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Spal, fame da lupi: serata per ripartire

di Paolo Negri
Spal, fame da lupi: serata per ripartire

L'obiettivo è riprendere subito la corsa verso la promozione

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FERRARA. Inizia un (altro) tour de force. Oggi ad Avellino, poi – da martedì – il terribile aprile con sette partite che determineranno gli esiti della corsa alla serie A.


La Spal comincia la fase discendente e decisiva del campionato (le ultime dieci giornate) questa sera alle 19 al vecchio “Partenio”: si chiamava così, adesso è stato ribattezzato “Lombardi”; aveva un terreno impossibile, spesso pesantissimo, ora è in sintetico. Non muta la sostanza: campo e ambiente caldissimi. Trasferta ad alta pericolosità. I verdi ne hanno beccati 4 a Terni, non vincono da una vita (l’ultimo successo è del 25 febbraio), sono a +4 sui play out ed il clima da quelle parti è pesante.

Morale: o battono la Spal o la crisi è conclamata.
In tale quadro, la squadra di mister Semplici è chiamata ad un’immediata reazione dopo il ko interno nella super sfida con il Frosinone, gara che è valsa ai ciociari il sorpasso in vetta alla classifica. Reazione, specifichiamo, che serve per quanto riguarda il risultato, non per il livello della prestazione, da applausi per almeno un tempo anche contro l’attuale capolista. E poi, non dimentichiamolo, la Spal era reduce da dodici gare utili di fila. Insomma, si tratta solo di riprendere il cammino, giocando due ore prima del Frosinone (a Cesena) e poco meno di un giorno in anticipo sul Verona (domani a Trapani) terzo in graduatoria.


Il compito, obiettivamente, non è facile per i biancazzurri. Per tutto un insieme di circostanze. Dalla necessità, appunto, di tornare subito a “fare” punti, alle caratteristiche dell’avversario; dall’aspetto ambientale, alla necessità di gestire l’organico considerando le successive tappe ravvicinate; dal dispendio di energie mentali chiesto dalla lotta a tre per i primi due posti, alle assenze.

Questa sera la Spal sarà priva di Lazzari (squalificato), una delle sue principali risorse, e di Bonifazi (rivelazione dell’annata), al quale l’inutile convocazione nella Nazionale Under 21 ha “regalato” un antipaticissimo infortunio muscolare al polpaccio che lo terrà fuori almeno due settimane. E non sarà a disposizione nemmeno Pontisso (preziosa e qualitativa opzione per la regia), per il quale si parla di stagione finita e si valuta con l’Udinese - proprietaria del cartellino - l’ipotesi di un intervento chirurgico al tendine rotuleo.


Insomma, un quadro non propriamente ideale. Ma la Spal di Semplici ci ha abituato a due cose: la capacità di ripartire dopo ogni ko (è stato così nella scorsa stagione; è stato così quest’anno all’indomani delle sconfitte con Frosinone - all’andata - e Pro Vercelli); e l’affidabilità dell’organico, che in ogni occasione ha risposto al meglio in tutti suoi elementi, andando oltre i forfait di questo o quello.


Dunque, il capitolo formazione. Tra i pali rientra Meret, tornato mercoledì dopo gli assurdi 10 giorni in Nazionale utili solo per allenare Buffon e Donnarumma e per scaldare la panchina contro Albania e Olanda: la Figc ha tolto alla Spal due pedine-base (appunto Meret e Bonifazi), privandola delle stesse in occasione della partita più importante della stagione e restituendone una con un infortunio non da poco. Il popolo biancazzurro sentitamente ringrazia.


Comunque: al netto delle valutazioni, della gestione e di eventuali sorprese di mister Semplici, i dubbi dovrebbero essere tra Ghiglione e Schiavon come laterale destro al posto di Lazzari, e tra Arini e Castagnetti in qualità di perno del centrocampo. In quest’ultimo caso, considerando le esigenze della gara, le caratteristiche dell’avversario e gli aspetti motivazionali, diremmo Arini, ex di turno, vecchia bandiera avellinese. In fascia destra Ghiglione ha più attitudine al ruolo (pur non propriamente suo) in cui è stato impostato quest’anno e dove è già stato utilizzato proprio come vice-Lazzari; su Schiavon in quella posizione Semplici lavora da tempo e lo ha proposto lì sia in allenamento sia quando è entrato a Chiavari.


La Spal ha una fame... da Lupi. Fame di punti. Fame di serie A. Dunque, a ora di cena vorrà accomodarsi a tavola e mangiare bene. Che sia un banchetto digesto.

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