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Addio ad Angelo Ferraresi maestro di sport e di vita 

di Sergio Armanino
Addio ad Angelo Ferraresi maestro di sport e di vita 

Dal basket giocato al calcio, fino agli incarichi alla Figc nazionale

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FERRARA. Angelo Ferraresi non è più fra noi. Si è spento ieri pomeriggio, dopo una lunga malattia. Lo sport di Ferrara, in particolare il calcio, ma anche il basket (disciplina praticata a buoni livelli), saluta un suo grande protagonista, prima come atleta, poi come dirigente. A essere colpita, in particolare, è l’Olimpia Quartesana, società nata dalla fusione del Quartesana e di quell’Olimpia di cui Ferraresi fu fondatore. Ma a piangere, assieme alla moglie Paola, ai figili e a tutti i parenti, è l’intero movimento sportivo cittadino, che ha avuto in Angelo Ferraresi una delle figure più rappresentative, tanto da essere apprezzato all’interno della Federcalcio ben oltre i confini provinciali: prima a Bologna come consigliere regionale, poi chiamato a ricoprire incarichi ancor più prestigiosi a Roma.
Al di là dei meriti, delle onorificenze guadagnate sul campo e con il lunghissimo impegno al servizio dello sport, vogliamo ricordare Angelo Ferraresi per alcune sue qualità morali e umane: il sapersi fare da parte, quando avrebbe potuto ambire (se non pretendere) a incarichi prestigiosi, pur di far spazio a chi, per età o per semplice diritto di “rotazione”, avrebbe dovuto occupare un posto dirigenziale alla Figc; la sua saggezza. E due caratteristiche personali, altrettanto coinvolgenti: il suo sorriso e quei due occhi azzurri che gl’illuminavano il volto.
La brutta notizia, ieri sera, ancora non era circolata negli ambienti calcistici, nemmeno a livello federale. Così, è toccato a noi renderne edotti i massimi dirigenti ferraresi della Figc.
A iniziare dal presidente regionale Paolo Braiati: «Oh, no, Angelo», la sua prima esclamazione intrisa di amarezza. Poi, senza freni: «Premiano tanta gente, lui se l’erano dimenticato...».
È scosso, Braiati, è ben chiaro che il lutto lo colpisce personalmente. E così, nel suo ricordo, alterna pensieri rivolti al dirigente e alla persona: «È stato il pioniere del calcio ferrarese, l’ha lanciato lui il dilettantismo a Ferrara. Un amico. Sì, mi chiamò lui per prendere il suo posto in consiglio regionale: mi disse “io basta, ormai devo lasciare il passo e tu puoi prendere il mio posto”. Una persona serissima, non faceva mai polemiche, era sempre positivo. Per Natale non sono riuscito ad andarlo a trovare, come facevo sempre: gli portavo il nostro almanacco, poi lui mi diceva di aver visto mio figlio... Ah, un amico davvero. E poi, un maestro per me: ero un ragazzino che andava a vedere l’Olimpia e ascoltavo i suoi consigli. Abitava vicino al campo del Frutteti, dove io ho iniziato, e dava tanti consigli. Un signore, era un signore. Mi manca un amico. Anche nella malattia non disturbava, continuava a essere positivo: “dai, tiriamo avanti” mi diceva. Ultimamente lo avevo visto male, per fortuna la moglie Paola gli è stata sempre vicino, sempre sorridente, anche la sua famiglia mi è sempre piaciuta... Mi mancano le parole».
Anche il presidente provinciale della Figc, Giovanni Aretusi, è colpito: «Oh come mi dispiace... Una gran persona, oltre a essere un grande amico. 17 anni fa mi ha accompagnato nel cammino all’interno della Federazione. Lo devo ringraziare e ringraziare ancora, mi ha insegnato tanto. Oltre a essere un grande amico: ci sentivamo ogni 15 giorni, mi chiedeva tutte le novità. Era una persona che amavo molto. Lo avevo proposto per la Stella d’Argento: l’ha ricevuta e se l’è anche meritata».
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