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È la Copparese delle occasioni perdute 

È la Copparese delle occasioni perdute 

Quattro punti gettati nelle ultime due uscite. Marzola: «Che rabbia»

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COPPARO. Sarebbero state due vittorie di fila. Ma sono sfumate allo scadere. In un'ipotetica scala dell'arrabbiatura, da uno a dieci, forse saremmo al dodici o tredici. Ed immaginate i rischi di estinzione del genere umano, se fossero arrivate due sconfitte per la Copparese. Mister Marzola vive l'arrabbiatura con signorile dignità e distacco. Non urla mai. Però si capisce che la situazione non la gradisce.
«Giochiamo con la Vadese. La partita è vinta. Alla fine facciamo un errore, regaliamo un rigore e sono due punti che volano via. Poi il derby di domenica scorsa con il Gualdo. Bella squadra. Andiamo in vantaggio, loro pareggiano. Alla fine riusciamo a passare ancora. E al primo minuto di recupero, con un tiro da lontanissimo (oltretutto un gol dell'ex; ndr) il Gualdo pareggia. E sono altri due punti che volano via».
Però i rossoblù rimangono sempre in buona posizione, ed in corsa per i playoff e per la Coppa. «Ecco, appunto... In questo momento della stagione abbiamo il confronto con il Medicina e poi, il mercoledì, il ritorno con il San Pietro in vincoli - ricorda Marzola -. Avessimo avuto questi quattro punti in più, che potevamo avere con maggiore attenzione, il confronto con il Medicina sarebbe stato molto più tranquillo. Comunque fosse poi andata con i bolognesi, ti preparavi al ritorno di coppa con serenità».
«Adesso, invece, ci giochiamo in tre giorni e due partite gran parte della stagione. Attenzione: non dico che siamo disperati, che siamo finiti, che non abbiamo speranze. No, questo mai. Però con un po' di attenzione si poteva spendere molto meno sul piano nervoso e fisico. Soprattutto sul piano nervoso. Gli avversari ci sono, e sanno approfittare dei tuoi cali e dei tuoi errori». Quindi, si resetta e si riparte, cercando di dare il massimo. «Ovviamente sì. Sapevamo che questo momento della stagione sarebbe stato difficile, specie con l'equilibrio che c'è. Distacco, rammarico. Magari un pizzico di disappunto. Ma niente sconforto, niente rassegnazione. Giochiamocela fino in fondo». (a.b.)

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