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La Poggese allunga ma adesso è attesa dagli scontri diretti 

La Poggese allunga ma adesso è attesa dagli scontri diretti 

Girone N. La formazione di Labardi è la regina indiscussa Ma prima di festeggiare deve superare i big match

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POGGIO RENATICO. Alla vigilia di Carpi-Spal, c’è un ex spallino che sta andando bene quanto i biancazzurri. Si tratta di Roberto Labardi, allenatore della Sporting Emilia Poggese leader del girone N di Seconda, che proprio all’andata fu ospite al Mazza in occasione di Spal-Carpi. Oggi, fatte le dovute proporzioni, è anche il suo momento. La sua squadra è saldamente al comando e sogna il ritorno in Prima categoria. «Dopo il recupero di mercoledì abbiamo guadagnato altri due punti sul Trebbo - dice Labardi -, siamo a più sette sulla seconda ma non ci illudiamo: ora abbiamo tutte gare difficili».
C’è l’imbarazzo della scelta spulciando il calendario, squadre ostiche di settimana in settimana che non regaleranno nulla. «Abbiamo l’Olimpia Quartesana domenica, poi altri scontri diretti da qui alla fine. Sette punti non sono poi così tanti come potrebbe sembrare. Dalla seconda alla quinta in classifica sono tutte forti. Ripeto, con gli scontri diretti non abbiamo certezze». Si sapeva sin dall’estate che la Poggese avrebbe ammazzato il campionato, grazie a giocatori di grande qualità. «Tutta la squadra si è messa in luce. A parte Marzola, che ovviamente è l’attaccante ed è il più rappresentativo, colui che va più spesso sui giornali e in questa categoria fa vedere le sue qualità, la cosa più bella che ho notato fino adesso è proprio l’intercambiabilità dei miei giocatori. Il gruppo è coeso, una cosa molto importante visto che fino ad oggi ha dato i maggiori frutti la nostra compattezza».
Campionato difficile che comunque non fa stare tranquilli. «Il livello delle avversarie è molto buono. Siamo tutti livellati: nelle prime posizioni ci sono squadre molto simili e tutte buone. La differenza l’ha fatta il gruppo, gioca uno o gioca l’altro non cambia nulla, siamo sempre competitivi». Il calcio è cambiato, 15 anni fa Labardi giocava e vinceva in Seconda. «Quindici anni fa ho vinto da giocatore col Malborghetto con Claudio Ferraresi allenatore; sinceramente ci sono 4-5 squadre veramente buone e altre che possono metterti in difficoltà. Il livello penso si sia alzato dal punto di vista ddi conoscenze e allenamenti; adesso c’è più organizzazione e ci sono ragazzi che solo per motivi lavorativi non possono giocare più in alto; Arveda che è ancora giovane, ad esempio, non c’è dubbio che potrebbe giocare in altre categorie, ma ha fatto scelte di vita precise: dedicarsi allo studio».
«Per il resto, ripeto che si fa fatica a vincere contro le ultime, ad esempio il San Luca che adesso ha Pippo Sabbatani in panchina è una squadra molto ben organizzata. Poi gli altri sono discorsi che non mi piacciono. Anche quando si parla di serie C (Lega Pro; ndr.) la differenze col passato non mi piacciono, il calcio va avanti e ci sono altre caratteristiche da tenere in considerazione».
Infine, la Spal torna a giocare col Carpi. «Col Carpi all’andata avevo visto un’ottima Spal. Squadra che ha cambiato poco rispetto invece a quello che accadde alla mia Spal quando salimmo in serie cadetta: venna cambiato tutto».
Corrado Magnoni

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