La Bondi nella via di mezzo E scatta la volata decisiva
di Marco Nagliati
Basket A2. Estensi a “-4” dai playoff ed a “+4” dai playout: parte il mese clou I saliscendi emotivi del gruppo rimangono, ma il passo ora è più solido
3 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. Un mese per diventare una mina vagante in funzione post season, oppure per tentare di chiudere a testa alta una stagione che ha regalato enormi soddisfazioni (vedi i derby vinti con le bolognesi o i successi magici con le big Mantova e Treviso). La vittoria di domenica contro Jesi, pone la Bondi nella via di mezzo. Ha le potenzialità tecniche per ambire ad una elettrizzante rimonta playoff, ma il freno mentale di una congenita incapacità di mantenere lo stesso livello. Almeno, così dice la classifica. Con il colpo realizzato l’altro giorno al Pala Hilton Pharma contro i marchigiani, i biancazzurri hanno messo un margine di discreta sicurezza sul pericolo play out. E sarà bene mantenerlo, perché questa “strana” stagione ha fatto sì che contro molte pericolanti i ferraresi siano in svantaggio ed in caso di arrivo alla pari o classifica avulsa sarebbero nei pasticci. Di conseguenza, indispensabile conservare un minimo paracadute.
L’arrivo di coach Furlani al posto di Trullo ha però iniziato a garantire un minimo di continuità alla Bondi. In due mesi, il percorso della pattuglia estense esibisce cinque vittorie e due sconfitte. Una sola prestazione censurabile (Imola, guarda combinazione una pericolante) e tante perle che hanno permesso di confezionare una collana assai elegante: Mantova, Virtus Bologna, Treviso, Fortitudo. Ed è proprio questa continuità, insolita se vogliamo, che autorizza qualche pensiero “proibito”. Al di là dei risultati, inconfutabili, con Furlani è cambiato lo spessore del gruppo. I saliscendi emotivi ci sono ancora, però stavolta circoscritti a momenti di una partita e non nell’arco dei 40’ totali. La Bondi passa da minuti di basket solido e spettacolare ad amnesie e isterie pericolosissime. Che rischiano di buttare a mare quanto di buono costruito fino ad allora. Il salto di qualità, però, sta nel fatto che i giocatosi si riprendono. Sciupano poi recuperano. E spesso vincono. Non è un caso se con Furlani quasi tutti i duelli sono finiti al fotofinish. Fra triple insaccate (Cortese all’Unipol Arena, salotto Virtus) e zampate sornione (l’appoggio di Molinaro al PalaDozza, casa Fortitudo); tra ferri altrui (Jesi domenica in 50” ha sbagliato tre triple consecutive che avrebbero consegnato il successo) e momenti di fuoco dei propri talenti (Roderick in primis). Da un lato il destino sta aiutando la Bondi, dall’altro va annotato come questa squadra così in balìa dei nervi, adesso nei momenti cruciali mantiene lucidità. Bravi i giocatori, ottimo il lavoro del coach. Pure, però, un cambio passo agevolato dalla società che riportando Pasi nello staff ha inserito un dirigente capace di rimettere ordine in uno spogliatoio che si stava smarrendo in troppi rivoli. Il ds, peraltro, ha saputo portare Molinaro a Ferrara, un lungo che ha significativamente aumentato il livello di fisicità del team.
Insomma, se la Bondi in classifica sta scontando una tragica fine del 2016, con un 2017 di ben altro livello inizia ad accendere sotto la cenere della prudenza un minimo di fuoco dell’ambizione. Il rush finale parte sabato sera da Piacenza, poi trenta giorni in apnea: seguiranno Udine, viaggio a Trieste, Verona e trasferta a Recanati (22 aprile). Nelle Marche potrebbe esserci il duello degli opposti: locali per evitare la B diretta, estensi per strappare all’ultimo atto il pass playoff.
L’arrivo di coach Furlani al posto di Trullo ha però iniziato a garantire un minimo di continuità alla Bondi. In due mesi, il percorso della pattuglia estense esibisce cinque vittorie e due sconfitte. Una sola prestazione censurabile (Imola, guarda combinazione una pericolante) e tante perle che hanno permesso di confezionare una collana assai elegante: Mantova, Virtus Bologna, Treviso, Fortitudo. Ed è proprio questa continuità, insolita se vogliamo, che autorizza qualche pensiero “proibito”. Al di là dei risultati, inconfutabili, con Furlani è cambiato lo spessore del gruppo. I saliscendi emotivi ci sono ancora, però stavolta circoscritti a momenti di una partita e non nell’arco dei 40’ totali. La Bondi passa da minuti di basket solido e spettacolare ad amnesie e isterie pericolosissime. Che rischiano di buttare a mare quanto di buono costruito fino ad allora. Il salto di qualità, però, sta nel fatto che i giocatosi si riprendono. Sciupano poi recuperano. E spesso vincono. Non è un caso se con Furlani quasi tutti i duelli sono finiti al fotofinish. Fra triple insaccate (Cortese all’Unipol Arena, salotto Virtus) e zampate sornione (l’appoggio di Molinaro al PalaDozza, casa Fortitudo); tra ferri altrui (Jesi domenica in 50” ha sbagliato tre triple consecutive che avrebbero consegnato il successo) e momenti di fuoco dei propri talenti (Roderick in primis). Da un lato il destino sta aiutando la Bondi, dall’altro va annotato come questa squadra così in balìa dei nervi, adesso nei momenti cruciali mantiene lucidità. Bravi i giocatori, ottimo il lavoro del coach. Pure, però, un cambio passo agevolato dalla società che riportando Pasi nello staff ha inserito un dirigente capace di rimettere ordine in uno spogliatoio che si stava smarrendo in troppi rivoli. Il ds, peraltro, ha saputo portare Molinaro a Ferrara, un lungo che ha significativamente aumentato il livello di fisicità del team.
Insomma, se la Bondi in classifica sta scontando una tragica fine del 2016, con un 2017 di ben altro livello inizia ad accendere sotto la cenere della prudenza un minimo di fuoco dell’ambizione. Il rush finale parte sabato sera da Piacenza, poi trenta giorni in apnea: seguiranno Udine, viaggio a Trieste, Verona e trasferta a Recanati (22 aprile). Nelle Marche potrebbe esserci il duello degli opposti: locali per evitare la B diretta, estensi per strappare all’ultimo atto il pass playoff.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
