L’OMAGGIO DI REJA
«Io gli devo tutto Questa cerimonia gli rende merito»
FERRARA. Tantissimi gli ex giocatori e allenatori presenti alla cerimonia ieri in via Copparo. Tra questi, oltre a Paolo Rossi, notati Edoardo Reja, Franco Colomba, Renato Campanini, Ruben Buriani e...
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FERRARA. Tantissimi gli ex giocatori e allenatori presenti alla cerimonia ieri in via Copparo. Tra questi, oltre a Paolo Rossi, notati Edoardo Reja, Franco Colomba, Renato Campanini, Ruben Buriani e alcune colonne portanti della Spal come Emanuele Cancellato, Andrea Mangoni e Roberto Labardi.
«Non me ne vogliano i suoi figli - ha detto Edoardo Reja - io devo tutto a Fabbri, io mi sono sempre sentito proprio come un figlio vero di Gibì, mi ricordo quanto lui faceva per noi giovani, per me, per Capello e altri. Spesso andavamo a cena da lui. Dopo una bella gara mi ricordo quando rientrava nello spogliatoio e ci diceva "cavolo che musica!". Sono felice di essere qui in questa meravigliosa giornata, questo Centro dedicato a lui che amava i giovani è qualcosa di spettacolare. Ritorno a Ferrara con grande gioia in una stagione in cui vedo la Spal puntare alla serie A, me lo auguro per una città e una tifoseria che lo meritano».
«Io non sono stato un giocatore di Fabbri - ha proseguito Franco Colomba - ma l'ho conosciuto poi assieme a Paolo Rossi e con lui abbiamo condiviso tantissime cene. È sempre stato una persona unica che con il suo modo di fare sapeva tenere unite le persone e i giocatori, lui con il suo spirito riusciva a impostare un'idea di gioco che li univa tutti. Questa è una celebrazione che gli rende merito». (a.t.)
«Non me ne vogliano i suoi figli - ha detto Edoardo Reja - io devo tutto a Fabbri, io mi sono sempre sentito proprio come un figlio vero di Gibì, mi ricordo quanto lui faceva per noi giovani, per me, per Capello e altri. Spesso andavamo a cena da lui. Dopo una bella gara mi ricordo quando rientrava nello spogliatoio e ci diceva "cavolo che musica!". Sono felice di essere qui in questa meravigliosa giornata, questo Centro dedicato a lui che amava i giovani è qualcosa di spettacolare. Ritorno a Ferrara con grande gioia in una stagione in cui vedo la Spal puntare alla serie A, me lo auguro per una città e una tifoseria che lo meritano».
«Io non sono stato un giocatore di Fabbri - ha proseguito Franco Colomba - ma l'ho conosciuto poi assieme a Paolo Rossi e con lui abbiamo condiviso tantissime cene. È sempre stato una persona unica che con il suo modo di fare sapeva tenere unite le persone e i giocatori, lui con il suo spirito riusciva a impostare un'idea di gioco che li univa tutti. Questa è una celebrazione che gli rende merito». (a.t.)
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