Spal, Mattioli e il futuro di mister Semplici «In caso di serie A resta»
di Paolo Negri
Il presidente a Radio Anch’io: in B invece sarà più difficile, viste le richieste Si tratta il rinnovo, possibile un’intesa con clausola entro fine maggio
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FERRARA. La Spal è sempre disponibile per i media nazionali. Figuriamoci poi in questo periodo, con l’attenzione di tutti gli organi d’informazione calamitata sul magico cammino dei biancazzurri. Anche i quotidiani non sportivi, anche realtà lontane - dall’Avvenire al Messaggero, fino alla Stampa - si stanno occupando della Beneamata, del suo percorso verso l’auspicato ritorno in serie A.
E che succede? Capita che sabato, nell’immediato post-Cesena, mister Leonardo Semplici - chiacchierato, corteggiato, accostato alla panca di questa o quella in serie A (Fiorentina, Sampdoria, Sassuolo, Chievo...) - agli imperanti microfoni di Sky dichiari: «... Futuro? Con la società e il presidente si è creato un bel rapporto. Se dovessi andare da altre parti ci penserei due volte. Ogni allenatore, però, è ambizioso. Mi piacerebbe anche provare un'esperienza diversa».
Campanello d’allarme. Nel senso: le ambizioni del mister sono più che giustificate, ha vinto in ogni categoria, è salito gradino per gradino conquistando sul campo tutto ciò che ha ora, ha dato identità ad una Spal che ha preso a rischio retrocessione dalla Lega Pro ed ha portato a dodici passi dalla serie A, perchè mai non dovrebbe nutrire dei progetti con ampia vista su orizzonti anche non biancazzurri?
Il popolo però s’interroga, riconosce e apprezza la figura ed il ruolo del proprio condottiero, auspica un futuro che lo veda ancora sul ponte di comando. E lui, Semplici, ha riconosciuto la valenza del rapporto con la società, e con la realtà ferrarese. Combattuto? Alla finestra? Tutto logico. La mano sul fuoco la mettiamo solo una cosa: la totale professionalità di mister Semplici, la sua serietà, il suo pieno coinvolgimento nel progetto Spal, la piena determinazione nel cercare un traguardo storico. La sua concentrazione sulla realtà spallina. Ma i dubbi sul domani sono condivisi. Anche dal presidente Walter Mattioli, che - intervenuto a Radio Anch’io lo Sport, tanto per restare in una configurazione nazionale e non provinciale - ha affermato:
«Semplici? Io sono convinto che se arriverà la serie A, Semplici rimarrà volentieri col suo staff. In B sarà più difficile viste le richieste, per adesso stiamo trattando il rinnovo. Se poi dovessero arrivare offerte importanti, le discuteremo».
Chiarissimo. Ecco, ma su che basi si sta trattando il rinnovo?
Diciamo subito che Semplici - sia per mantenere il fuoco sulle cose di campo, sia perchè ormai la sua dimensione e quella della Spal sono di alto livello nazionale - si è affidato ad un procuratore. E non uno qualsiasi: Federico Pastorello. Uno degli agenti più importanti d’Europa (quindi del mondo), figlio d’arte (il papà GianBattista è stato lo storico d.s. del Parma di Tanzi e Scala), competente, stimato, porte aperte in tutti i principali club continentali, base logistica a Montecarlo. In questi giorni gli abbiamo telefonato più volte. Respinti con perdite. All’altro capo del telefono, da Monaco, risponde una voce tanto gentile quanto ferma: «Il signor Pastorello è sulla porta, sta uscendo, ha un appuntamento tra 5 minuti... Il signor Pastorello non c’è, è all’estero... Il signor Pastorello dovrebbe essere qui mercoledì, c’è la Champions...».
Ok. Pastorello e Semplici trattano con la Spal. Il dialogo c’è. Ma come si fa a sapere adesso se i biancazzurri andranno in A e il mister resterà? Impossibile. Così magari si cerca di far passare una clausola: mettiamoci d’accordo, priorità alla Spal, contratto scritto ma con una possibilità rescissoria da esercitare entro fine maggio (dal tecnico) se per quell’epoca dovesse arrivare l’irrinunciabile chiamata di un importante club di A.
Ci può stare. Le parti, in fondo, verrebbero reciprocamente tutelate, e nulla sarebbe precluso. Il nodo di tutta la vicenda non è economico.
