«Il ko non getta ombre sulla Bondi»
Serie A2. Coach Furlani dopo la sconfitta di sabato sera: non ci fermiamo a Piacenza e ci sono gli elementi per salvarci
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FERRARA. Altra occasione persa, l’ennesima, per la Bondi. A Piacenza, sabato sera, i biancazzurri sono andati ad un passo dal successo che avrebbe blindato il discorso salvezza. Invece è arrivato un ko al supplementare. «Ci sono delusione e amarezza – dice coach Adriano Furlani -, non tanto per come si è evoluta la gara, ma per il risultato finale: non ci stai mai a perdere, soprattutto uno scontro diretto e una gara così delicata. Bravi loro, sul +5 c’è stata la bomba di Infante che ha girato il match; male noi, perché nell’ultimo possesso per vincerla Moreno ha avuto grande intraprendenza nel prendersi un tiro da fuori: dovevamo attaccare il ferro e non l’abbiamo fatto. Nel supplementare siamo stati in balia di Formenti: polli noi, l’ennesimo cuore gettato oltre l’ostacolo non ci ha permesso d’impattare una gara che pareva morta e sepolta».
I film della partita
Il film della partita finisce con il fotogramma del tiro di Moreno (poteva fare vincere la Bondi al 40’), una partita che occorre analizzare in ogni dettaglio come fa coach Furlani: ma qual è allora il rammarico più grande? «Buttarla solamente sull’ultimo tiro sarebbe gettare eccessive responsabilità nei confronti di Moreno, che ha avuto coraggio a prendersi quel tiro. Ma io volevo attaccare il ferro: dovevamo giocare una situazione di schiena a canestro o pick&roll centrale, abbiamo optato per una terza via e abbiamo pagato la mancanza di lucidità. Avevamo cercato di limitare Hasbrouck: ha fatto un avvio strepitoso, dopo di che l’abbiamo limitato, ma sono uscite le loro bocche da fuoco». Nulla proprio da recrimininare nella prestazione dei ragazzi? «Possiamo recriminare sulle piccole situazioni, non posso gettare un’ombra sul lavoro svolto dalla mia squadra. Giocare fuori casa alla pari contro una squadra come Piacenza significa avere talento e risorse, come del resto la capacità di restare sul pezzo. Mi auguro che questo ko non ci faccia perdere la tensione, che deve restare alta: il nostro percorso non è finito con la gara a Piacenza». E domenica approderà Udine... «Abbiamo davanti a noi quattro spareggi – ha chiuso Furlani -, bisogna che incrementiamo il nostro vantaggio: se abbiamo questa determinazione e questo spessore, beh, abbiamo tutti gli elementi per potercela fare tranquillamente. A Piacenza non abbiamo demeritato, abbiamo fornito una prestazione con qualche ombra e tante luci».
Il pivot
Ci ha messo un po’ a carburare, Francesco Pellegrino. «E’ stata una gara molto equilibrata – dice il lungo della Bondi -, a livello individuale ho iniziato molto male, dopo di che mi sono ripreso. Come squadra abbiamo fatto buone difese, alla fine però sono stati più bravi loro. Piacenza è molto completa, diventa difficile difendere su due dimensioni. Da fuori hanno fatto bene e Biruta è stato abbastanza solido dentro l’area».
«Bravi fino alla fine, non abbiamo retto l’overtime. C’è rammarico, anche perché la potevamo portare a casa. Conoscevamo l’importanza di questa gara, adesso – ha chiuso Pellegrino -, ne abbiamo altre, una più importante dell’altra: come ho già detto, sono tutte alla nostra portata, lo dimostra il fatto che a Piacenza abbiamo perso dopo un overtime». Adesso sotto contro Udine: al Pala Hilton Pharma, domenica prossima.
Lorenzo Montanari
I film della partita
Il film della partita finisce con il fotogramma del tiro di Moreno (poteva fare vincere la Bondi al 40’), una partita che occorre analizzare in ogni dettaglio come fa coach Furlani: ma qual è allora il rammarico più grande? «Buttarla solamente sull’ultimo tiro sarebbe gettare eccessive responsabilità nei confronti di Moreno, che ha avuto coraggio a prendersi quel tiro. Ma io volevo attaccare il ferro: dovevamo giocare una situazione di schiena a canestro o pick&roll centrale, abbiamo optato per una terza via e abbiamo pagato la mancanza di lucidità. Avevamo cercato di limitare Hasbrouck: ha fatto un avvio strepitoso, dopo di che l’abbiamo limitato, ma sono uscite le loro bocche da fuoco». Nulla proprio da recrimininare nella prestazione dei ragazzi? «Possiamo recriminare sulle piccole situazioni, non posso gettare un’ombra sul lavoro svolto dalla mia squadra. Giocare fuori casa alla pari contro una squadra come Piacenza significa avere talento e risorse, come del resto la capacità di restare sul pezzo. Mi auguro che questo ko non ci faccia perdere la tensione, che deve restare alta: il nostro percorso non è finito con la gara a Piacenza». E domenica approderà Udine... «Abbiamo davanti a noi quattro spareggi – ha chiuso Furlani -, bisogna che incrementiamo il nostro vantaggio: se abbiamo questa determinazione e questo spessore, beh, abbiamo tutti gli elementi per potercela fare tranquillamente. A Piacenza non abbiamo demeritato, abbiamo fornito una prestazione con qualche ombra e tante luci».
Il pivot
Ci ha messo un po’ a carburare, Francesco Pellegrino. «E’ stata una gara molto equilibrata – dice il lungo della Bondi -, a livello individuale ho iniziato molto male, dopo di che mi sono ripreso. Come squadra abbiamo fatto buone difese, alla fine però sono stati più bravi loro. Piacenza è molto completa, diventa difficile difendere su due dimensioni. Da fuori hanno fatto bene e Biruta è stato abbastanza solido dentro l’area».
«Bravi fino alla fine, non abbiamo retto l’overtime. C’è rammarico, anche perché la potevamo portare a casa. Conoscevamo l’importanza di questa gara, adesso – ha chiuso Pellegrino -, ne abbiamo altre, una più importante dell’altra: come ho già detto, sono tutte alla nostra portata, lo dimostra il fatto che a Piacenza abbiamo perso dopo un overtime». Adesso sotto contro Udine: al Pala Hilton Pharma, domenica prossima.
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