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«Bondi, l’equilibrio arriva Baltur brava a tener duro» 

di Marco Nagliati
«Bondi, l’equilibrio arriva Baltur brava a tener duro» 

Basket. Coach Morea analizza la realtà estense mentre si avvicinano le gare clou Dai talenti biancazzurri alle sfortune centesi. Con gli applausi alla Bonfiglioli

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FERRARA. L’habitat naturale di Alberto Morea è conseguenza di una passione profonda per il gioco della pallacanestro. Il coach vive tra i legni di un palazzetto, il rumore dei palloni che rimbalzano. Due canestri che ti impongono di guardare sempre verso l’alto. Congiunture astrali l’hanno soltanto spostato dal Pala Hilton Pharma al Pala 4T. Nel tempio dei granata, Morea tocca quotidianamente con mano l’impegno del presidente Gigi Moretti. Un anno fa, Alberto allenava in A2 la Pallacanestro Ferrara. Attualmente è responsabile tecnico del vivaio 4 Torri. Non manca di aggiornarsi, ovviamente. Nei weekend calca campi professionistici e visiona dirette streaming. Di recente è stato pure commentatore tecnico.
Morea, ci ruba il mestiere?
«Partiamo con una battuta: con tanti giornalisti che fanno gli allenatori... Mi piace vivere il basket sotto ogni aspetto, amo leggere e ascoltare tanto. Ho avuto questa opportunità di commentare in diretta alcune gara di A2 e l’ho colta. Così come amo stare in palestra con i giovani: trasmettere qualcosa ai bambini non ha età né tempo».
Microfono in mano ha seguito le recenti finali di Coppa Italia di A2.
«La prendo alla larga: a inizio stagione tutti parlavano di campionato equilibrato. Si poteva pensare fossero le solite dichiarazioni neutre degli allenatori, invece è davvero così. Chiunque può battere chiunque. Le finali sono state veramente belle. Le squadre dell’Est giocano più di sistema, contano su rotazioni maggiori e questo nei playoff inciderà. Le rappresentanti del girone Ovest invece hanno in rosa almeno un paio di atleti con maggiore personalità e talento, cui affidano lo sviluppo del gioco. E attorno ci sono giovani interessanti e roster più corti. In generale ho visto grande fisicità».
Diceva: chiunque può vincere con chiunque. La Bondi è l’incarnazione perfetta del prototipo di team di A2.
«Da subito il marchio è stato chiaro: talento e atletismo. Quando gioca con le big, trova forza e motivazioni per esprimersi. Con rivali di minor cabotaggio, che puntano a mettere un tappo al suo gioco, evidentemente la Bondi soffre di più. Non dimentichiamo, poi, che un gruppo è la sommatoria del carattere dei singoli giocatori. Magari, in certi momenti, l’istinto va incanalato in un maggiore gioco di squadra».
Furlani è arrivato per questo.
«Diversi giocatori hanno nel Dna la possibilità di vincere le gare da soli, l’equilibrio arriverà. Con il lavoro i giocatori stessi si fideranno sempre più dei compagni, capiranno che sono state sprecate delle occasioni. Andranno oltre le cose negative».
La Baltur invece sta andando oltre agli infortuni.
«Il torneo di B è terribile: tante rivali ambiziose, pochi posti per salire. A Cento possono dire la loro e sono stati bravissimi a tenere sempre viva l’ambizione anche nei momenti in cui gli infortuni hanno picchiato duro. Coach Benedetto sta ridisegnando alcuni equilibri, i giocatori lo seguono. Nei playoff gli avversari dovranno temere la Baltur. A Cento ci sono visione e una chiara direzione».
Il movimento femminile non lesina soddisfazioni...
«Vigarano si è salvata anche stavolta in anticipo. Con nervi saldi e programmazione. Ma io ammiro tanto la Bonfiglioli che disputa tornei di vertice in A2 e al contempo fa giocare e crescere le giovani. Pensa alla prima squadra ma non trascura il vivaio. È qualcosa di bello: c’è un movimento dietro ed esiste una visione del futuro. Si vede l’obiettivo da raggiungere».
E lei?
«Io mi diverto a lavorare con i giovani. Ferrara ha una tradizione importante per quanto riguarda il basket, c’è spazio per molte realtà. Quelle che stanno investendo molto anche all’estero come la Vis, cercando qualità. E quelle che puntano pure a dare un’opportunità di divertimento per tutti».
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