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Iuculano star al Memorial Duran 

Iuculano star al Memorial Duran 

Il peso leggero di casa vince, convince ed è premiato anche con il trofeo Asi

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FERRARA. L’ennesimo successo, di sport e di partecipazione. Il Memorial Carlos Duran edizione numero 16 va in archivio così, celebrando i suoi pugili, vincitori e vinti, il suo pubblico, che ha gremito il PalaCaneparo, ma anche i suoi organizzatori, con Massimiliano Duran in testa (il fratello Alessandro non ha potuto partecipare, impegnato com’era in un commento televisivo), che anche questa volta si è fatto in quattro. Cinque ore di boxe e di emozioni, 16 match, tre dei quali fra professionisti, e grande spettacolo: tanta roba per Ferrara.
Le attese della vigilia erano tutte rivolte a Marco Iuculano, allievo della Padana dei fratelli Duran, e non sono state tradite: ha convinto il rientro del peso leggero di casa, dopo il ko subito a Casale Monferrato, aggiudicandosi senza ombre la leale sfida con Jovan Giorgetti e, alla fine, conquistando pure il trofeo Asi, attribuito all’interprete del miglior combattimento della riunione. Iuculano ha dovuto mettere sul ring tutta la sua varietà di colpi, tutta la sua tecnica e anche tutta la sua tenacia, contro un avversario che gli opponeva una maggiore fisicità e che, specialmente con il gancio destro, gli ha creato più di un problema, almeno finché l’allievo di “Momo” Duran non ha trovato il modo di limitarlo. Marco non si è scoraggiato, ha creduto in se stesso e riunito le forze per resistere nei momenti difficili, per poi imporre la sua boxe.
C’era grande attesa anche per il medio massimo Domenico Bentivogli, altro padanino, che si è trovato di fronte il roccioso Semen Levin, 37 anni a dispetto della categoria Neo Pro: il lituano di nascita, manapoletano d’adozione, con i suoi colpi pesanti si è aggiudicato la vittoria, che dovrebbe aprirgli le porte a una sfida di levatura internazionale, ma onore al merito di Bentivogli, che ha fatto leva su tutto il suo orgoglio per terminare il match, riuscendo infine a chiuderlo in piedi.
Terzo incontro professionistico della serata, altrettanto atteso, era quello tutto al femminile fra Silvia Bortot e Alessia D’Addario. E anche le signore del ring hanno dato spettacolo, senza risparmiarsi, ma con grande intensità, infine equivalendosi, tant’è che il verdetto è stato di parità.
Prima di tutto ciò, dilettanti e debuttanti a misurarsi fra le 16 corde, per accumulare esperienza e mostrare a che punto è arrivata la loro preparazione: vittoriosi e vinti, qui importa meno, conta di più essere saliti sul ring a misurarsi.

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