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E l’ultima preghiera dice bene alla Bondi 

di Marco Nagliati
E l’ultima preghiera dice bene alla Bondi 

Battisti sbaglia due triple. Roderick sorpassa A 1” dalla fine altro errore da tre di Jesi

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FERRARA. Il soffio dei duemiladuecento del Pala Hilton Pharma, decide la battaglia tra Bondi e Jesi. Estensi avanti di due (cesto di Roderick a 9” dalla sirena), marchigiani che vanno ovviamente sul loro unico talento offensivo rimasto: Tim Bowers. Il tiro è complicato da braccia e fisici estensi, ma la parabola esce bene dalle mani fatate del colored: la palla rotea una, due, tre volte... Ora dentro, ora fuori. La gente si spolmona, occhi sbarrati per spingere fuori la sciabolata. E il dio dei canestri fa infine uscire l’arancia. L’ultima preghiera dice bene alla Bondi, che toglie le spine ad una rosa di partita cha odorava di esame. Dopo aver conquistato un big game, altre volte Ferrara s’era seduta. Reduce dal colpaccio del Pala Dozza contro la Fortitudo, i ragazzi di coach Furlani non potevano steccare con Jesi. È uscita una partita dalle mille sfaccettature, dura. Con arbitraggio non sempre coerente e dunque, a lungo andare, la gara s’è incattivita. Nel finale punto a punto, i bollori di spirito ed i tecnici hanno inciso. Jesi al 35’ (72-69) ha perso bomber Davis: espulso per essersi beccato due tecnici. Uno all’alba della gara (24’, assieme a Pellegrino), l’altro al tramonto quando i giochi erano da farsi. Pur priva di uno dei suoi due dioscuri, l’Aurora non ha comunque mollato. Così l’ha vinta il giocatore che più è apparso svogliato almeno nei primi 20’: Terrence Roderick. Molle e distratto a lungo, T-Rod (lui dal talento offensivo naturale) ha iniziato la risalita dalla difesa: applicato in modo accettabile su Bowers. E nelle manciate decisive, ha scardinato cuori ed emozioni. Una tripla dritta e secca entrata per miracolo, dopo un paio di palleggi pasticciati: pareggio (82-82 a 57” dalla fine). Ripresa per i capelli, tenuta viva perché Battisti fionda da fuori, libero. Col suo stile non certamente impeccabile: tutto sbilanciato in avanti. Palla sul ferro, ma rimbalzo lungo. Ancora preso da Jesi. Stavolta mancano 14”. Tim Bowers catalizza l’attenzione, fa collassare su di lui l’intera difesa Bondi: ancora Battisti. Ancora smarcato, ancora sbagliato da tre. Palla a Ferrara. A Roderick che, stavolta, entra duro e puro in “uno contro uno”. Travolge il biondo Battisti e spaniera l’84-82. Mancano 9”: Tim Bowers non ha fortuna e gli estensi portano a casa un’altra partita sul filo di lana. La sintesi: Jesi 0/3 da tre, Roderick tripla del pari+cesto del sorpasso/vittoria.
E ora i biancazzurri sono a metà del guado: “-4” dai playoff e “+4” dai playout. Difficile capire se guardare sopra o in basso, di certo anche ieri l’adrenalina è scorsa a fiumi. È stata una delle rare volte in cui la Bondi ha sofferto in area, patito l’altrui fisicità. In certi momenti l’accoppiata Molinaro-Laurence Bowers è stata la più funzionale. Dopo un avvio piacevole (13-6 al 5), la partita non ha più permesso azioni facili alla Bondi. Ma se la squadra è rimasta a galla lo deve ad un sontuoso lavoro oscuro di Cortese su Tim Bowers. E alla lunga anche Davis (15 punti nei primi 10’, poi tolto dal match) quando è finito sotto le grinfie di Riky ha inciso molto meno. Qualcosa è cambiato di netto, però, dopo l’intervallo (42-43). Quando anche Moreno ha alzato l’intensità e s’è messo a ringhiare sugli esterni di Jesi. Non finendo più fuori equilibrio sul primo palleggio, la Bondi ha alzato un muro discreto. Sono nati attacchi decenti (break di 20-3) e dal “-11” (46-57 al 24’) ecco il “+6” (66-60 al 31’). In un battito di ciglia l’Aurora ha reagito, ma la Bondi è uscita meglio dalla polveriera: tecnico a Moreno, antisportivo a Cortese, tecnico a Davis (espulso). Al 35’ estensi avanti 77-70, un paio di ingenuità con raddoppi in area e tiratori marchigiani liberi di bombardare l’anno tenuta aperta. Anzi, Jesi avanti 79-82 a meno di 1 minuto dall’epilogo. L’ora delle preghiere e di T-Rod.

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