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«Spal, proviamoci fino all’ultimo» 

«Spal, proviamoci fino all’ultimo» 

Il dg: grande obiettivo, utile anche il 3º posto a +10 sulla 4ª

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FERRARA. Direttore Davide Vagnati, che idea si è fatto su Spal-Frosinone?
«È stata una partita decisa dagli episodi. Si sono affrontate due squadre forti, è stata una gara equilibrata, se fossimo riusciti ad andare in vantaggio nel primo tempo magari sul palo di Antenucci avremmo visto un altro film. Ma dobbiamo essere orgogliosi di quanto ha fatto la squadra contro un Frosinone che aveva otto elementi su undici l'anno scorso in A. E non va dimenticato che noi siamo quart'ultimi per spesa, il Frosinone è al secondo posto dietro il Verona e ha speso il doppio di noi».
C'è da pensare subito ad Avellino: che gara si attende?
«Sarà una partita molto calda, andiamo sul loro campo in sintetico e troveremo un ambiente molto acceso. Dobbiamo andare là senza delusione, l'ambiente è sempre positivo senza isterismi, stiamo lottando per un grande obiettivo e dobbiamo provarci fino alla fine. Aprile sarà il mese decisivo».
Ha dato un'occhiata al calendario di Spal, Frosinone e Verona?
«Io non do particolare importanza a questo perchè manca ancora tanto. Vedo il Trapani che va a vincere in casa del Benevento, quindi bisogna ragionare solo partita per partita. Noi dobbiamo pensare a vincere le nostre gare».
Quale tra le squadre dal quarto posto in poi pensa possa essere più pericolosa?
«Perugia, Spezia e Bari. Qualche settimana fa avrei detto solo Bari ma ha fatto qualche colpo a vuoto. Il Perugia è quella più lanciata perchè ci sono tutte le condizioni perchè possa fare bene».
Quanto tiene in considerazione la possibilità di promozione diretta con il terzo posto col +10 sulla quarta?
«Penso molto di più a questo che al calendario: +10 sulla quarta adesso l’abbiamo, perchè non dovremmo guardarci? Dobbiamo andare avanti così, cercando - anche se dovessimo scendere al terzo posto - di fare meglio della quarta».
Che bilancio trae dalla sua recente missione in Brasile?
«Abbiamo visto tantissime partite, visionato e valutato molti giocatori e avviato contatti con persone importanti che possono essere utili per il nostro futuro. Noi vogliamo rimanere una squadra a impronta prevalentemente italiana ma se c'è qualcuno da fuori che può aiutarci a crescere di livello non ci pregiudichiamo questa possibilità. È stata un'esperienza importante anche dal punto di vista personale, un viaggio che ha arricchito il mio bagaglio di esperienze sul calcio sudamericano».
Che gare ha visto?
«Abbiamo seguito partite di ogni livello: massima serie, nella fascia di età dei Primavera nostri e anche gare di Allievi Nazionali. Sono rimasto principalmente nella zona di San Paolo, ho visto gare di Santos, Palmeiras, Corinthians. Il viaggio era organizzato molto bene, avevamo pullmini che ci conducevano da uno stadio all'altro, è stato stancante ma anche piacevole visto che per me è quasi una malattia vedere quante più partite e giocatori possibili».
Contatti avviati che prevedono arrivi in estate?
«È sempre un mercato particolarmente difficile perchè il cartellino non è solamente delle società ma anche degli impresari. Ho visto tanti giocatori giovani di prospettiva però è anche questione di tempi. Bisogna arrivare quando c'è ancora il periodo di maturazione e magari la società di proprietà non ci crede del tutto, poi se si inizia a segnare in prima squadra i prezzi vanno alle stelle. Però sono sempre viaggi molto importanti, ad esempio nell'altro avevo stretto forti legami con il ds dell'Udinese, Bonato, e grazie a quello siamo arrivati a Meret e Pontisso, con un giocatore ora convocato in Nazionale che era una cosa che alla Spal non succedeva da tempo. Noi siamo impegnati in una attività a 360 gradi e vogliamo rafforzare anche l'attività di scouting di base a livello di settore giovanile anche a Ferrara».
Andrea Tebaldi

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