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L’Italia si interroga sul suo futuro O’Shea: «Via alle scelte dolorose»

Fabrizio Zupo
L’Italia si interroga sul suo futuro O’Shea: «Via alle scelte dolorose»

EDIMBURGO (Scozia). Dopo la Grande disfatta ora si vara la Cosa Azzurra. È l’effetto del cucchiaio di legno nel Sei Nazioni di rugby, bis di quello del 2016. Un piano di risalita dopo aver toccato...

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EDIMBURGO (Scozia). Dopo la Grande disfatta ora si vara la Cosa Azzurra. È l’effetto del cucchiaio di legno nel Sei Nazioni di rugby, bis di quello del 2016.
Un piano di risalita dopo aver toccato il fondo. Venerdì un Consiglio federale straordinario convocato dopo quello di giovedì scorso a Bologna che ha decretato i tagli a cinque accademie under 18 su nove e a tutti i 32 centri di formazione under 16 per rientrare dal rosso. L’ordine del giorno vede al primo punto i contratti Celtic. Nero su bianco, quanto il ct Conor O’Shea ha reclamato a voce sabato nel post partita contro la Scozia (29-0 in campo e zero in classifica): «Si devono far scelte dolorose, non piaceranno a molti. L’ego di molti dev’essere tenuto in tasca. La priorità è la Nazionale, poi le franchigie, poi gli azzurri Under 20. Dobbiamo arrivare competitivi al Mondiale 2019. Ma io non sono uno stupido e non resterò qui a guardare se non vengono fatte delle scelte». Nel dettare la linea alla Federazione, come la Banca europea al Governo italiano in materia di spread, O’ Shea fa capire come l’Italia sia a un punto di non ritorno: «Dietro ai giocatori azzurri ci devono essere delle strutture, devono essere messe in grado di lavorare». Resta da capire se lo staff azzurro e il presidente Alfredo Gavazzi con il consiglio siano sintonizzati sulle stesse logiche nella pratica, più che nella filosofia. Si parla di tagli per intendersi. E l’obiettivo potrebbe chiamarsi campionato d’Eccellenza, i cui contributi (360mila ai club di playoff, 150mila agli altri: 2,3 milioni nel totale) sono un altro dei punti in discussione venerdì a Bologna.
Intanto oggi a Parma si svolge l’assemblea dei soci delle Zebre, una delle due gambe su cui cammina il nostro movimento di alto livello. Stasera sapremo se la società che sta fornendo il maggior numero di azzurri sarà messa in liquidazione o troverà, chissà dove, energie per continuare.
L’Italia può permettersi la figura di un club di Pro12 fallito? Pur essendo in buona compagnia con il Galles che ha deciso di assorbire Cardiff e Gwent Dragons ormai decotte.(f.z.)

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