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«Portuense in vetta dando sempre il massimo» 

«Portuense in vetta dando sempre il massimo» 

Promozione. Mister Buriani e la conquista del primato: la ricetta per il futuro non deve cambiare

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PORTOMAGGIORE. Portuense 24; Medicina 21; Copparese e Casumaro 20; Santa Maria Codifiume 19; Reno Centese, Anzolavino e Sanpaimola 16. È questa, nelle posizioni di vertice, la graduatoria del girone C limitata al girone di ritorno. Indice della crescita dei rossoneri di mister Daniele Buriani, da domenica in vetta anche (e soprattutto) nella classifica generale. All’andata, proprio le gare con il Sanpaimola e poi, in casa, con il Casalecchio, furono il momento più difficile della stagione: due sconfitte consecutive. Dopo quella doppietta negativa, i rossoneri hanno perso una volta sola. Ma anche se la rincorsa è al momento coronata dal successo, bisogna guardare avanti. È il momento di ripartire.
Mister Buriani, a coronamento della bella vittoria con il Sanpaimola, avete detto più o meno tutti che non si poteva fare di più.
«Vero. Ma non è che non si possa dare il massimo altre volte. In questo caso, credo che i ragazzi abbiamo dato tutto quello che avevano. Abbiamo vinto, ed è cosa molto positiva, e non avrei potuto dire nulla ai ragazzi scesi in campo anche se avessimo pareggiato o perso. Ma non vuol dire che tutto sia finito e risolto, o facile. Questo è un campionato, e io dico per fortuna, in cui non ti puoi mai rilassare, nemmeno per un momento. Ogni partita che giochi non è mai scontata, contro nessun avversario. E quindi non dobbiamo mollare la presa».
Con il Sanpaimola ha rinunciato alla cavalleria leggera (Liri e Buoso in panchina) e schierato in attacco tutta la potenza di cui disponeva. Alla fine ha avuto ragione...
«Per la presenza necessaria dei fuori quota, a volte devi scegliere su quale reparto inserire il giovane. Il Sanpaimola è una squadra forte, fisicamente robusta. Ho preferito mettere il giovane a centrocampo e puntare quindi su di un attacco di maggiore esperienza. Piuttosto, ci terrei a far notare come dall’inizio dell’anno giochiamo quasi sistematicamente con dei fuori quota sotto età, classe ’99 e persino 2000, che tengono benissimo il campo e danno il loro contributo, che è importante».
Domenica El Mouazzi si è visto a tratti, ma da una sua iniziativa di alto livello è nato il gol decisivo...
«Sappiamo benissimo che lui è un giocatore di questo tipo, capace di accendere la partita anche con una sola iniziativa. In effetti, però, la Portuense, che ha puntato molto su di lui, gli chiede di più, cioè di essere un giocatore capace di cambiare la partita sempre, non solo a tratti. Lui ne è consapevole, e ci tiene».
Come vede il futuro della Portuense capolista?
«Adesso manca una partita in meno, ma nulla è già deciso. Dobbiamo continuare su questa strada, crescere e dare sempre il massimo. Da qui alla fine non ci saranno avversari comodi, perché tutti hanno qualcosa da giocarsi e questo campionato è assolutamente equilibrato. Domenica, per esempio, a Casalecchio non potrà essere una passeggiata».
Avete già pensato alle posizioni relative, alle classifiche avulse, a chi è in vantaggio o svantaggio nei vostri confronti?
«Tutti questi calcoli? Adesso? Ma chi mai li avrebbe fatti. Sapevo che avevamo raccolto molti punti, immaginavo che nel ritorno saremmo andati molto bene. Ma di essere la squadra che aveva raccolto più punti nel ritorno, l’ho saputo adesso, durante questa intervista. La scelta è sempre la stessa: dare il massimo, in ogni partita. Se dai il massimo e le cose non vanno bene, non hai nulla da rimproverarti. Ma se ti sfugge un traguardo perché non ti sei impegnato, è molto peggio».
Alessandro Bassi

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