Baltur, il cammino adesso si complica
Basket serie B. Domenica con Desio una caduta inattesa La rincorsa alla terza posizione diventa più difficile
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CENTO. Una brutta Baltur domenica è caduta al Pala Ahrcos (ed è la quarta sconfitta interna della stagione: record negativo 7 nel 2013/2014) al termine di una brutta partita decisa da una fiammata finale di Desio che ha rimontato in pochi minuti il passivo e piazzato con freddezza l'acuto negli ultimi 60”. Roba da mangiarsi le mani: sarebbe stato sufficiente amministrare un vantaggio diventato anche consistente (12 punti in una partita a punteggio basso dove gli attacchi non sono mai pervenuti erano un'esagerazione). Invece no, la Baltur ha smesso di far circolare palla intestardendosi in soluzioni individuali, che una volta vanno bene e tre male. Risultato, la sconfitta. E terzo posto più lontano. La peggiore prestazione da quando Benedetto è sulla panca della Baltur. Con tutte le scusanti di una squadra ancora alla ricerca di una sua identità e orfana del suo uomo migliore (Benfatto), con Pignatti in campo con un dito rotto e Bedetti a mezzo servizio.
Ma anche con tante lacune contro la difesa a zona, contro la quale un catalizzatore di palloni che attacchi il ferro sotto le plance schiacciando la difesa come Benfatto manca tremendamente. Non si nasconde Benedetto che ammette la serata storta: «È stata una brutta prestazione, la più brutta della mia gestione. Una brutta partita in generale. Per 20' siamo andati male, cattiva circolazione: poi con un paio di canestri e ci siamo sciolti, sembrava fossimo in grado di scappare. Invece ci siamo tenuti desio alle costole ed è bastata la serie di Negri che in due minuti ha fatto il disastro. In un finale punto a punto la differenza poi l'hanno fatta gli episodi; penso ai iberi di Pignatti, un altro di Caroldi, un tre secondi...». Un ko che interrompe una striscia di 5 successi di fila. In una serata in cui gli esterni non segnavano, chiave tattica negativa non aver mai attaccato il ferro con i lunghi: «Per le caratteristiche dei giocatori a mia disposizione non avevo centri in grado di attaccare spalle a canestro, non è nel Dna di Andreaus , né in quello di Pignatti. Botteghi è ancora giovane; in più abbiamo avuto cattive letture offensive». La sconfitta può essere un campanello d'allarme: la trasferta di domenica a Faenza diventa fondamentale per ambire ad una delle prime quattro posizioni.
Simone Gagliardi
Ma anche con tante lacune contro la difesa a zona, contro la quale un catalizzatore di palloni che attacchi il ferro sotto le plance schiacciando la difesa come Benfatto manca tremendamente. Non si nasconde Benedetto che ammette la serata storta: «È stata una brutta prestazione, la più brutta della mia gestione. Una brutta partita in generale. Per 20' siamo andati male, cattiva circolazione: poi con un paio di canestri e ci siamo sciolti, sembrava fossimo in grado di scappare. Invece ci siamo tenuti desio alle costole ed è bastata la serie di Negri che in due minuti ha fatto il disastro. In un finale punto a punto la differenza poi l'hanno fatta gli episodi; penso ai iberi di Pignatti, un altro di Caroldi, un tre secondi...». Un ko che interrompe una striscia di 5 successi di fila. In una serata in cui gli esterni non segnavano, chiave tattica negativa non aver mai attaccato il ferro con i lunghi: «Per le caratteristiche dei giocatori a mia disposizione non avevo centri in grado di attaccare spalle a canestro, non è nel Dna di Andreaus , né in quello di Pignatti. Botteghi è ancora giovane; in più abbiamo avuto cattive letture offensive». La sconfitta può essere un campanello d'allarme: la trasferta di domenica a Faenza diventa fondamentale per ambire ad una delle prime quattro posizioni.
Simone Gagliardi
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