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Bondi col timbro di Bowers «Che felicità al PalaDozza» 

Bondi col timbro di Bowers «Che felicità al PalaDozza» 

L’ala è stata decisiva nella vittoria di domenica sul campo della Fortitudo Ma non dimentica il contributo di Cortese e di ringraziare i tifosi per il supporto

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FERRARA. Il sorriso a 32 denti quando parla della sua famiglia, vale più di mille parole. Ma Laurence Bowers è soddisfatto pure del momento Bondi, a maggior ragione dopo l’incredibile successo a Bologna contro la Fortitudo di domenica scorsa. Gara nella quale l’ala biancazzurra, con 30 punti, 13 rimbalzi e 3 stoppate, è risultato fra i mattatori. A Laurence non piace parlare di sé stesso, ma focalizza l’attenzione sulla squadra. «Quando entro in campo mi aspetto sempre di portare a casa un successo - dice il lungo dei ferraresi -, quindi anche a Bologna speravo di vincere: ciò che è successo al Pala Dozza è però stato qualcosa di straordinario, anche considerato il fatto che abbiamo vinto contro Virtus e Fortitudo più o meno nello stesso modo. È sempre bello vincere così».
«Ho dato il mio contributo e anche Cortese si è caricato la squadra sulle spalle. Abbiamo giocato assieme e ci siamo uniti nei momenti difficili. Quando abbiamo vinto contro la Virtus Bologna, la settimana successiva abbiamo giocato malissimo contro Imola: questo non deve più accadere. Dobbiamo cercare di dare il massimo anche contro Jesi per fare un passo in avanti verso una salvezza tranquilla, eventualmente sperando in qualcosa di più».
È contento di ciò che ha fatto al Pala Dozza?
«Adesso mi interessa di vincere le partite. Il fatto che abbia dato una mano mi fa molto piacere, ma passa in secondo piano: adesso bisogna vincere. Il fatto che abbia giocato bene posso chiamarlo come una seconda vittoria, che entrerà nella storia della pallacanestro a Ferrara».
A Bologna vi hanno seguito molti tifosi...
«Voglio esprimere un senso di grande gratitudine verso di loro, che sono stati parte della partita. Ci hanno spinto verso la vittoria e per 45’ si sono fatti sentire: è sempre bello avere chi ti supporta così. Al college giocavo davanti a oltre 15 mila spettatori, giocare in un contesto come il Pala Dozza è un segno di magnificenza per qualsiasi giocatore di pallacanestro».
Ai playoff ci guarda o pensa solamente alla salvezza?
«Il fatto che abbiamo battuto formazioni molto importanti dimostra che abbiamo delle potenzialità e che possiamo giocarcela contro tutti. Purtroppo abbiamo prodotto, a volte, delle gare non alla nostra altezza. Adesso tutti o quasi pensano che la nostra posizione in classifica non rappresenta il nostro potenziale. Adesso pensiamo ad una gara alla volta, non guardando troppo lontano. Battiamo domenica Jesi per poi provare ad andare a vincere a Piacenza. Come primo obiettivo continuiamo a darci la salvezza, dopo di che se arriverà qualcosa in più, beh, tanto meglio».
A Ferrara c’è tutta la sua famiglia. Come vi trovate a Ferrara?
«Ci siamo trovati tutti benissimo: Ferrara è una città molto accomodante, a misura d’uomo. È vicina ad altre città che a noi piacciono come Bologna, Firenze e Venezia. È importante che ci sia stato un ospedale come quello a Cona preparato per le nostre esigenze. A breve faremo un viaggio alle Cinque Terre, inoltre facciamo parte di una comunità cristiana dove si parla inglese. Ci dispiace che questa avventura stia volgendo al termine».
Lorenzo Montanari

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