La Baltur vola ancora con Benfatto in più «Sì, sono tornato»
Basket serie B. Il pivot è rientrato a Faenza dopo 2 mesi «È stata dura restare fuori nei momenti difficili»
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CENTO. La Baltur espugna Faenza, con merito, talento e attributi. E con Michele Benfatto, tornato in campo per 29 minuti, tantissimi, a conferma di una condizione già buona. Dopo due mesi esatti dall’infortunio, quindi con 15 giorni d’anticipo rispetto a quanto messo in preventivo all’indomani dello strappo, il totem è tornato nell’area pitturata. Da lui, punti pesantissimi per la Baltur, che ha blindato uno dei primi quattro posti della classifica, avendo messo proprio Faenza a tre partite di distanza. Il terzo posto se lo giocherà a Piacenza. La Baltur ha superato con autorità un esame non facile, distribuito equamente i suoi punti a referto, reagito da grande squadra a ogni tentativo di rimonta di Faenza.
«Sono rientrato in una di quelle partite non facili da vincere - esordisce Benfatto -, venivamo da una sconfitta inattesa e dovevamo reagire: lo abbiamo fatto alla grande. Faenza è una squadra atipica, non è facile accoppiarsi in difesa, ma abbiamo giocato una buona partita e l’abbiamo portata a casa, direi con merito. Io sono contento, perché abbiamo vinto a perché ho giocato. E perché non mi sono fatto male. Finalmente, non vedevo l’ora. Non ne potevo più di stare a guardare, ma non pensavo di poter giocare così tanto, alla fine ero stanco come i compagni. All’indomani ho qualche dolorino: roba da poco, tranquilli, adesso posso dirlo davvero, sono tornato».
Lo ha fatto di corsa, bruciando le tappe. Tutto, però, sotto stretta osservazione dello staff: «Ringrazio tutti, dalla società ai tecnici, dallo staf medico ai fisioterapisti. Io non vedevo l’ora di tornare: due mesi sono pochi, ma vi assicuro che sono anche tantissimi. Il mio infortunio è arrivato proprio nel momento più brutto, fra infortuni e cambio d’allenatore. Mi è mancato il campo nel primo mese, anche per ricevere le prime indicazioni dal nuovo coach. Mi ha aiutato moltissimo fare tanta piscina per non perdere il fiato, appena ho potuto mi sono unito al gruppo; lavoro completo senza pause l’ho fatto solo l’ultima settimana, ero sicuro che stavolta sarei entrato, ma non pensavo di giocare così tanto. Non sono ancora al 100%, perché devo ritrovare feeling con il campo e i compagni, ma ora ci siamo. Lo strappo è completamente chiuso, il peggio è passato».
Le statistiche della sua “prima”, belle o brutte che siano, non contano, l’importante è esserci stato. Dalle sue parole e dal tono di voce si nota un entusiasmo ritrovato e “Benfa” rilancia la sfida al campionato: «Questa è una stagione davvero strana, troppi infortuni, non ne è andata una per il verso giusto: mi faccio male io e resto fuori due mesi, arriva uno come Vico e si fa male alla seconda partita. Togli due giocatori importanti al quintetto e ovviamente fai fatica in rotazione. Nel mio caso, bravissimi sia Pignatti che Botteghi a sostituirmi, complimenti davvero. Ma il campionato non è finito. Dove possiamo arrivare? Ce la giochiamo con tutti, vogliamo vincerlo. Stiamo migliorando moltissimo in difesa, tutti sanno perfettamente quello che devono fare. E poi ce la giochiamo con tutti perché stiamo assumendo un contesto di squadra invidiabile, quando 5 o 6 giocatori vanno sempre in doppia cifra è un segnale».
Il terzo posto passa per Piacenza, ma comunque andrà non sarà un problema: «No, cambia poco, ci saranno i playoff. Conta arrivarci in forma. Da qui alla fine di partite facili non ce ne sono. Nessuno regala niente. Anche le squadre che non occupano uno dei primi posti si sino rinforzate e se la giocano alla morte con tutti. È vietato abbassare la guardia, di scontato non c’è niente».
Neanche la partita di domani sera con l’Alto Sebino. Sulla carta una formalità, sulla carta....
Simone Gagliardi
«Sono rientrato in una di quelle partite non facili da vincere - esordisce Benfatto -, venivamo da una sconfitta inattesa e dovevamo reagire: lo abbiamo fatto alla grande. Faenza è una squadra atipica, non è facile accoppiarsi in difesa, ma abbiamo giocato una buona partita e l’abbiamo portata a casa, direi con merito. Io sono contento, perché abbiamo vinto a perché ho giocato. E perché non mi sono fatto male. Finalmente, non vedevo l’ora. Non ne potevo più di stare a guardare, ma non pensavo di poter giocare così tanto, alla fine ero stanco come i compagni. All’indomani ho qualche dolorino: roba da poco, tranquilli, adesso posso dirlo davvero, sono tornato».
Lo ha fatto di corsa, bruciando le tappe. Tutto, però, sotto stretta osservazione dello staff: «Ringrazio tutti, dalla società ai tecnici, dallo staf medico ai fisioterapisti. Io non vedevo l’ora di tornare: due mesi sono pochi, ma vi assicuro che sono anche tantissimi. Il mio infortunio è arrivato proprio nel momento più brutto, fra infortuni e cambio d’allenatore. Mi è mancato il campo nel primo mese, anche per ricevere le prime indicazioni dal nuovo coach. Mi ha aiutato moltissimo fare tanta piscina per non perdere il fiato, appena ho potuto mi sono unito al gruppo; lavoro completo senza pause l’ho fatto solo l’ultima settimana, ero sicuro che stavolta sarei entrato, ma non pensavo di giocare così tanto. Non sono ancora al 100%, perché devo ritrovare feeling con il campo e i compagni, ma ora ci siamo. Lo strappo è completamente chiuso, il peggio è passato».
Le statistiche della sua “prima”, belle o brutte che siano, non contano, l’importante è esserci stato. Dalle sue parole e dal tono di voce si nota un entusiasmo ritrovato e “Benfa” rilancia la sfida al campionato: «Questa è una stagione davvero strana, troppi infortuni, non ne è andata una per il verso giusto: mi faccio male io e resto fuori due mesi, arriva uno come Vico e si fa male alla seconda partita. Togli due giocatori importanti al quintetto e ovviamente fai fatica in rotazione. Nel mio caso, bravissimi sia Pignatti che Botteghi a sostituirmi, complimenti davvero. Ma il campionato non è finito. Dove possiamo arrivare? Ce la giochiamo con tutti, vogliamo vincerlo. Stiamo migliorando moltissimo in difesa, tutti sanno perfettamente quello che devono fare. E poi ce la giochiamo con tutti perché stiamo assumendo un contesto di squadra invidiabile, quando 5 o 6 giocatori vanno sempre in doppia cifra è un segnale».
Il terzo posto passa per Piacenza, ma comunque andrà non sarà un problema: «No, cambia poco, ci saranno i playoff. Conta arrivarci in forma. Da qui alla fine di partite facili non ce ne sono. Nessuno regala niente. Anche le squadre che non occupano uno dei primi posti si sino rinforzate e se la giocano alla morte con tutti. È vietato abbassare la guardia, di scontato non c’è niente».
Neanche la partita di domani sera con l’Alto Sebino. Sulla carta una formalità, sulla carta....
Simone Gagliardi
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