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il lutto 

Per l’addio ad Angelo Ferraresi tanti uomini del “suo” calcio

Per l’addio ad Angelo Ferraresi tanti uomini del “suo” calcio

FERRARA. La chiesa gremita e tanti uomini del calcio ferrarese, il “suo”, a mescolarsi fra parenti e amici, per l’ultimo saluto ad Angelo Ferraresi. Ieri mattina, nella chiesa di Santa Caterina Vegri,...

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FERRARA. La chiesa gremita e tanti uomini del calcio ferrarese, il “suo”, a mescolarsi fra parenti e amici, per l’ultimo saluto ad Angelo Ferraresi. Ieri mattina, nella chiesa di Santa Caterina Vegri, la sua parrocchia, monsignor Luca Piccoli ha concelebrato il rito funebre, ricordando l’uomo, la malattia che aveva affrontato con grandissima dignità, accompagnato dalla sua fede, anzi, sollecitando la vicinanza della chiesa alle persone malate, a portare loro il conforto dell’Eucarestia.
In tanti ad ascoltarlo e a rendere omaggio a quell’uomo di sport a tutto tondo, che ha segnato 50 anni e più della storia sportiva cittadina e non solo. Da giocatore di basket a dirigente di calcio, quando, giovanissimo, a Santa Maria in Vado, fu tra i fondatori dell’Olimpia, poi unita al Quartesana e che quest’anno festeggia i 60 anni dalla nascita. Via via, gli incarichi federali, fino al consiglio regionale e alle commissioni nazionali della Figc: Ferraresi di strada ne ha fatta tanta, sempre con misura, sempre per trovare soluzioni e smorzare le polemiche, mai per il gusto della poltrona, che ha lasciato ogniqualvolta ha ritenuto di far spazio a chi era più giovane e poteva portare nuova linfa al movimento calcistico.
Una bella persona sotto ogni profilo, Angelo Ferraresi, e quella chiesa piena, ieri mattina, è stata il giusto tributo. Fra i volti riconosciuti fra i banchi parrocchiali, l’ex presidente della Figc ferrarese Gianfranco Fiorini, gli ex presidenti Pietro Macalli (Frutteti) e Paolo Tantardini (Molinella e Migliarino), gli allenatori Massimo Zibelli e Luigi Zaccarini, il dirigente Lanfranco Mongardi. E ci perdonerà chi, eventualmente, non abbiamo scorto fra la moltitudine.
Una cerimonia semplice e sentita, partecipata, il saluto composto a un uomo che ha lasciato un segno profondo e un insegnamento da non perdere, ma, anzi, recuperare: quello del vero calcio dilettantistico, che ha sempre incarnato.(s.a.)

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