deciso nelle ultime cinque partite - chiude Dirani - e non ho cambiato idea».
Mirco Peccenini
Dirani ha chiesto un grosso lavoro di sacrificio e cucitura a Matteo Matteuzzi, al rientro, e a Buganza, chiamato a «schermare sulle loro punte». Tatticamente, dopo avere sperimentato nelle scorse settimane anche la difesa a cinque, il Reno è tornato a un più classico 4-2-4, variabile a seconda dei momenti: «Con Quaquarelli su Braiati. Alla fine, è stata una grande partita di tutti: dal portiere ’99, Ferioli, a Pignatti, Bunda Balu e gli altri, che non hanno sbagliato nulla».
Come sempre, dal cilindro della Juniores arrivano giocatori che sanno inserirsi subito in prima squadra, come Ferioli, «che si è comportato molto bene. La Juniores, peraltro - tiene a precisare Dirani - è arrivata seconda nel suo campionato, qualificandosi anche quest’anno per le finali». Una soddisfazione in più per il Reno, insomma. Anche se i tifosi si chiedono quando si potrà rivedere all’opera il tandem Colino-Righini, avvicendatisi domenica: «Con loro due in campo insieme - chiarisce Dirani - il trequartista non è più chi imbastisce il gioco, ma un giocatore che “rompe” il gioco avversario e sfrutta gli spazi. Quando i due hanno giocato insieme, uno tornava sul “play” avversario, l’altro sul loro centrale. Il meccanismo funziona come un elastico. Credo che Quaquarelli sia più portato a fare questo e, tutto sommato, anche Malagoli».
L’idea di scompaginare l’attacco è passata per la mente di Dirani, che già a Vado aveva provato uno schieramento simile. Ora, però, inizia un ciclo terribile: «Per questo ho tolto Colino nel finale, perché ci servirà tantissimo nelle restanti 6 partite».
Intanto, due trasferte: a Mesola (che ha bisogno di punti) e Santa Maria Codifiume; prima della capolista Sanpaimola e della trasferta di Casalecchio: «Dall’inizio ho detto che il campionato si sarebbe deciso nelle ultime cinque partite - chiude Dirani - e non ho cambiato idea».
Mirco Peccenini
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