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La Juve centellina i colpi ed è nei quarti 

La Juve centellina i colpi ed è nei quarti 

Champions League. Continua la serie delle vittorie, come contro il Milan decide un rigore di Dybala. Venerdì il sorteggio

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TORINO. L’accesso ai quarti di finale di Champions League è pratica che la Juventus ha chiuso con relativa facilità e relativi sforzi dopo il 2-0 tombale dell’andata. Il Porto si è rivelato in realtà poca cosa per atteggiamento e capacità tecniche, al punto da rendere il compito dei bianconeri più agevole del previsto. Quando poi i portoghesi si sono trovati sotto di un gol e di un uomo qualsiasi azzardo è evaporato nella serata tiepida dello Stadium. Dall’intervallo in avanti i tifosi hanno cominciato a far di conto per il prossimo sorteggio: chi sarà l’avversario dei bianconeri? Il domandone troverà risposta venerdì, dalle urne di Nyon. La Juventus non ha dato spettacolo ma si è divertita a giocare. Il Porto avrebbe dovuto fare qualcosa di più per schiodare la Juventus, o per metterle paura. Invece i campioni d’Italia hanno gestito con sufficiente disinvoltura la fase difensiva e si sono permessi di costruire con discreta calma quattro occasioni del primo tempo, due con Dybala e due con Manduzkic. I ritmi non sono mai stati forsennati, i portoghesi hanno in qualche modo agevolato il compito dei bianconeri: a parte qualche guizzo di Brahimi e la regia di Oliver Torres, si è visto davvero poco d’altro.
Non è stato un euro-allenamento, dal momento che le sfide di Champions non sono mai banali - Barcellona e Psg insegnano - ma è fuori discussione che il risultato del “Dragao” abbia intaccato lo sviluppo della partita, consolidando le certezze della Juventus e rendendo evidenti le debolezze del Porto. Al 40’ si è materializzato l’episodio che ha definitivamente chiuso il match e il discorso qualificazione: la parata di Maxi Pereira - di professione terzino destro - sul tiro di Higuain, ha decretato la sua espulsione e il rigore trasformato in maniera chirurgica da Dybala, come col Milan. Il doppio vantaggio (nel punteggio e nelle forze in campo) ha spogliato l’incontro di qualsiasi pathos, trasformandolo in una recita a soggetto. La Joya ne ha approfittato per regalare numeri di alta scuola, Benatia per incasinarsi la vita e mettere Soares nella condizione di fare gol dopo una manciata di minuti della ripresa: superficiale il difensore, sprecone l’attaccante. Pjaca al posto di Cuadrado e Boly per André Silva sono state le mosse dei due allenatori, giusto per non trascorrere 45 minuti di pura noia. La sostituzione di Benatia con Barzagli al quarto d’ora è stata invece condizionata da un problema fisico. Dettagli, mentre Pjaca sfiorava il 2-0 e Higuain pure. Il resto è rimandato a venerdì.

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