Wait and see, come direbbero i britannici. E un passo per volta. Monitoriamo la situazione ed i possibili sviluppi, ma la certezza del momento è che Semplici vuole conquistare la serie A con la Spal, e la Spal vuole salire in A con Semplici. E continueranno a fare di tutto per riuscirci. Coesi, determinati, all’unisono. È ciò che conta adesso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
E che succede? Capita che sabato, nell’immediato post-Cesena, mister Leonardo Semplici - chiacchierato, corteggiato, accostato alla panca di questa o quella in serie A (Fiorentina, Sampdoria, Sassuolo, Chievo...) - agli imperanti microfoni di Sky dichiari: «... Futuro? Con la società e il presidente si è creato un bel rapporto. Se dovessi andare da altre parti ci penserei due volte. Ogni allenatore, però, è ambizioso. Mi piacerebbe anche provare un'esperienza diversa».
Campanello d’allarme. Nel senso: le ambizioni del mister sono più che giustificate, ha vinto in ogni categoria, è salito gradino per gradino conquistando sul campo tutto ciò che ha ora, ha dato identità ad una Spal che ha preso a rischio retrocessione dalla Lega Pro ed ha portato a dodici passi dalla serie A, perchè mai non dovrebbe nutrire dei progetti con ampia vista su orizzonti anche non biancazzurri?
Il popolo però s’interroga, riconosce e apprezza la figura ed il ruolo del proprio condottiero, auspica un futuro che lo veda ancora sul ponte di comando. E lui, Semplici, ha riconosciuto la valenza del rapporto con la società, e con la realtà ferrarese. Combattuto? Alla finestra? Tutto logico. La mano sul fuoco la mettiamo solo una cosa: la totale professionalità di mister Semplici, la sua serietà, il suo pieno coinvolgimento nel progetto Spal, la piena determinazione nel cercare un traguardo storico. La sua concentrazione sulla realtà spallina. Ma i dubbi sul domani sono condivisi. Anche dal presidente Walter Mattioli, che - intervenuto a Radio Anch’io lo Sport, tanto per restare in una configurazione nazionale e non provinciale - ha affermato:
«Semplici? Io sono convinto che se arriverà la serie A, Semplici rimarrà volentieri col suo staff. In B sarà più difficile viste le richieste, per adesso stiamo trattando il rinnovo. Se poi dovessero arrivare offerte importanti, le discuteremo».
Chiarissimo. Ecco, ma su che basi si sta trattando il rinnovo?
Diciamo subito che Semplici - sia per mantenere il fuoco sulle cose di campo, sia perchè ormai la sua dimensione e quella della Spal sono di alto livello nazionale - si è affidato ad un procuratore. E non uno qualsiasi: Federico Pastorello. Uno degli agenti più importanti d’Europa (quindi del mondo), figlio d’arte (il papà GianBattista è stato lo storico d.s. del Parma di Tanzi e Scala), competente, stimato, porte aperte in tutti i principali club continentali, base logistica a Montecarlo. In questi giorni gli abbiamo telefonato più volte. Respinti con perdite. All’altro capo del telefono, da Monaco, risponde una voce tanto gentile quanto ferma: «Il signor Pastorello è sulla porta, sta uscendo, ha un appuntamento tra 5 minuti... Il signor Pastorello non c’è, è all’estero... Il signor Pastorello dovrebbe essere qui mercoledì, c’è la Champions...».
Ok. Pastorello e Semplici trattano con la Spal. Il dialogo c’è. Ma come si fa a sapere adesso se i biancazzurri andranno in A e il mister resterà? Impossibile. Così magari si cerca di far passare una clausola: mettiamoci d’accordo, priorità alla Spal, contratto scritto ma con una possibilità rescissoria da esercitare entro fine maggio (dal tecnico) se per quell’epoca dovesse arrivare l’irrinunciabile chiamata di un importante club di A.
Ci può stare. Le parti, in fondo, verrebbero reciprocamente tutelate, e nulla sarebbe precluso. Il nodo di tutta la vicenda non è economico.
Wait and see, come direbbero i britannici. E un passo per volta. Monitoriamo la situazione ed i possibili sviluppi, ma la certezza del momento è che Semplici vuole conquistare la serie A con la Spal, e la Spal vuole salire in A con Semplici. E continueranno a fare di tutto per riuscirci. Coesi, determinati, all’unisono. È ciò che conta adesso.
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